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Paesaggio IX

Viali alberati

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La funzione delle alberature stradali viene spesso compromessa dall'uso a parcheggio dei margini stradali che le ospitano
Foto-viali alberati.jpg

Le alberature stradali caratterizzano la quasi totalità delle città.A questo termine viene da ricollegare un tipo di area ad uso del verde dove poter passare del tempo e ricrearsi in completa armonia con la natura,questo comporta un approccio socio-naturalistico.Ma in alcuni casi queste isole di verde ne hanno ben poco da mostrare,una minima parte,dove i bordi delle isole sono contornati da filari di alberi e il resto dell'isole è un'area dedicata ad uso parcheggio,utile si per gli abitatnti della zona,ma che non rispecchia la vera terminologia.


Nella pianificazione dei parcheggi è necessario escludere nella misura maggiore possibile i marginio stradali alberati che debbono invece essere invece pensati anche in relazione ai corridoi ecologici


greenways corridoio ecologico arredo urbano


NORME E REGOLAMENTO VIARIOModifica

Osservazione: La tutela delle aree verdi e la salvaguardia dell’ambiente è quanto viene sancito dal Comune di Roma il quale, in base al proprio Statuto, “indirizza le scelte urbanistiche alla riqualificazione del tessuto urbano, salvaguardando il paesaggio, le caratteristiche naturali del territorio, l'esigenza pubblica a disporre di sufficienti parchi, giardini e spazi verdi oltre che di aiuole ed alberature stradali ed il patrimonio artistico e monumentale. Protegge e valorizza il territorio agricolo. Tutela gli animali e favorisce le condizioni di coesistenza fra le diverse specie viventi” (Statuto del Comune di Roma, art. 2 – Principi programmatici).

Regolamento viario: Art. VIII.5. Alberature, siepi e piantagioni Nel centro abitato, per i proprietari o aventi diritto dei fondi confinanti con la proprietà stradale, la distanza dal confine stradale da rispettare nel piantare alberi lateralmente alla strada non può essere minore di 3 ml e comunque deve essere Regolamento Viario - Comune di Forte dei Marmi Cap VIII - 23 tale da impedire, in relazione a ciascun tipo di essenza a completamento del ciclo vegetativo, che i rami si protendano sulla proprietà stradale. In caso di alberature di viali e piazze ad opera del Comune, non sono stabilite distanze minime, salvo operare una adeguata manutenzione per assicurare le condizioni necessarie a salvaguardare la sicurezza della circolazione. Nel centro abitato, per la distanza dal confine stradale da rispettare nel piantare lateralmente alla strada siepi vive, anche a carattere stagionale, ai fini della sicurezza della circolazione, non sono stabilite misure minime dal confine stradale.

DISTANZE DI IMPIANTOModifica

Data l’importanza che la vegetazione riveste, quale componente fondamentale del paesaggio (il valore del paesaggio è tutelato anche dall’art. 9 della Costituzione della Repubblica),Gli interventi volti a danneggiare l’essenza arborea senza comprometterne la vita comportano una sanzione da € 100,00 a € 300,00 per ogni pianta danneggiata. I danneggiamenti che compromettono la vita della pianta vengono considerati a tutti gli effetti abbattimenti avvenuti in assenza di quanto previsto all’Art.6--->Sono esclusi dalla presente normativa gli interventi sulle piantagioni di alberi da frutta e in coltivazioni specializzate e semispecializzate per l’arbiricoltura da legno a cicli brevi quali, ad esempio, la pioppicoltura (purche’ non rivesta alto valore paesaggistico/ambientale) . DISTANZE MINIME D’IMPIANTO Ferme restando le disposizioni di legge del Codice della Strada, dei regolamenti dei Consorzi di Bonifica e della normativa di polizia idraulica dei fiumi, nella realizzazione di nuove aree a verde, nei nuovi impianti e negli impianti di sostituzione, si consiglia di rispettare per gli alberi le seguenti distanze minime di impianto da costruzioni, alberi limitrofi, ecc. - Alberi che a pieno sviluppo misureranno oltre mt 20 … mt. 10 (esempio: farnia, platani, pioppi, frassini, tigli, ecc.) - Alberi che a pieno sviluppo misureranno da 10 a 20 mt … mt. 6 (acero campestre, carpino bianco. ecc.) - Alberi che a pieno sviluppo misureranno fino a 10 mt.. …mt. 4 (Cercis, Prunus spp. ecc.) - Alberi con forma della chioma piramidale e colonnare. ... mt. 4 (pioppo cipressino, carpino piramidale. farnia piramidale, ecc.). Al di fuori dello schema su esposto, nella scelta delle specie arboree si consiglia sempre di tenere ben presente la potenzialità di sviluppo futuro tanto dell'apparato radicale quanto della chioma. Per pubblico interesse il Comune può realizzare o autorizzare l'impianto di alberature stradali all'interno dei centri abitati in deroga agli articoli di legge, per quanto riguarda le distanze dai confini e dai cigli stradali.

ASPETTI NEGATIVI E POSITIVIModifica

Le alberature stradali sono tra le opportunità estetiche e ambientali più rilevanti del verde urbano, ma costituiscono anche un problema per vari motivi:

- Caduta di alberi e/o di rami, - Malattie o attacchi di insetti e relative cure (se possibili), - Costi per manutenzione, potature e valutazioni di stabilità,

Parchi, alberature stradali, il “verde” in genere ha un elevato contenuto sociale. L’abitante della città è contento se ha un albero davanti a casa: è un pezzo di natura che ammorbidisce la città. Tuttavia i costi di realizzazione, ma soprattutto gestione, sono sempre il fattore limitante.

Nei viali vecchi e già consolidati si può soltanto intervenire a mitigare il danno con la messa in sicurezza delle alberature mediante potature corrette. Nei nuovi viali bisogna adottare criteri diversi: - scelta delle specie in relazione agli spazi a disposizione; - scelta delle specie in relazione all’ambiente pedoclimatico; - scelta delle specie in relazione ai problemi fitosanitari; - adozione di distanze rispettose dello sviluppo definitivo dell’albero; - scelta della specie in base a criteri estetici (portamento, colore, volumi).

Invece si assiste alla ripetizione infinita delle stesse specie fino ad arrivare quasi a una monocoltura e alla reiterazione degli stessi errori. Non è vero che se un albero muore, va ripiantato nello stesso posto. Interventi di conservazione e sostituzione vanno programmati in relazione alla specie botanica, alla durata della sua vita e ai danni che l’albero ha dovuto subire. Non bisogna lasciare che gli alberi arrivino a rischio di stabilità. Quando in un filare molti alberi cominciano a essere a rischio, è meglio sostituire tutto il filare o tratti di esso facendo un progetto di sostituzione adeguato per scelta specie e distanze.

Una proposta per un verde urbano di nuova concezione è l’approccio ecologico che vede il verde come una rete che connette la città con strutture lineari (i viali, le siepi) e strutture dilatate, i parchi, concepiti come nodi della rete, cioè come aree ad elevato valore ambientale. In un verde di nuova concezione accanto al viale alberato tradizionale vi può essere una struttura verde, lineare e flessibile che si adatta agli spazi a disposizione: stretta negli spazi ridotti, si allarga nei grandi viali e si apre nei giardini di quartiere e nei parchi. Un viale alberato può essere misto, polispecifico, formato da gruppi di piante: un “viale-parco” formato da grandi alberi, alberi più piccoli e arbusti. Questi viali-parco vogliono ricordare il bosco e il fatto che in natura le piante sono sempre associate tra loro in comunità di specie diverse. La biodiversità è una ricchezza, anche perché può costituire un’efficace difesa dai parassiti.


N.B (ripresa della frase "L’abitante della città è contento se ha un albero davanti a casa"). Non sempre una persona è contenta di ritrovarsi un albero davanti la sua abitazione in caso questo sia più un "ingombro" che un apprezzamento naturalistico.E' da tener presente che le alberature tendono a riportare dei "problemi" rilevanti perchè nel momento stesso in cui la pianta cresce e la sua conformazione non sia tenuta a bada da necessarie cure questa crea probelmi quali: -parassiti che possono instaurarsi nelle piante dell abitato; - assenza di luminosità dovuta alla carenza di manutensione; -l alberatura stradale può finir per invadere un terreno privato.

USO DEI VIALI ALBERATI NELLA STORIA D'EUROPAModifica

Nei giardini e nei parchi storici, i viali alberati venivano usati per creare effetti ottici ad arte. Sono inoltre luoghi prediletti di ristoro e riparo dal solleone in estate, dato che le corone degli alberi che li compongono spesso si fondono in un tutt’uno. In tutta Europa e in certe parti dell’Asia, i viali alberati sono però anche la più antica forma d’inverdimento ai bordi delle strade; originariamente, servivano infatti a consolidare le vie di comunicazione: le radici degli alberi impedivano che la superficie stradale non pavimentata si erodesse, le corone degli alberi creavano perdipiù una piacevole zona d’ombra e proteggevano da pioggia e neve; inoltre, gli alberi da frutto davano nutrimento ai viandanti, per non parlare parlare della legna d’opera e da ardere, di fascine, frutti, alimenti per animali, miele e rimedi curativi per le popolazioni rurali. Gli alberi più frequentemente usati per i viali alberati sono il tiglio, l’acero, la quercia, il platano e l’ippocastano, ma anche il noce, il carpino, il faggio sanguigno, il faggio come pure varie specie di alberi da frutto. In antichità molto spesso si usava anche l’olmo. (In tutta Europa, tuttavia, nel secolo scorso, quasi tutti gli olmi sono periti per una malattia molto aggressiva causata dal fungo Ophiostoma ulmi). I viali alberati offrono habitat e creano collegamenti tra gli ecosistemi. Sulle foglie, i rami e la corteccia dei loro alberi molte specie animali trovano nutrimento ed un habitat naturale. I viali alberati offrono un luogo di riproduzione e di sosta agli uccelli, ma anche ad api selvatiche, coleotteri e ragni. Molti viali alberati, tuttavia, sono purtroppo scomparsi, vittime della costruzione di nuove strade o d’insediamenti.

ARTICOLI DI GIORNALEModifica

Poveri viali alberati due secoli di distruzioni Repubblica — 07 giugno 2001 pagina 3 sezione: ROMA Dove sono finiti i grandi viali alberati? Perché sono soffocati dall' asfalto che li circonda? E dall' invasione delle macchine? Lo scrittore Pietro Citati ieri sulla prima pagina di "Repubblica" lanciava il suo j' accuse per le fronde messe a repentaglio dallo smog e dalle malattie. E a Roma la loro è una lunga storia. Basta pensare che i primi viali accompagnati da filari verdi nascono alla fine del Cinquecento. Ci pensa Sisto V a par piantare gli alberi lungo le ampie vie aperte con una serie di sventramenti, dai quali si salva fortunatamente il Colosseo: servono per collegare le basiliche e facilitare il tragitto ai pellegrini che possano trovare anche un po' d' ombra lungo il percorso. E sono gli olmi i primi alberi sistemati sullo stradone da Santa Croce a San Giovanni e da qui a Santa Maria Maggiore, ma anche dall' arco di Costantino a San Gregorio al Celio. Sono le olmate che diventano allora un simbolo della città, caratterizzandola sullo sfondo archeologico che affiora tra i rami. Così se ne scorge una a quattro filari nel Foro Romano nel 1656, ad opera di Alessandro VII, tra gli archi di Settimio Severo e Tito, autentica passeggiata archeologica, distrutta, ahinoi!, ai primi dell' Ottocento per far posto agli scavi e ripiantata da Pio IX nel 1855, ma poi definitivamente sradicata alla fine dell' Ottocento. Alberate destinate a sparire non solo quindi ai nostri tempi, nello stravolgimento urbano dettato dalla costruzione di nuovi quartieri e dal traffico automobilistico, ma alberate già in forse in epoca insospettabile. Come l' olmata a cinque filari che collegava Santa Croce e San Giovanni; l' aveva tirata su Benedetto XIV nel 1743, sulla falsariga di quella sistina, e nel 1849 i repubblicani l' abbatterono perché occorreva il legno nelle barricate erette contro i francesi. La ripristinò Pio IX, ma non ebbe lunga vita. E che dire dell' olmata dei Cappuccini? Era all' inizio dell' attuale via Veneto, una sorta di giardino a ridosso dell' ampia villa Ludovisi; fu spazzata via con quella per lottizzare tutta la zona e creare il rione Ludovisi. Si era nel vivo dell' epoca umbertina che, pur sventrando la città tra corso Vittorio e corso del Rinascimento, tra piazza Venezia e via del Tritone, in un piano regolatore mantenuto fino ai primi del Novecento trovò modo di creare il verde dei viali con i platani e i lecci, in un vago ricordo dei boulevards parigini. Che furono via Merulana, viale del Policlinico, viale Mazzini, viale Regina Margherita, corso d' Italia, i Lungotevere, alberate che oggi resistono in una lotta aperta al bitume stradale che ne intasa le radici. Fino a quella splendida Passeggiata archeologica, ridotta ormai a pista di scorrimento automobilistico contaminante il verde che ne fece un modello di alberata per merito di Guido Baccelli. C' era poi quel gioiello di via Nazionale, ornata da una doppia fila di alberi; pare fossero dei loti, e correva il tram sulla strada, in un' immagine di semplicità che sembrò «paesana» per una strada così aperta al turismo e al commercio. Furono spazzati via entrambi nell' insorgente modernizzazione del traffico. Finché vennero i viali chiusi tra file di palazzi, che ancora oggi resta difficile chiamare alberate, da corso Trieste a viale delle Medaglie d' Oro al viale dei Parioli, tra pini e oleandri, spesso sorretti da paletti e sommersi dalle auto. Resistono, stretti nell' asfalto dei marciapiedi. Sono il segno della fine di un' epoca. - CLAUDIO RENDINA

CORRIERE DELLA SERA La denuncia I Verdi: va tutelato l' aspetto dei viali. Il Comune: li ripiantiamo Saranno abbattuti 4 mila alberi malati «Troppo smog e sicurezza a rischio»

Alberi malati. Ippocastani, platani, aceri e olmi. E soprattutto «pericolosi» per i passanti: hanno «gravissimi difetti morfologici e strutturali», «i rischi di caduta e schianti sono elevatissimi» ed è «poco praticabile» ogni tentativo di salvarli. Il Comune abbatte (e sostituisce) circa quattromila piante ogni anno. Oggi iniziano i lavori in via Solari. Ma i Verdi protestano: «Si tuteli l' aspetto architettonico-monumentale dei viali alberati, no ad operazioni massicce». Milano ha 180 alberi e quelli «a rischio» vengono controllati scientificamente una volta all' anno. Sono piante malate o arrivate alla fine del ciclo vitale, danneggiate dal maltempo, dallo smog e dalle auto in sosta. «Gli alberi di Milano sono stressati, soffrono l' inquinamento, gli sbalzi di temperatura e i cantieri


VIALI ALBERATI A ROMAModifica

Il servizio giardini del Comune di Roma dovrebbe occuparsi dei giardini e dei parchi, e quindi in particolare del loro più prezioso patrimonio: gli alberi. Prezioso perché, come chiunque nota durante la vita, gli alberi impiegano molti anni a crescere.Dall'ottocento in poi questo semplice sistema per addolcire la vita in città (portandoci almeno un ricordo, una citazione, della campagna e della natura libera) si è esteso in tutte le città dell'occidente sotto forma di "viale alberato".Gli ultimi casi di una lunga serie di cui ho notizia riguardano alcune strade del centro, come Via Labicana, Viale Aventino, Via Claudia, Via Santa Croce in Gerusalemme.Strade non secondarie, che collegano basiliche o monumenti famosi nel mondo come il Colosseo. Naturalmente non si tratta di vandalismo allo stato puro, una motivazione di solito c'è, e finora era che "gli alberi erano malati". Motivazione che comunque deve essere sempre ricercata o estorta, perché mai esplicitata con cartelli o altre comunicazioni ai cittadini. Ma ammettiamo pure che gli interventi fossero indispensabili. Abbattere un albero secolare o pluridecennale è una cosa triste, ma in certi (limitati) casi inevitabile. Ci aspettiamo però che in questi (limitati) casi il servizio giardini si applichi a studiare una soluzione che ripristini il viale con alberi sicuramente più giovani, ma che mantengano la stessa funzione e la stessa estetica. Sì perché gli alberi rendono bella una strada, anche se in sé non lo è, e noi umani abbiamo bisogno di essere circondati dal bello. Per fare un esempio a Via Conte Verde o a Via Pretoriano, piantando degli alberi sempreverdi e con una chioma frondosa e di forma quasi sferica, che non si sviluppano verso l'alto.Da un paio d'anni però, dopo gli abbattimenti a Viale Aventino e Via Labicana, pare abbiano perso completamente il controllo della situazione, usando alberi che apparivano già inadatti appena piantati, a sviluppo verticale, e decisamente troppo piccoli.Ma quel che è peggio è che non hanno attecchito, dopo pochi mesi si erano seccati quasi tutti, fornendo ai turisti (e agli abitanti) una immagine di desolazione. Errare è umano, e dalla esperienza si può imparare. Questo non vale però per il servizio giardini che, un anno dopo, ha ripiantato lo stesso tipo di alberi! Che hanno fatto regolarmente la stessa fine. Tutti secchi. .

DISEGNARE LINEE NEL PAESAGGIOModifica

Dalla lettura del libro "disegnare linee nel paesaggio" di Emanuela Morelli Durante la realizzazione dell’imponente sistema stradale francese(1747) l’aspetto estetico non viene tralasciato e le alberature sono attentamente scelte in base al loro portamento e allo sviluppo della chioma, mentre la loro disposizione è stabilita in relazione al paesaggio attraversato ed al significato che esse devono sottintendere: “Queste grandi architetture vegetali testimoniano l’aspirazione degli ingegneri ad abbellire il paese...gli alberi fastigiati come il pioppo italico segnalavano i punti rimarcabili del percorso, i ponti, l’incontro con un’opera d’arte; gli alberi più monumentali, dalle chiome dense e arrotondate o coniche, come i castagni, annunciavano gli ingressi nei paesi, come a Donzy, nel cuore della Francia, mentre si riserveranno i tigli, potati, alla scala degli edifici circostanti, all’attraversamento dei paesi e della città, e gli alberi da frutto per gli edifici pubblici.” tra Prato e Pistoia, interrotto nel tratto della stretta di Seravalle, per poi tornare pressoché continuo fino alla Pineta del Parco di Migliarino, si trovano filari di pini disposti ad una distanza di quindici metri. L’impianto arboreo rimane per lo più immutato fino agli adeguamenti, causati dall’aumento di traffico, degli anni Sessanta. Successivamente a causa dei vari danni all’apparato radicale e ad altre problematiche legate alla sicurezza, la Società Autostrade ha progressivamente eliminato queste alberature. Oggi rimangono solo pochi individui sparsi, mentre un tratto a galleria è riscontrabile ancora nell’accesso alla città di Prato, strada declassata ma un tempo facente parte del tratto autostradale. Il principio di realizzare immensi filari alberati a fianco delle autostrade viene particolarmente ispirato anche dalla Germania, la quale però attua tale operazione in modo sostanzialmente diverso: i grandi filari che seguono i rettifili italiani sono costituiti principalmente da una unica specie arborea, che ha la negatività di costituire poi in fondo una sorta di monotonia al viaggiatore e di esaltare il segno stradale nel paesaggio. In Germania invece le alberature non sono disposte a filare, ma con l’intento di valorizzare le aperture visive sul paesaggio, rispettando così la tradizione della paesaggistica romantica del paese.Il viale alberato nasce per delimitare meglio la strada, talvolta per dare ombra agli uomini e alle bestie. Però spesso nasce anche per dare alla strada, con alberi di maestosa grandezza, un’architettura monumentale. Ed è questa terza ragione che meglio delle altre giustifica l’impianto dei viali lungo le autostrade. Un viale monumentale e solenne, come può ad esempio ottenersi con i tigli, deve tuttavia avere sempre un principio ed una fine sensati. Non è infatti da dimenticare che l’inizio di un viale rappresenta, per chi lo incontra, una battuta importante e che poi il percorrerlo crea una crescente aspettativa che è come la preparazione spirituale a un evento più grande. Nell’impiantare un viale occorrerà quindi riflettere bene su questi concetti. […] e infine deve pervenire a qualcosa di veramente singolare”

VERDE STRADALE E VIALE ALBERATOModifica

Il verde stradale permette l’arredo di vie, viali, piazze e parcheggi. Rappresenta una tipologia di verde estremamente importante, che condiziona in modo sostanziale il paesaggio e l’ambiente urbano e la grande viabilita, ed è composto in prevalenza da alberi e arbusti.

I viali alberati (detti anche alberate) di frequente sono intimamente connessi alla storia delle città e costituiscono, dunque, un patrimonio da salvaguardare. Spesso si rende necessaria la sostituzione degli individui presenti, per ragioni derivanti da cattive condizioni fitosanitarie delle piante e per la sicurezza pubblica.

Non solo a volte le strade mostrano brutti esempi di alberate, realizzate senza tenere conto di criteri razionali di progettazione del verde, ma spesso le alberature stradali sono sottoposte ad offese diverse, derivanti dall’inquinamento, dagli scavi effettuati senza considerare la presenza e la funzione dell’apparato radicale della pianta, dalla presenza invadente delle auto che possono determinare costipamento del terreno e urti meccanici, ecc.

Risulta quindi necessario orientare le scelte su specie che presentano determinati requisiti, quali: resistenza ai diversi inquinanti atmosferici (per esempio all’anidride solforosa: Quercus rubra, Tilia cordata; ai fluoruri: Acer campestre e platanoides, Quercus robur; all’ozono: Acer saccharinum, Fagus sylvatica, Liriodendron tulipifera, ecc.); capacita di ridurre il rumore, considerato ormai un vero e proprio agente inquinante (Acer pseudoplatanus, Tilia platiphyfillos, Carpinus betulus, ecc.); resistenza alle malattie e rusticità; capacita di ridurre la carica batterica dell’aria (Liquidambar, Chamaecyparis, Pinus silvestris, ecc.); ridotte esigenze di manutenzione; resistenza meccanica agli agenti atmosferici avversi; resistenza alla siccità (Celtis, Cercis, Gleditschia, Cedrus); nessun pericolo od inconveniente per la cittadinanza, come ad esempio: spine acuminate (Gleditschia), frutti maleodoranti (Gingko biloba femmina), ecc.; elevato valore decorativo.

Considerato che la pianta ideale, che risponda a tutte le esigenze soparaelencate non esiste, si capisce come è fondamentale che le scelte progettuali siano effettuate da un tecnico esperto del verde utilizzando le specie che rispondono quanto più possibile alle esigenze specifiche dell’intervento.

Oltre a ciò, altri criteri progettuali riguarderanno le dimensioni e le caratteristiche della strada da alberare (larghezza, luminosità, intensità del traffico veicolare, eventuali attività in loco, presenza di elementi di disturbo ambientale, ecc..)


LINK COMUNE DI ROMAModifica

In questo link è possibile leggere (in sintesi)come avviene la cura delle alberature nel comune di Roma e di come la potatura e la conservazione di queste piante sia utile per la nostra salute(attraverso il risanamento dell aria)e a livello di arredo urbano. [[1]]


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