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WRITER


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Il Murales viene considerato dall'odierna società italiana come indice di degrado e abbandono delle facciate dei complessi residenziali e storici. I Writer altrettanto vengono visti come vandali che passano il loro tempo ad imbrattare muri ed opere d'arte. _____________________________________________________________________________________________


Il fenomeno del Graffiti Writing fonda le sue radici nelle grandi metropoli europee e non solo, agli inizi degli anni 80’ diventando in pochi anni un fenomeno a scala globale come nessun movimento precedente, come le Avanguardie Storiche di primo 900’ che vennero soffocate quasi al nascere abbia, o gli Happenings che sconvolsero l opinione pubblica Newyorkese, abbia mai fatto in così poco tempo e soprattutto a tali sviluppi. Nasce a Philadephia nella seconda metà dei 60’ per poi svilupparsi a New York negli anni 70’ e si diffondersi e radicarsi nelle società Europee in modo così rapido: Londra, Lisbona, Barcellona, Berlino, Amsterdam, Roma, Milano…etc. riuscendo inoltre a contaminare anche l’abbigliamento e il design. L’obbiettivo del Writer è quello di raggiungere una certa fama quindi un livello di notorietà tale da essergli riconosciuta all’interno della comunità hip-hop. Analizzando la situazione Europea possiamo di certo notare l’evidente distacco, in termini di graffiti, con le politiche estere attualmente adottate multe salate e custodie varie in casi estremi.


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Se pensiamo a questo fenomeno come arte e non piu come atto vandalico allo stato puro potremmo renderci conto che, quelle suggestioni provocate ad iniziare dalla scelta dei colori utilizzati per finire alle tematiche scelte, molte volte riescono a rendere piu gradevole all'occhio il paesaggio architettonico che ci circonda. Dunque è per questo che proporrei un utilizzo si piu rigido ma allo stesso tempo piu elastico riguardo la salvaguardia e la tutela dei beni architettonici; per rigido intendo una serie di provvedimenti atti alla difesa dei beni architettonici storici della zona e dell arredo urbano, mentre con elastico invece indico una serie di proposte comunali mirate all'attuazione di bandi di concorso per writers a cui verranno assegnati come premio substrati murali su cui esprimere il proprio talento. Inoltre il Comune di Roma potrebbe delegare alla popolazione la scelta di destinare i substrati murari degli stabili residenziali (dal momento in cui ogni stabile lo richiedesse a votazione di maggioranza dei residenti stessi) la riqualificazione delle facciate esterne dei palazzi considerati in termini estetici decadenti/degradati. A questo punto i writers professionisti acquisirebbero pubblicità con le loro opere e allo stesso tempo il comune otterrebbe una notevole riqualificazione ma in entrambi i casi sia aumenterebbe il livello di notorietà sia del comune che dei writer stessi.


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COSA SONO...Modifica

Il Graffiti Writing, spesso erroneamente definito Graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale e artistica diffusa in tutto il pianeta, basata sull'espressione della propria creatività tramite interventi sul tessuto urbano. Correlata ad essa sono gli atti dello scrivere il proprio nome d'arte (tag) diffondendolo come fosse un logo. Il fenomeno prende le mosse dalla pittura murale (murales - disegni su muro), e viene spesso associato ad atti di vandalismo, poiché numerosi adepti
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utilizzano come supporti espressivi mezzi pubblici o edifici di interesse storico e artistico. Generalmente, il nocciolo di writer più vicini ad un serio lavoro di ricerca artistica considerano tali attività deprecabili, dimostrando anche nella scelta del supporto per la pittura una maggiore responsabilità e consapevolezza. Resta tuttavia una gran quantità di adolescenti, chiamati nello slang sucker, poser, scarsi, scrausi, estimatori, rimastini e quant'altro, che producono solamente trafile di tag, o al massimo throw ups (ovvero tag più elaborate eseguibili in breve tempo) al fine di promuovere il loro nome.

IDEOLOGIA...Modifica

Graffiti sulla facciata di una casa di BerlinoNel corso degli anni molti artisti hanno comunque maturato nuove tendenze creative per cui, pur mantenendo radici nel "Graffiti Writing", si è riusciti a sconfinare nella tipografia, nel design,
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nell'abbigliamento, contaminando il tipico stile degli anni '80 con ideali più razionali e vicini alla grafica. Si parla di tendenze artistiche "Post-Graffiti" in particolare riferendosi alla Street Art, e di Graffiti Design per le influenze oramai evidenti nelle tecniche pubblicitarie e nella moda. È possibile affermare che molti Artisti oramai integrati nel sistema convenzionale del Mercato dell'Arte, traggono il loro valore da esperienze precedenti spesso formalmente illegali. Non è una novità osservando i risvolti delle Avanguardie di primo Novecento, oppure gli happenings degli anni Settanta, tuttavia movimenti del genere non avevano mai raggiunto una scala globale. Il confine fra Arte e Vandalismo e tra Fascino e
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Illegalità contiene quindi una vasta gamma di sfumature, e ad illuminare il pubblico, spesso capace di interpretare correttamente gli stilemi ed i concetti proposti, ci hanno pensato artisti e designer ormai di fama internazionale come il tedesco Mirko Daim Reissler, l'inglese Banksy, i francesi 123 Klan, lo spagnolo La Mano, l'olandese Neck, l'italiano Eron, volutamente evitando la scena americana, totalmente diversa da quella europea. In Italia possiamo citare (seguendo criteri qualitativi, non quantitativi, e successiva evoluzione e prosecuzione
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nell'arte o nel design), nella vecchia scuola, Sid, Blef e la fly-girl Dafne da Genova, The Damage Kidz da Milano, Bol23 da Roma, Cento e Zero-T da Firenze, FlyCat da Udine. Nella nuova generazione annoveriamo invece Microbo e Bo103 da Milano, Peeta, Hitness, 17k & la fly-girl Menta e Kemh da Roma e Iabo da Napoli. Le due generazioni citate, sono legate a stili e modi di fare direttamente correlabili al writing degli anni '80 e '90. È invece ancora in corso la lotta in strada per la generazione dei "graffiti designers", con due anni di ritardo rispetto alla scena europea.
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L'OBIETTIVO...Modifica

Raggiungere una certa fama all'interno della comunità hip-hop. E'dunque di fondamentale importanza una certa visibilità delle opere, sia essa ottenuta grazie ad una presenza imponente di firme sul territorio, attraverso una serie di pezzi tutti identici di semplice struttura (bombing) o attraverso una più ridotta quantità di evoluzioni calligrafiche della propria tag. Generalmente il merito sta nel dare notorietà all'autore non tanto per la sua prolificità quanto per le sue qualità stilistiche e tecniche, ed è comune trovare tra ex-writer un certo numero di designer, pubblicitari free-lance o addirittura progettisti.

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ORIGINI DEI GRAFFITI E I WRITERModifica

Sebbene le sue origini si possono far risalire all'abitudine dei soldati alleati nel corso degli anni quaranta di disegnare lo scarabocchio Kilroy, il writing nasce a Philadelphia nei tardi anni sessanta e si sviluppa a New York negli anni settanta fino a raggiungere una prima maturità stilistica a metà degli anni ottanta.

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Nel 1972-75 appaiono i primi "pezzi", rappresentanti inizialmente una semplice evoluzione delle firme, divenute più grandi, più spesse e con i primi esempi di riempimento e di contorno (outline). Ben presto, anche se un pezzo aveva bisogno di molto spray (due o più bombolette) che avrebbero permesso di fare molte tag, tutti i writer raccolsero la sfida lanciata da Super Kool 223 e cominciarono a fare pezzi. Iniziarono le prime repressioni e le campagne contro il writing. Le carrozze della metro vengono pulite e lavate, si mettono taglie sui Writer, si recintano i depositi della metro (luoghi preferiti per l'azione) e si piazzano pattuglie cinofile lungo le recinzioni. Nonostante ciò tra writer c'era una continua sfida, che portò all'evoluzione ed al miglioramento qualitativo del fenomeno, che prese ad ampliarsi. Alcuni writer inventarono nuovi stili (come loop o nuvole) o perfezionarono quelli già esistenti, aggiungendo sfondi, grazie di provenienza tipografia, personaggi di cartoni animati (puppets) e forme prese dalla segnaletica stradale o dalla logotipia. I pezzi si ingrandirono top-to-bottom wholecar, diventando più elaborati e colorati wild style.

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Il Wild Style è lo stile più evoluto e complesso: ha come fondamento lettere (come del resto tutti i pezzi) combinate, legate, sviluppate e attaccate tra loro in modo da sembrare delle "macchie" di colore dove (per i neofiti) è difficile ritrovare le lettere di partenza.

Writers in azione a Genova.Nei primi anni ottanta, anche grazie alla realizzazione di Style Wars (documentario sui graffiti della metropolitana newyorchese) e del film Wild Style, il fenomeno graffiti si diffuse su scala mondiale, trovando in Europa un fertile terreno.

Le città europee che meglio recepirono gli input provenienti da New York furono Amsterdaam e Parigi, a seguire presero a svilupparsi le scene in Germania, Spagna e Svezia. Una dura repressione rese invece abbastanza taciturna la scena inglese. Dagli anni ottanta ad oggi il fenomeno si è sviluppato grazie alla diffusione di riviste specializzate, video convention e ai frequenti viaggi di molti writer per le città europee e americane.

In Italia, le città maggiormente interessate dai graffiti sono Roma, Napoli, Milano, Pesaro, Bologna, Bari, Firenze, Torino,Salerno e Ascoli Piceno. Il fenomeno si è sviluppato in due ondate, quella tra il 1986 ed il 1995, fatta di ragazzi che arrivarono a rubare i tappini dei dosatori spray nei supermercati, poi messi fuori commercio e sostituiti da tappi ad incastro "femmina". La seconda ondata arriva fino ad oggi, con il raggiungimento, da parte dei novizi del 1995, di una certa maturità stilistica.


Graffiti-Writing, Aerosol-Art e Graffiti-Logo Un graffito in un sottopassaggio a BolognaLe seguenti definizioni sono state estratte dal saggio "From Streets to Galleries" pubblicato nel 2002. Altri pareri sono tratti dalla conferenza "Il destino delle linee", tenuta da graffiti-writer in prima persona nel 2003.

Tutto è partito dal "Graffiti-Writing" un fenomeno, inizialmente giovanile, caratterizzato da incessanti azioni di ragazzi e ragazze decisi a imporre i propri pseudonimi all'interno dei contesti urbani. Con il passare degli anni il Fenomeno è diventato una Cultura, creando e utilizzando un proprio codice linguistico, differenziando le opere realizzate in categorie stilistiche e dando vita ad una fitta rete di connessioni internazionali di appassionati protagonisti.

Sarebbe più esatto comunque associare il fenomeno del writing alla cultura Hip-Hop, che contiene numerosi altri elementi legati a forme di espressività a carattere urbano, e comunque nate in quell'ambiente, quali l'mc-ing, il dj-ing o turntablism, la breakdance.

Le linee portanti della Cultura del Graffiti-Writing, che ormai vanta oltre trent'anni di evoluzione e che ha raggiunto ogni angolo del pianeta, sono state esaustivamente trattate nel database del sito graffiti.org: prima risorsa online internazionale sul tema, ad oggi importante punto di riferimento per chi pratica o si vuole avvicinare al fenomeno. È importante sottolineare che, essendo il Graffiti-Writing una Cultura, l'associarlo semplicemente alle sue produzioni è limitativo e inesatto: parleremo quindi di "Cultura Graffiti-Writing" e di "Produzioni Graffiti-Writing".

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WRITER COME VANDALISMO...?Modifica

La differenza tra atti di vandalismo e il "writing" è da ricercarsi nelle motivazioni che spingono a dipingere. L'intero fenomeno del writing arriva con tale impatto allo spettatore da non poter esser frainteso: basti pensare all'evidenza delle allusioni, spesso politiche e di protesta sociale, di una sua nuova derivazione quale può esser lo stencil-graffiti. Il senso espressivo dovrebbe comunque esser evidente a chiunque: dietro alle forme ed all'evoluzione delle lettere c'è un lungo studio, fatto di bozze preparatorie ed ispirazioni all'arte classica, come prevede il lavoro in studio di un qualsiasi artista canonico. Esiste anche una piccola quantità di apparati teorici, principalmente riassumibile nella teoria del destino delle linee, elaborata dal writer 17 nel corso di lezioni accademiche.

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DAL GIORNALE “LA REPUBBLICA”Modifica

L'arte contro il degrado urbano i "writers" ridipingono la stazione di FEDERICA FORTE


La stazione Nuovo Salario, a Roma, decorata da due artisti metropolitani ROMA - Alla città, dicono, vogliono "cambiare i connotati", usando i colori delle bombolette spray e le forme dell'arte urbana. Per rendere vivibile lo spazio cittadino, perché diventi un piacere anche uscire di casa, in periferia, per spostarsi verso il centro. Sintetica, ma chiara la missione estetica alla base del progetto "Qart", che punta a riqualificare strade, muri, piazze, scuole, le aree comuni che appartengono a tutti e a nessuno. Come? Sostituendo il grigio del cemento con il colore, la creatività e un linguaggio vicino a quello deiwriters. Con la benedizione delle istituzioni.

Hanno cominciato dal recupero "visivo" della stazione del Nuovo Salario, un piccolo scalo della ferrovia metropolitana della capitale, alla periferia nord. "È il nostro quartiere", spiega Simone Pallotta, ex writer, oggi a capo dell'associazione Zerouno3nove, che ha messo a punto il progetto di riqualificazione insieme alla RFI - Rete Ferroviaria Italiana, società delle infrastrutture del Gruppo Ferrovie dello Stato. "Ma non è solo per questo motivo che abbiamo a cuore la piena riuscita dell'iniziativa. Vogliamo riavvicinare i luoghi pubblici alle persone che tutti i giorni li attraversano, trasformare quegli spazi asettici in ambienti 'umani', vitali".
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E lo strumento più appropriato è l'arte: quella Blu e Etnik, due tra gli artisti più apprezzati nel panorama italiano dei writers, che in seguito hanno sviluppato un proprio linguaggio figurativo. In cinque giorni hanno decorato la stazione, trasformato i muri sudici di corridoi e sottopassaggi in un tripudio di arancio e giallo. Sporchi di vernice, pennello alla mano, hanno lavorato - divertendosi, con colonna sonora ad hoc - sotto gli occhi di pendolari rassegnati alla bruttezza del luogo, abituati ad allungare il passo per uscire da quell'ambiente per niente confortevole. "È ora di superare la concezione di edificio pubblico esclusivamente come contenitore di servizi - prosegue Pallotta -. Il nostro è un progetto pensato in primo luogo per i cittadini, da cittadini".

In effetti la stazione - di una città come di un quartiere - è ben più di un biglietto da visita: è l'ambiente che accoglie il viaggiatore finalmente giunto alla meta. Lo stesso vale per il pendolare che ritorna a casa: ecco perché deve essere un luogo dignitoso, meglio se esteticamente curato, in ogni caso vivibile. E l'intervento di "Qart" segna una linea netta tra il prima e il dopo: tra il desolante paesaggio urbano e la sferzata di energia di un ambiente su cui è impressa la traccia dell'impulso vitale dell'arte.

Per i writers, l'esperimento del Nuovo Salario è una conquista: quella di uno spazio "legale" su cui esprimersi, un esempio positivo che gli altri "graffitari" apprezzeranno e - si suppone - rispetteranno. E questo, dicono dalla Zerouno3nove, è solo l'inizio: sono in programma altri interventi nei quartieri degradati e in altre zone della capitale. Non solo: "Il nostro obiettivo è sanare le 'ferite' urbane, anche se si trovano in aree non periferiche", conclude Pallotta. "Come la stazione di Valle Aurelia, a due chilometri da San Pietro, una struttura di dubbio gusto, sulla quale è necessario intervenire".


Roma 23 Maggio 2009


CONVEGNO "INWARD, DO THE WRITING!" L'ASSOCIAZIONISMO PER LA CREATIVITà URBANA A NAPOLIModifica

“C’è una realtà dei writer che è molto diversa dal vandalismo. Chi imbratta muri e palazzi va certamente punito, ma io sono convinta che allo stesso tempo vadano incoraggiati i progetti di creatività urbana che i giovani possono mettere in campo”. Inizia così il messaggio di saluto inviato dal Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni ad INWARD Osservatorio sulla cultura del writing (www.inward.it), organizzatore dell’incontro “Do the Writing! L’Associazionismo per la Creatività Urbana a Napoli”, che si svolgerà domani 31 maggio alle 19 e 30 a Galassia Gutenberg (Stazione Marittima di Napoli – Sala Perseide). Nell’incontro di domani, per la prima volta si riuniranno in assemblea le ACU (Associazioni per la Creatività Urbana) di Napoli: Evoluzioni, Bereshit, 400ml e Thinks, che discuteranno anche degli ultimi provvedimenti locali e nazionali contro la vandalizzazione del patrimonio storico-artistico, di frequente confusa con il writing, e dei progetti di creatività urbana. Nel corso dell’incontro, le quattro ACU napoletane esporranno le proprie esperienze aggregative, organizzative e progettuali, animeranno un dibattito sull’attualità del writing e le prossime prospettive operative, ed infine firmeranno un Accordo operativo per la partecipazione coordinata al Tavolo tecnico interministeriale, istituito su mandato del Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, al fine di rappresentare presso il Governo l’esistenza di associazioni per la creatività urbana in tutta Italia.

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VOCI CORRELATE:

arte di strada


arte della strada o vandalismo


arte di strada e vandalismo 2

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