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Edifici all'interno di parchi se non utilizzati e valorizzati diventano elemento di degrado, causando anche un problema di sicurezza per la popolazione.




Edifici pubblici, privati, ruderi, se non sfruttati, cadono nel disuso e di conseguenza nel degrado, rendendo quella parte di parco a volte anche pericolosa. E’ infatti frequente trovare degli edifici, passeggiando per un parco o una riserva naturale, per i quali non si riconosce un interesse pubblico; in questo caso non si avrà interesse a migliorarlo sia esteticamente, che strutturalmente. Non è difficile trovare grotte, templi, un tempo rigogliosi e punti focali di un parco, oggi isolati e intoccabili dai visitatori; questo sistema ha per alcuni una valenza positiva in quanto non ne permette il consumo provocato probabilmente dal calpestìo quotidiano dei turisti, ma soprattutto negativa in quanto in questo modo gli edifici si consumano dagli agenti atmosferici senza che la popolazione se ne renda conto e se ne interessi, vedendoli come cose a sé, a parte, o addirittura spesso pericolosi in quanto abitati-abusivamente-da persone senza fissa dimora. La sicurezza nei parchi con questi edifici abbandonati, che oramai si trovano spesso in giro, viene messa a rischio; questo elemento è molto importante in un parco, perchè frequentato da persone di varie fasce d'età, tra cui molti giovani. Una cosa positiva da tenere in considerazione è che cascinali, stalle, fienili, sono ottimi siti di nidificazione di rapaci notturni, questi animali sono spesso utili agli agricoltori in quanto predano piccoli roditori, facendo una pulizia nella zona.




Gli immobili nei parchi, per non essere lasciati cadere nel disuso dovrebbero ricoprire un ruolo importante; ruolo che potrebbe essere legato alla specificità del luogo (si trovano casi di fattorie biologiche in armonia con l’anima del posto), e/o che consenta lo svolgimento di attività che richiamino l’attenzione (attività ludico ricreative, laboratori, creazione di orti urbani o la creazione di attività legate ad essi ecc.). Un’ efficiente rete di percorsi permetterebbe inoltre un miglior afflusso all’area interessata.


Rapporto tra pubblico e privato nel parco, Sistema dei percorsi, Sicurezza nei parchi, Villa Lazzaroni, Sicurezza ed infrastrutture, Recupero dei casali del parco


UN CASO NEGATIVO: Casale della VaccherecciaModifica

Tra i numerosi casi di cattiva gestione di edifici all'interno di parchi troviamo la situazione di un grande parco di Roma: il Parco dell'Appia Antica, il quale contiene numerosi resti archeologici, ma anche antichi casali. <<Il problema e' che l' area dove da anni ormai doveva sorgere il parco archeologico dell' Appia Antica risulta ancora in mano ai privati. Nessun esproprio e' stato ancora fatto e nel frattempo gli antichi casali cadono a pezzi. E il caso della "Vaccareccia", un casolare cinquecentesco dove ancora si produce il formaggio con i sitemi tradizionali. "Il tetto e' crollato tra l' indifferenza generale . spiega Oreste Rutigliano vicepresidente di Italia Nostra, che ha appena terminato un sopralluogo nella zona .. La situazione invece di migliorare e' andata peggiorando negli ultimi anni. Lo stato di abbandono e' drammatico". Il problema, secondo l' associazione, e' che in vista di un esproprio i proprietari si trovano di fronte ad una scelta difficile. Chi possiede edifici di interesse storico non sa se gli conviene restaurarli o meno. E nel frattempo, in mancanza dei necessari chiarimenti, si lascia tutto al caso, tutto e' abbandonato all' incuria. "Ma anche chi restaura . spiega Maria Antonietta Brancati, che da tempo all' interno di Italia Nostra si occupa della Caffarella ., non lo fa con criterio. Prendiamo ad esempio "Il Mulino": c' e' una parte che risale al ' 500 e la torre medioevale del quindicesimo secolo. Bisognerebbe rispettarne le caratteristiche, i lavori di ristrutturazione dovrebbero essere condotti secondo vincoli architettonici piu' precisi di quelli esistenti". Cosi' , in attesa degli espropri, i casolari e le costruzioni antiche vengono abbandonate all' inclemenza degli agenti atmosferici o consolidate in vista di una loro possibile valorizzazione economica, con il rischio che i fondi stanziati per realizzare il parco archeologico non siano piu' sufficienti>>. Questo è uno stralcio di un articolo[1] del Corriere della Sera del 15 Settembre 1993; la situazione in più di dieci anni non è molto mutata, il Casale ha bisogno di ristrutturazioni e di essere valorizzato.


UN CASO POSITIVO: Casale La SterpaiaModifica

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Un caso invece in cui un edificio all'interno di un Parco si è rivelato inoltre risorsa è riscontrabile nel Parco Regionale Migliarino San Rossore in Toscana; qui un ottocentesco annesso agricolo, "la Sterpaia" è stato recuperato e trasformato in struttura per l'accoglienza di turisti, per convegni e come punto di ristoro. Mantiene un contatto con il suo passato grazie ai cavalli che vengono mantenuti nei maneggi e le scuderie vicine, e che fanno riscuotere ulteriore interesse all'area (nei pressi di questi edifici sorge inoltre un importante ippodromo, altra fonte di attrattiva). Campi estivi per bambini sono inoltre organizzati per avvicinare questi alla natura e agli animali, attraverso percorsi naturalistici nel Parco, e/o la visita degli animali custoditi nelle stalle. A provare che questo edificio è diventato punto importante nella zona è anche l'interesse da parte di enti esterni al parco, è il caso di Oliviero Toscani, fotografo italiano che ha avviato e diretto il progetto "la Sterpaia", creando un centro di ricerca della comunicazione moderna, offrendo stage a giovani allievi. [2][3]


Antichi casali come siti di nidificazioneModifica

Sottotetti, grondaie,sporgenze, soprattutti in vecchi edifici rurali, stalle, fienili, sono il luogo adatto per nidificare. Purtroppo però, le nuove tecnologie, le ristruttrazioni e la volontà di tenere tutto pulito, stanno distrggendo le possibilità di nidificare, costringendo milioni di uccelli di cambiare di anno in anno nido, con effetti negativi sulla specie. [4]

Iniziative per la salvaguardiaModifica

In molti comuni sono sorte numerose di iniziative, soprattutto ad opera di wwf e lipu, per la protezione dei nidi già esistenti, e la costruzione di nuovi.[5] [6]


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