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Spesso gli spazi verdi non trovano un proprio posto dignitoso all’interno della pianificazione urbana; per di più privi di un’ adeguato arredo urbano risultano poco fruibi i.


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La presenza dl verde nelle nostre città,la quantità degli spazi a esso dedicati e la cura manutentiva dello stesso, sono alcuni degli indici principali di civiltà e vivibilità.Il verde urbano è un elemento dell'ambiente costruito in fondamentale relazione con il paesaggio. E' un elemento di grande importanza ai fini del miglioramento della qualità della vita nelle città. E’ però necessaria una valutazione attenta di alcune delle sue caratteristiche, al fine di migliorare la sua funzione e di favorire le modalità della sua gestione, oltre che per consentire una razionale pianificazione degli interventi di estensione delle aree verdi. Per questo sarebbe auspicabile che nel maggior numero possibile di Comuni (e non solo in quelli di maggiori dimensioni) al piano urbanistico comunale (PUC) fosse affiancato funzionalmente anche il Piano del verde urbano, un documento progettuale oggi poco utilizzato, la cui assenza produce un rilevante spreco di denaro pubblico e rende di fatto meno fruibile il verde per i cittadini.La crescente antropizzazione e le crescenti necessità stanno portando ad un pericoloso degrado che abbassa gli standard di qualità ambientale in maniera preoccupante. La presenza di verde non è sufficiente ad assicurare uno standard accettabile di vita in quanto deve necessariamente esserci un “Piano del verde” che si occupi della organizzazione e della pianificazione del verde urbano; un documento progettuale oggi poco utilizzato, la cui assenza produce un rilevante spreco di denaro pubblico e rende di fatto meno fruibile il verde per i cittadini. Si dovrebbe, dunque, cercare un modo per conciliare la presenza del verde con le esigenze metropolitane. Si deve sottolineare anche l'importantissimo ruolo del verde dal punto di vista bioclimatico, visto che l'evapotraspirazione prodotta dalle piante può contribuire ad una sensibile mitigazione della temperatura estiva nelle aree urbane.


Affinchè il verde urbano migliori la qualità della vita nelle città è necessaria un’attenta valutazione delle sue caratteristiche,al fine di migliorare la sua funzione e di favorire la modalità della sua gestione,oltre che consentire una razionale pianificazione degli interventi di estensione alla aree verdi.E’quindi necessaria una pianificazione organica che porti ad integrare perfettamente le aree verdi urbane nelle città in modo da restituire la funzione centrale che il verde ha da sempre posseduto. Serve un’azione che parta dal terreno e che valorizzi gli elementi vegetali nella presenza e nella distribuzione, che esalti l’importante funzione di arredo e che non faccia dimenticare il ciclo naturale delle piante.Il ruolo della vegetazione nella città deve diventare centrale, come elemento di incontro fra atmosfera, acqua, terreno e attività umane.

Pattern correlati: orti urbani, Greenways, viali alberati, Inquinamento acustico e la sua trasformazione


"I rapporti tra città costruita e vegetazione naturale, natura in genere, raramente sono soddisfacenti. La città antica, e massimamente quella italiana, è una città tutta di pietra che respinge la vegetazione ai propri margini dove la campagna si frantuma sotto forma di orti e tutt’al più ammette al suo interno quanto rimane dei parchi dei potenti delle epoche passate, oppure piccoli giardini, cintati, occultati, privati, per giungere a quei frammenti di spazio coltivato in contenitore, spesso sintesi metonimica dell’universo naturale, che vanno, insieme ai giardini pensili e alle recenti pareti vegetate, sotto l’odierno nome di verde verticale. Un verde concepito, dunque, come memoria, citazione, esempio, elemento decorativo, utile per ingentilire (o talvolta nascondere) errori progettuali e spazi di risulta con scarse vocazioni commerciali; spazi in cui si convive con una natura addomesticata e simbolica, in qualche modo rappresentazione del potere dell’uomo nel creato." Carlo Bruschi "il paesaggio urbano:da frammenti a sistema"

FUNZIONI DEL VERDE URBANOModifica

Numerose, e tutte ugualmente importanti, sono le funzioni svolte dal verde urbano:

1) funzione ecologico-ambientale: il verde, anche all’interno delle aree urbane, costituisce un fondamentale elemento di presenza ecologica ed ambientale, che contribuisce in modo sostanziale a mitigare gli effetti di degrado e gli impatti prodotti dalla presenza delle edificazioni e dalle attività dell’uomo. Fra l’altro la presenza del verde contribuisce a regolare gli effetti del microclima cittadino attraverso l’aumento dell’evapotraspirazione, regimando così i picchi termici estivi con una sorta di effetto di “condizionamento” naturale dell’aria.

2) funzione sanitaria: In certe aree urbane, in particolare vicino agli ospedali, la presenza del verde contribuisce alla creazione di un ambiente che può favorire la convalescenza dei degenti, sia per la presenza di essenze aromatiche e balsamiche, sia per l’effetto di mitigazione del microclima, sia anche per l’effetto psicologico prodotto dalla vista riposante di un’area verde ben curata.

3) funzione protettiva: il verde può fornire un importante effetto di protezione e di tutela del territorio in aree degradate o sensibili (argini di fiumi, scarpate, zone con pericolo di frana, ecc), e viceversa la sua rimozione può in certi casi produrre effetti sensibili di degrado e dissesto territoriale.

4) funzione sociale e ricreativa: la presenza di parchi, giardini, viali e piazze alberate o comunque dotate di arredo verde consente di soddisfare un’importante esigenza ricreativa e sociale e di fornire un fondamentale servizio alla collettività, rendendo più vivibile e a dimensione degli uomini e delle famiglie una città. Inoltre la gestione del verde può consentire la formazione di professionalità specifiche e favorire la formazione di posti di lavoro.

5) funzione igienica: le aree verdi svolgono una importante funzione psicologica ed umorale per le persone che ne fruiscono, contribuendo al benessere psicologico ed all'equilibrio mentale

6) funzione culturale e didattica: la presenza del verde costituisce un elemento di grande importanza dal punto di vista culturale, sia perché può favorire la conoscenza della botanica e più in generale delle scienze naturali e dell’ambiente presso i cittadini, sia anche per l’importante funzione didattica (in particolare del verde scolastico) per le nuove generazioni. Inoltre i parchi e i giardini storici, così come gli esemplari vegetali di maggiore età o dimensione, costituiscono dei veri e propri monumenti naturali, la cui conservazione e tutela rientrano fra gli obiettivi culturali del nostro consesso sociale.

7) funzione estetico-architettonica: anche la funzione estetico-architettonica è rilevante, considerato che la presenza del verde migliora decisamente il paesaggio urbano e rende più gradevole la permanenza in città, per cui diventa fondamentale favorire un’integrazione fra elementi architettonici e verde nell’ambito della progettazione dell’arredo urbano.

(liberamente tratto da: Manuale per tecnici del verde urbano, Città di Torino)

Classificazione tipologica del verde urbanoModifica

Verde di arredoModifica

Il termine ”verde di arredo” indica in genere la parte di verde presente nelle città che deve assolvere prioritariamente ad una funzione igienico-sanitaria, sociale e ricreativa, protettiva, estetico architettonica, culturale ecc. allo scopo di migliorare le condizioni insediative e residenziali delle popolazioni nelle aree urbane. Il verde di arredo è, quindi, e deve rimanere, alla portata di tutti e ciò impone attenzioni particolari durante la fase progettuale che lo riguarda e la successiva fase di realizzazione.


Giardini storiciModifica

Si tratta di aree verdi di impianto generalmente non recente, culturalmente connesse con lo sviluppo delle città, talvolta testimoni di importanti vicende storiche.

Obiettivo della gestione di questi giardini è la conservazione dell’impianto originario, la trasmissione degli obiettivi progettuali e formali, e nel contempo una fruizione sicura e non degradativa. La presenza di alberi maturi o addirittura secolari comporta la necessità valutazioni attente delle condizioni fitosanitarie e in particolare delle condizioni di stabilità degli esemplari presenti, anche per garantire l’incolumità dei fruitori e l’integrità del giardino stesso.

Quando i soggetti non risultano più recuperabili, oltre all’acquisizione delle autorizzazioni per gli abbattimenti presso gli Enti preposti alla tutela del patrimonio paesaggistico e monumentale sarà opportuno prevedere interventi di messa a dimora di piante di adeguate caratteristiche, sostitutive di quelle eliminate.

I parchi urbani costituiscono un elemento di grandissimo valore del nostro patrimonio storico culturale, e dovrebbero essere adeguatamente tutelati, oltre che opportunamente gestiti. Al loro interno si trovano spesso elementi architettonici e artistici di arredo (statue, fontane, tavoli, panchine, piccole costruzioni ecc.) così come manufatti di interesse storico architettonico (spesso i parchi sono a servizio di una villa o di un palazzo storico) che ne aumentano ulteriormente il significato culturale.

All’interno o al contorno delle aree urbane i giardini storici costituiscono fra l’altro un importante elemento di verde che favorisce il riequilibrio ambientale delle città. (

Parchi urbaniModifica

Si tratta di aree verdi più o meno estese, presenti nelle aree urbane o ai loro margini, che svolgono una importante funzione ricreativa, igienica, ambientale e culturale.

I parchi urbani possono essere caratterizzati dalla suddivisione in zone con diverse funzioni (riposo, gioco, attività sportive, servizi, centri culturali e ricreativi).

Generalmente i parchi urbani sono progettati utilizzando specie autoctone, e facendo un notevole impiego del prato e di alcune specie arbustive ed arboree acclimatate per l’area di insediamento. Le aree interessate in generale possono andare da medio piccole ad estese, e in quest’ultimo caso diventano dei veri e propri “polmoni verdi” della città.

In aree espansione periurbana razionalmente pianificate, il verde dei parchi può assumere anche un ruolo di integrazione e sostituzione del sistema agricolo e forestale, diventando oltretutto un elemento di caratterizzazione ambientale e di mitigazione del clima urbano. Fra l’altro la presenza di ampie zone verdi peri- o infra-urbane, gestite a parco, può consentire l’insediamento e la migrazione di una ricca fauna stanziale e migratoria, contribuendo così ulteriormente al riequilibrio di un ecosistema fortemente sbilanciato in senso degradativo quale è in genere quello urbano.

Un altro elemento importante riguarda le modalità di gestione, che se razionalmente organizzate possono consentire la creazione di un certo numero di posti di lavoro. Per ridurre i costi diretti di gestione e manutenzione del parco si possono anche scegliere soluzioni operative diversificate, come ad esempio dare incarico degli interventi di manutenzione a cooperative locali di produzione e lavoro che, attraverso l’adozione di tecnologie semplici e rustiche possono occuparsi di assicurare la fruibilità delle aree a parco, realizzando il ripristino dei percorsi pedonali, opere di regimazione delle acque superficiali, realizzazione di attrezzature per la sosta, ecc.

Spazi verdi di quartiereModifica

Si tratta in genere di piccole aree verdi presenti in diversi punti del tessuto urbano.

Gli spazi verdi di quartiere sono utilizzati prevalentemente dagli abitanti della zona, che utilizzano queste aree con funzione ricreativa, di svago e di incontro. I criteri di progettazione di questi spazi verdi, considerato l’utilizzo generalmente intensivo, a fronte di una modesta estensione, devono essere semplici: alberi, arbusti e zone a prato vanno ubicati in modo da alternare zone d’ombra a zone al sole; devono essere previste aree pavimentate attrezzate per il gioco e la sosta, anche per limitare un eccessivo utilizzo dei prati; le specie da utilizzare devono essere rustiche e non particolarmente vigorose, per consentire una manutenzione ridotta; le barriere architettoniche devono essere eliminate, per consentire il libero movimento anche ai portatori di handicap.

Verde stradale e viali alberatiModifica

Il verde stradale permette l’arredo di vie, viali, piazze e parcheggi. Rappresenta una tipologia di verde estremamente importante, che condiziona in modo sostanziale il paesaggio e l’ambiente urbano e la grande viabilita, ed è composto in prevalenza da alberi e arbusti.

I viali alberati (detti anche alberate) di frequente sono intimamente connessi alla storia delle città e costituiscono, dunque, un patrimonio da salvaguardare. Spesso si rende necessaria la sostituzione degli individui presenti, per ragioni derivanti da cattive condizioni fitosanitarie delle piante e per la sicurezza pubblica.

Non solo a volte le strade mostrano brutti esempi di alberate, realizzate senza tenere conto di criteri razionali di progettazione del verde, ma spesso le alberature stradali sono sottoposte ad offese diverse, derivanti dall’inquinamento, dagli scavi effettuati senza considerare la presenza e la funzione dell’apparato radicale della pianta, dalla presenza invadente delle auto che possono determinare costipamento del terreno e urti meccanici, ecc.

Risulta quindi necessario orientare le scelte su specie che presentano determinati requisiti, quali: resistenza ai diversi inquinanti atmosferici (per esempio all’anidride solforosa: Quercus rubra, Tilia cordata; ai fluoruri: Acer campestre e platanoides, Quercus robur; all’ozono: Acer saccharinum, Fagus sylvatica, Liriodendron tulipifera, ecc.); capacita di ridurre il rumore, considerato ormai un vero e proprio agente inquinante (Acer pseudoplatanus, Tilia platiphyfillos, Carpinus betulus, ecc.); resistenza alle malattie e rusticità; capacita di ridurre la carica batterica dell’aria (Liquidambar, Chamaecyparis, Pinus silvestris, ecc.); ridotte esigenze di manutenzione; resistenza meccanica agli agenti atmosferici avversi; resistenza alla siccità (Celtis, Cercis, Gleditschia, Cedrus); nessun pericolo od inconveniente per la cittadinanza, come ad esempio: spine acuminate (Gleditschia), frutti maleodoranti (Gingko biloba femmina), ecc.; elevato valore decorativo.

Considerato che la pianta ideale, che risponda a tutte le esigenze soparaelencate non esiste, si capisce come è fondamentale che le scelte progettuali siano effettuate da un tecnico esperto del verde utilizzando le specie che rispondono quanto più possibile alle esigenze specifiche dell’intervento.

Oltre a ciò, altri criteri progettuali riguarderanno le dimensioni e le caratteristiche della strada da alberare (larghezza, luminosità, intensità del traffico veicolare, eventuali attività in loco, presenza di elementi di disturbo ambientale, ecc..) (http://www.paesaggio.net/verde.htm)

Aiuole spartitrafficoModifica

  • La striscia verde che divide i due sensi di marcia e senz’altro molto utile per le funzioni che esercita a favore degli automobilisti: riposa la vista e, qualora vi siano siepi o arbusti, diminuisce l’impatto dei fari nelle ore notturne. Questo tipo particolare di verde è esposto a condizioni molto difficili (inquinamento legato allo scarico dei motori, siccità, difficile manutenzione a causa della sua posizione, ecc.). Bisogna quindi ricercare soluzioni che assicurino la sopravvivenza di questo singolare arredo verde, riducendo al minimo i costi manutentivi. Molto utile si rivela in questi casi l’uso di specie coprisuolo o tappezzanti, sia erbacee che cespugliose e arbustive, che assicurino la permanenza della copertura verde. E’ chiaro che tali specie dovranno rispondere a requisiti di rusticità, facile adattabilità, effetto ricoprente rapido, buon valore estetico. L’alto costo iniziale di questo materiale vegetale e l’accurata messa a dimora che richiede e abbondantemente recuperato negli anni con oneri manutentivi minimi.

La copertura permanente ad opera delle tappezzanti assicura dunque un aspetto paesaggistico valido, nonchè facilmente ed economicamente mantenibile nel tempo. Questo giustifica ampiamente il loro impiego e la loro diffusione. Nelle aiuole spartitraffico, una soluzione valida è rappresentata da macchie di arbusti e piccoli alberi dislocati lungo I’aiuola stessa, in modo da rompere la monotonia del ”nastro verde piatto” e creare piani vegetazionali di diverse altezze, con ottimi risultati estetici e funzionali.

Verde funzionaleModifica

Come dice il termine stesso, si tratta di verde pubblico realizzato in funzione di determinate e particolari esigenze.

Verde sportivoModifica

Costituisce il completamento di un impianto sportivo, in quanto lo abbellisce, o lo isola dall’ambiente esterno per assicurare una certa tranquillità. In ogni caso, è necessario scegliere alberi particolarmente resistenti alle varie cause avverse, onde assicurare la pubblica incolumità. L’aspetto più importante del verde legato agli impianti sportivi e senz’altro il tappeto erboso dei campi di gioco. In questi casi, la scelta del miscuglio di semi, le lavorazioni del terreno e la futura manutenzione dei campi realizzati hanno un’importanza fondamentale. Per realizzare campi sportivi esistono oggi miscugli appositamente predisposti, che dovranno formare un tappeto erboso soggetto ad un’intensa usura. Questo è un caso tipico in cui, per raggiungere risultati efficienti, più che la progettazione, incide un buon programma di manutenzione. Recentemente, nella realizzazione di tappeti erbosi sportivi ad uso professionale, si e diffuso il metodo ”Cellsystem”. Tale sistema consiste essenzialmente nella realizzazione di una particolare stratigrafia di materiale inerte, ricoperto da membrane in PVC e polietilene, sulle quali trovano posto le cellule che ospitano la rete di adduzione dell’acqua che serve anche come rete di drenaggio. Altra particolarità è rappresentata dal substrato colturale (in questo caso è improprio parlare di terreno) costituito da sabbia di fiume lavata e silicea. Un campo da gioco così realizzato richiede una oculata gestione e manutenzione, e necessita di un adeguato coordinamento tecnico da parte di un professionista del verde.

Verde scolasticoModifica

Il verde scolastico deve assolvere alla duplice funzione di ”polmone verde” della scuola di cui è parte integrante e di ”polo di osservazione naturalistica” per consentire agli alunni di conoscere il mondo vegetale (e il mondo animale che su di esso vive) a partire dalla propria scuola. Nel progettare e realizzare questo tipo di verde è molto importante conoscere le fasce di età degli alunni che frequentano la scuola. Infatti, in un asilo-nido, scuola materna o elementare, bisogna escludere le specie vegetali provviste di spine o di parti velenose. Sarà invece molto interessante incrementare l’utilizzo di specie appariscenti nei mesi autunno-invernali e primaverili, in modo da poter apprezzare l’evoluzione della vegetazione nel corso delle stagioni e nell’arco dell’anno scolastico.

Verde sanitarioModifica

Verde sanitario Questo verde è strettamente legato a strutture ospedaliere o a case di cura, dove la funzione igienica è predominante su tutte le altre. Chiaramente, tutto il verde è utile e salutare, ma in determinate situazioni può essere più utile un particolare tipo di piante: ad esempio nei centri di cura delle malattie polmonari, le essenze resinose, che liberano aromi naturali utili per le vie respiratorie, potranno essere percentualmente maggiori delle latifoglie. Anche a riguardo del verde sanitario, la scelta di specie rustiche e robuste, può evitare, in generale, seri problemi per la pubblica incolumità.

Verde cimiterialeModifica

Il verde cimiteriale svolge anch’esso un’importante funzione culturale e ambientale, consentendo di rendere più gradevole un ambiente generalmente triste e contribuendo anche ad una conservazione dell’equilibrio ambientale e sanitario.

La scelta delle specie vegetali nei cimiteri è stata influenzata da una serie di considerazioni di carattere diverso, essenzialmente filosofiche, simboliche, educative, estetiche e funzionali. Il verde cimiteriale, come noto, riveste principalmente due importanti funzioni: ornamentale e psicologica. La prima appare maggiormente evidente nei cimiteri delle grandi città, in quelli cioè che spesso vengono definiti monumentali. Qui il verde ha la possibilità di assolvere in maniera più netta il suo compito estetico grazie alla consistenza degli spazi a esso concessi e all’idea originale di configurazione dell’intera area cimiteriale. Grandi accessi, viali ad ampio respiro, alberi di notevole età e dimensione e alte siepi dotate di elevato impatto visivo, appaiono legati tra loro da un’impostazione progettuale antica, che porta a considerare i cimiteri monumentali come veri e propri giardini storici, imponendo che, come tali, siano mantenuti e riqualificati. Per quanto riguarda la funzione psicologica, gli spazi verdi di questi luoghi dovrebbero costituire un ambiente sereno, in grado di comunicare un senso di pace nei riguardi delle persone care scomparse. Specie vegetali sempreverdi e aree opportunamente ombreggiate contribuiscono a rendere i cimiteri un luogo in cui le difficoltà della vita di tutti i giorni acquisiscono una dimensione più contenuta e meno drammatica. Proprio nel cimitero si dovrebbe poter tornare nel modo più dolce possibile a momenti significativi del passato vissuti con il defunto, realizzando una comunione di cuori e di spirito senza interrompere il legame che si aveva in terra, anzi stabilendone uno nuovo. Il verde cimiteriale comprende anche gli allestimenti di ogni singola tomba, anche se questi ultimi sono indubbiamente molto più presenti e solitamente curati nei cimiteri del Nord Europa, dove le tradizioni di sepoltura fanno quasi sempre riferimento al terreno. Il verde cimiteriale possiede inoltre un forte significato sacrale, in quanto enfatizza l’eccezionalità dell’uso dell’area.


Verde residenziale e privatoModifica

Il diffondersi dell’attività edilizia fa indubbiamente sorgere una serie di problemi legati alle nuove urbanizzazioni. In tali aree il verde deve trovare il suo posto dignitoso, e soprattutto nei nuovi interventi residenziali deve essere prevista la realizzazione di un adeguato arredo. E’ importante inoltre e che le Amministrazioni ”esigano” che il verde venga realizzato sulla base di un progetto approvato dall’Ufficio comunale del verde, senza stravolgimenti in fase di esecuzione delle opere. Nel nostro Paese, sulla scorta di cio che da tempo si verifica all’estero, sta prendendo piede presso sempre più numerosi Comuni la previsione di un regolamento del verde, che suggerisca al privato cittadino i criteri per la realizzazione del verde ornamentale. Certamente gli indirizzi del verde pubblico spesso vengono, di riflesso, seguiti anche dal privato, per cui un miglioramento d’immagine del verde urbano trova indubbiamente un riscontro graduale a livello di verde privato

La scelta della vegetazioneModifica

Molteplici problemi possono scaturire da una errata scelta ed ubicazione delle specie vegetali, da irrazionali programmazioni degli apporti nutrizionali e di acqua. Altro aspetto di fondamentale importanza è la corretta gestione degli eventi fitosanitari; a questo proposito ricordiamo come il verde urbano ed in larga parte anche quello extraurbano rappresenta un ecosistema costruito artificialmente.

Le aree verdi, non essendo inserite in ecosistemi naturali più ampi dotati di propria capacità di autoregolamentazione, subiscono aggressioni parassitarie incontrollate. Il verde deve essere classificato correlando le sue tipologie alle destinazioni, alle forme di fruizione e di utilizzo. Esistono gli spazi verdi di quartiere che sono normalmente di estensione limitata e si trovano dislocate nel tessuto urbano a macchia di leopardo. Assolvono a funzioni ricreative, di svago e di incontro e normalmente vengono fruite da coloro che risiedono nella zona. Gli spazi verdi di quartiere sono sottoposti ad un carico umano molto intenso e ciò introduce diversi problemi specifici di queste aree verdi. Particolare attenzione va poi riposta alla sicurezza degli alberi stessi, ma anche delle persone che ne godono la presenza.

Anche i parchi urbani assolvono a molteplici funzioni ma in modo particolare alla funzione ricreativa e sanitaria. Queste aree sono inglobate nel tessuto cittadino o dislocate lungo le cinture periferiche delle città. In queste aree spesso si trovano strutture con diverse funzioni: riposo, gioco, attività sportive, servizi, centri culturali e ricreativi. Spesso godono di una sistemazione naturalistica, con masse arboree ed arbustive dislocate nel parco, dove il prato rappresenta lelemento dominante che accentua la vastità dellinsieme.

Mentre i giardini pubblici e i parchi storici sono le aree verdi di ridotte o estese superfici, le più antiche, a volte testimoni di importanti vicende storiche. In queste aree il problema maggiore è conservare l'originaria struttura, salvaguardando nel contempo l'incolumità dei fruitori. La presenza di alberi vetusti comporta la necessità di periodiche ed attente verifiche della stabilità dei soggetti arborei e delle loro condizioni di salute generale. Bisogna quindi far attenzione a far inetrevnti in queste aree senza introdurre inappropriati stravolgimenti e con la massima discrezionalità. Infine i viali alberati anche caratterizzano il "VERDE URBANO". È una tipologia di verde che caratterizza in modo importante l'ambiente urbano. I viali alberati, in alcuni casi, hanno importanza storica e sono dunque un patrimonio da salvaguardare ove possibile, o da sostituire quando in precarie condizioni di salute. I problemi legati all'albero in città sono massimizzati quando viene fatto oggetto di maltrattamenti attraverso scavi che vanno ad interferire con l'apparato radicale: contusioni di varia natura dovute a macchine operatrici, a parcheggi selvaggi che oltre a lesionare i tessuti determinano il compattamento del terreno.

Condizione essenziale, affinché il verde possa assolvere alle funzioni per le quali è stato previsto, é la corretta gestione della tecnica agronomica in tutti i sui aspetti.

(liberamente tratto da "progettare il verde" di Annibale Sicurella)

Verde urbanoModifica

All'esteroModifica

Nei paesi anglosassoni la disciplina che si interessa del verde urbano è conosciuta come urban forestry, (letteralmente: "forestazione urbana"), quasi ad indicare come le aree verdi possano proporsi come oasi di ruralità entro gli ambiti urbani, con una sottolineatura della wilderness delle aree verdi inserite in un "arido" edificato.

Proprio con riferimento ai modelli culturali della sostenibilità delle aree urbane e al ruolo del verde dentro le città potrebbe essere significativa la riscoperta - almeno nelle aree urbane meno degradate, ma anche e soprattutto nei centri più grandi - degli orti urbani. Gli orti urbani hanno fatto parte integrante della cultura architettonica europea con le cosiddette città giardino, eliminate nell’arco di poco più di un secolo da poche generazioni di architetti e ingegneri modernisti (e più in generale da una cultura industrialistica dell’edilizia e dell’urbanistica) che hanno privilegiato il mattone e il cemento più che gli elementi di inserimento e di valorizzazione dell’ambiente (anche urbano), cancellando un elemento culturale presente nelle città europee sin dal medioevo.


Particolarità:Modifica

Nasce un nuovo romanticismo, che si preoccupa della natura selvaggia: il tema dei giardini verticali non è scelto ne per caratteristiche di vantaggi ambientali, ne per risolvere semplicemente un problema di spazio, soprattutto nelle grandi metropoli sempre più urbanizzate. Diventa una sorta di “Terzo paesaggio” una nuova parte del mondo della natura. La città che diventa foresta, spontaneamente cresce per consentire lo sviluppo di nuove forme antropiche e naturali. Diventano un nuovo regno di biodiversità.

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Una nuova visione

Per la visione esteta, i nuovi paesaggisti sognano una foresta città, affiancata dalla storica sfida contro la natura,da sempre nella testa degli architetti. Il verde verticale immagina una nuova città e una foresta diversa. La città si sviluppa in verticale, e il giardino, parte di essa, la segue e la avvolge mostrandone i suoi pregi ma anche i suoi limiti.

Tra i primi in italia a realizzare pareti verdi, c’è Fiorenzo magagna di Gea (Collaboratore per l’allestimento del café Trussardi a Milano) . La tecnica deriva dalla nuova coltivazione delle piante in un vivaio in Olanda: qui la terra è stata sostituita da un feltro speciale. Con il tempo le radici irrobustiscono il feltro, creando una membrana molto resistente. Il vantaggio di questa tecnica è che si tratta di un sistema chiuso. (www.genitronsviluppo.com)


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La possibilità di portare tutto questo all’interno, rende tale giardini ancora più innovativi, proprio perché danno la possibilità di portare la natura anche negli spazi dove la vegetazione è sempre stata bandita. In modo più o meno informale tutte le città sono rivestite di verde, i rampicanti si trovano un po’ ovunque,ma questo nuovo settore permette al verde di contaminare la maggior parte degli spazi arricchendoli con la sua vitalità, senza manutenzioni eccessive.

CURIOSITà:

Giardini verticali giardino verticale patrick blanc giardini verticali sophia los gea teracrea giardino verticale architettura sostenibile muro verde 4.jpg
===Giardini veticali ===

sfilata di moda messa in scena da David Byrne nel film True Stories, nella quale la canzone Wild wild life fa da cornice a modelli bizzarri tra i quali un soprabito in prato, una vera e propria pelliccia di prato. L’artista che ha curato le sfilata, Gene Pool, in altre occasioni ha poi rivestito di erba automobili e autobus, mettendo in discussione il principio fondamentale che le piante ci impongono, quello di essere immobili. Il verde portatile, pret a porter è rivoluzionario.


Il giardino verticale secondo Jacques Leenhardt. Direttore della Scuola di Alti Studi in Scienze Sociali di Parigi, filosofo, sociologo, presidente d’onore dell’Associazione internazionale dei critici d’arte (AICA), autore di numerose opere di critica d’arte e curatore di varie mostre dedicate alla messa in scena dei rapporti arte/natura, spazia le sue ricerche tra l'arte, l'architettura e il paesaggio. Leenhardt fu invitato a parlare nell’ambito del ciclo di seminari “Teorie e pratiche dell’arte del giardino e del paesaggio in Francia”, curato da Anna Lambertini e realizzato da Università di Firenze, Istituto Francese, Villa Romana e Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio AIAPP). Qui venne a parlere della proliferazione degli esuberanti giardini verticali, come sorprendenti muri vegetali e surreali architetture ibride. “Il giardino, tradizionalmente ambito di coltivazione della vegetazione ai fini estetici e di rappresentazione della Terza Natura, - spiega Leenhardt - si è aperto nella dimensione contemporanea ad una sorprendente pluralità di figure e di significati, qualificandosi come duttile dispositivo di sperimentazione attiva di strategie per la qualità dei luoghi dell’abitare. E se dalla fine degli anni Ottanta, con la creazione di nuovi parchi e giardini in siti post-industriali, abbiamo assistito all’affermazione di una prodigiosa Quarta Natura in territori da decontaminare e riconfigurare, attualmente possiamo riconoscere come una ulteriore idea di Natura, altamente specializzata e tecnologicamente avanzata, stia conquistando la scena urbana grazie alla proliferazione di esuberanti giardini verticali, sorprendenti muri vegetali e surreali architetture ibride. Si tratta di una semplice moda per creare nuove estetiche urbane o di un tentativo di rispondere alle nuove esigenze di una progettazione eco-sostenibile?” Jacques Leenhardt, filosofo e sociologo, è directeur d’études alla École des hautes études en sciences sociales di Parigi. Presidente d’onore dell’Associazione internazionale dei critici d’arte (AICA) e Presidente dell’Associazione degli amici del pittore Wilfredo Lam (Paris), ha pubblicato numerose opere di critica d’arte. Ha curato varie mostre dedicate alla messa in scena dei rapporti arte/natura : Des Forêts et des Hommes (Paris, Muséum national d’histoire naturelle, 1995), Villette-Amazone, Manifeste pour l’environnement au XXIe siècle (Paris, Parc de la Villette, 1996). E’ stato Directeur de projet per il Pavillon Environnement de l’Exposition Universelle Hanovre 2000 e Directeur du projet Le Carré vert, un parc pour Bitterfeld (Germania). Tra le sue pubblicazioni : Au jardin des malentendus. Le Commerce franco-allemand des idées (1990), Les Amériques latines en France (1992), Dans les jardins de Roberto Burle Marx (1994), Villette-Amazone. Manifeste pour l’environnement au XXIe siècle (1996), Michel Corajoud, paysagiste (2000) et Conscience du paysage. Le passant de Montreuil (2002).

http://www.intoscana.it/intoscana/viaggiare_in_toscana.jsp?id_categoria=13&id_sottocategoria=35&id=217311&language=it


Tetto verdeModifica

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Il Tetto verde (tetto vegetale o anche copertura vegetalizzata) è un concetto di copertura che utilizza della terra e dei vegetali al posto dell'ardesia, della tegola... Storicamente, la costruzione di coperture vegetali è una tradizione in molti paesi scandinavi ed europei. Il mix tra terra e vegetali attecchiti sui tetti permette di realizzare delle coperture relativamente ben isolate, protette dall'aria e dall'acqua, resistenti al vento e al fuoco. Il tutto tramite materiali facilmente disponibili.

Alcuni dati:

  • In Germania, durante gli ultimi 10 anni, il 10% dei tetti costruiti sono tetti verdi. Un sistema di punti concede una riduzione della tassa ambientale ai promotori immobiliari che progettano case con tetti verdi. A Berlino, ad esempio, la città prende a suo carico il 60% delle spese legate ai tetti ed all'impianto di trattamento delle acque pluviali.
  • In Giappone, la città di Tokyo esige che ogni costruzione che occupa più di 10.000 piedi quadrati (929m2) di terreno sia coperta di piante sul 20% della sua superficie.
  • Negli Stati Uniti, i tetti verdi sono stati a lungo associati a concetti marginali di architettura bioclimatica, nascosta e ricoperta di terra. Quest'architettura da riparo antinucleare non ha conosciuto una grande popolarità. L'arrivo di nuovi sistemi di coltura più leggeri e le nuove sfide ambientali hanno rilanciato l'interesse per questi tetti. Si parla ora di tetti duraturi che aggiungono qualità della vita alle costruzioni residenziali urbane.
  • In Canada, i progetti commerciali e residenziali che includono tetti vegetali sono ancora poco numerosi (una ventina nel Québec), ma i prodotti e la competenza sono ora disponibili, e numerosi baby-boomers si mettono a sognare di tetti-giardino e di prati fioriti per il loro condominio o il loro appartamento di città.
  • In Francia e in Italia, il concetto è quasi sconosciuto.

Un architetto austriaco residente in Nuova Zelanda, Hundertwasser, aveva sviluppato quest'idea in alcune delle sue costruzioni.


Vantaggi

*Ambientali: Assorbendo il calore, i tetti verdi riducono l'utilizzo degli apparecchi di raffreddamento degli edifici, oltre a filtrare l'aria inquinata, eliminando le particelle in sospensione nell'aria ed il diossido di carbonio. Durante gli episodi di forti pioggie, le città hanno spesso delle difficoltà ad evacuare l'acqua. Una superficie sufficiente di giardini sospesi aumenta considerevolmente l'assorbimento dell'acqua pluviale, alleviando così la rete fognaria. Inoltre, sulla scala di una città, questi tetti vegetali possono ridurre l'effetto di isola termica, e ridurre sensibilmente la temperatura della città in estate.

*Economici : Una semplice diminuzione di 1°C della temperatura di superficie elimina il 5% della domanda in elettricità per la climatizzazione e il raffreddamento degli ambienti. Secondo l'esperienza europea, i tetti verdi durano due volte più a lungo dei tetti ordinari. Possono anche servire a fini agricoli. Così, l'hotel Fairmount Waterfront (Toronto, Canada) coltiva erbe, fiori e verdura sul suo tetto-giardino, risparmiando così circa 30.000 C$ (dollari canadesi) all'anno sugli acquisti di verdure. La realizzazione risulta abbastanza semplice nell'insieme, e la manutenzione dipende dal tipo di vegetazione scelto. Tali coperture vegetalizzate hanno un ruolo isolante.

*Sociali : I tetti verdi offrono un buon isolamento acustico e un'oasi di verde. La tecnologia offre anche possibilità di coltivazione in un contesto urbano che si potrebbe sfruttare per aiutare a nutrire le famiglie dei centri urbani riducendo così il trasporto di verdure dalle campagne verso i centri urbani.

Tetto di terraModifica

Molte persone confondono il concetto di tetto di terra con il tetto vegetale. Il tetto di terra è "letteralmente" coperto di terra e generalmente di erba e/o di arbusti. Un tetto di terra è pesante: da 75 a 100 libbre per piede cubo (da 1150 a 1500 kg al m3), quindi un tetto di 1200 pi2 (111m2) di superficie con una copertura di 12 pollici (30 cm) di suolo (in genere se ne mette almeno 6 pollici e fino ad alcuni piedi) peserebbe tra 45 e 60 tonnellate!

Un tetto di terra deve quindi essere sostenuto da un insieme di strutture molto potente e da una copertura di tetto solida e stagna. Non è possibile usare strutture tradizionali per sopportare un tale peso. Senza contare il peso ulteriore della neve (fino a 60 libbre per piede quadrato; 300 kg al m2)! Il tetto di terra deve essere isolato (sotto la terra) e un'attenzione particolare deve essere rivolta al drenaggio, poiché un tale tetto, già pesante, potrebbe non tollerare un sovraccarico di acqua o di ghiaccio. Alcune di queste abitazioni saranno addirittura realizzate interamente sotto la linea del suolo, mentre altre saranno interrate al nord fino al tetto, lasciando la metà rivolta a sud aperta alla luce. La casa sotterranea è un fenomeno generalmente associato alle regioni aride o semi-aride. Generalmente, più si va verso nord, più si deve abbandonare la casa sotto terra e privilegiare la casa dotata soltanto di un tetto di terra.

(tratto da http://it.ekopedia.org/Tetto_verde)

Tetto verdeModifica

800px-Waldspirale Hundertwasser.jpg

La Waldspirale costruita da Hundertwasser è dotata di un tetto verde.Il tetto vegetale, o "tetto vivente", è una variante nordica del tetto di terra. Attenzione: la terra non è realmente isolante; protegge per via del suo peso, ma non isola. Il tetto vegetale, per la sua leggerezza e l'aria che vi circola, è invece maggiormente isolante. Invece della terra, si utilizza generalmente un compost leggero il cui elemento principale è la scorza, il fieno o la paglia mescolata con del terriccio e/o con della terra povera. Questo permette di ridurre il peso del tetto dell'80 % rispetto ad un tetto di terra e la povertà del compost impedisce la crescita di piante non molto resistenti (che muoiono ai primi caldi). (http://it.ekopedia.org/Tetto_verde)

TecnicheModifica

TECNICA ANTICA All'origine, i tetti verdi sono nati da una semplice necessità pratica. Si stendeva la terra o zolle di erba su della scorza di betulla appoggiata sul tetto. La scorza aveva il ruolo di barriera impermeabile, mentre la terra avevo il solo scopo di mantenere ferma la scorza. Che bella alternativa è nata da questa pratica!

TECNICHE CONTEMPORANEE Un tetto verde o vegetale si compone essenzialmente di quattro elementi. Partendo dal supporto del tetto, troviamo:

una membrana di tenuta stagna: bitume, gomma, poliolefina / TPO / FPO (cartuccia etilene propilene + polipropilene) o PVC. uno strato di drenaggio e di filtraggio: granulato di argilla espansa, sassi, ghiaia, tavole di polistirolo alveolato e rigato. un substrato di crescita: muschio di sfagno, terriccio, terra nera, compost. uno strato vegetale: privileggiare le piante vivaci e indigene più resistenti alle temperature estreme e che si stabiliranno rapidamente per coprire le superfici di suolo in modo da ridurne il prosciugamento dal sole e dal vento. I coprisuol hanno anche il vantaggio di lasciare pocho spazio per le erbacce e di ridurre la manutenzione.


Il tipo estensivo

Struttura di un tetto verdeParticolarmente adatto agli edifici di gradi dimensioni, ai tetti inclinati e alle abitazioni già esistenti, per il loro scarso spessore di substrato (da 3 a 15 cm circa), il loro peso di sovraccarico comprso tra 30 e 100 kg/m² (a capacità massima in acqua), a loro manutenzione scarsa (annaffiatura soltanto in caso di siccità prolungata) e la loro vegetazione colonizzatrice e molto resistente (muschi e sedi, graminacee, piante grasse). L'altezza dei vegetali non supera i 25 cm e l'associazione di più varietà conferisce a questi tetti un aspetto multicolore che varia a seconda delle stagioni. Unico inconveniente, questo tipo di copertura non è calpestabile (e non può essere coltivato).

Il tipo intensivo

Il tipo "intensivo" o "semi-intensivo" (chiamato anche giardino sospeso). Raccomandato per le piccole e medie superfici. Lo spessore del substrato è maggiore (da 15 a 30 cm circa) per un peso di sovraccarico compreso tra 120 e 350 kg/m² (a capacità massima in acqua). Permette di accogliere una vegetazione a forte sviluppo radicale e aereo di tipo orticolo come graminacee, tappeti ebosi, piante vivaci o arbusti. Una manutenzione moderata e un'annaffiatura regolare sono necessari. Paragonabile ai giardini tradizionali, è possibile seminare o coltivare ogni tipo di vegetale. Dato il suo peso importante, la costruzione deve essere adatta. È preferabile rivolgersi a dei professionisti per verificare la capacità delle strutture dell'edificio prima di qualsiasi intervento.

Come realizzare una copertura vegetalizzata senza terra

Una soluzione modulabile è attualmente disponibile sul mercato. Può essere installata su un balcone già esistente o su un tetto piatto senza realizzare lavori preparatori. Consiste nel comprare delle cassette a forma di tronco di piramide in aciaio inossidabile, che hanno anche un ruolo di supporto di pavimento. Queste cassette vengono vendute già piantate con una varietà assai vasta di alberi e arbusti. (spazi verdi pubblici e privati di Pietro Piccarolo)

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