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SISTEMA DEI PERCORSI


In ogni realizzazione paesaggistica i percorsi rappresentano un elemento fondamentale della struttura perchè collegano e definiscono gli spazi. I tracciati sono il frutto dello studio dei caratteri fisici del posto e delle esigenze d'uso degli spazi.


Definizione: Con il termine percorso intendiamo un sistema spaziale complesso e articolato, che si presenta come un’avventurosa sequenza di apparizioni che vengono incontro al visitatore - viaggiatore scoprendosi una dopo l’altra "tra intrighi vegetali del bosco, lungo viottoli, spiazzi, sbalzi del terreno raccordati a gradini" che non abbia quindi un assetto scandito da viali ordinati e simmetrici o dove il ritmo della sequenza sia imposto, cadenzato dagli oggetti esposti.

Negli spazi esterni e sino agli accessi degli edifici deve essere previsto almeno un percorso, preferibilmente in piano con caratteristiche tali da consentire la mobilità delle persone con ridotte o impedite capacità motorie, e che assicuri loro la utilizzabilità diretta delle attrezzature dei parcheggi e dei servizi posti all'esterno, ove previsti. I percorsi devono presentare un andamento quanto più possibile semplice e regolare in relazione alle principali direttrici di accesso ed essere privi di strozzature, arredi, ostacoli di qualsiasi natura che riducano la larghezza utile di passaggio o che possano causare infortuni. La loro larghezza deve essere tale da garantire la mobilità nonché, in punti non eccessivamente distanti fra loro, anche l'inversione di marcia da parte di una persona su sedia a ruote. Quando un percorso pedonale sia adiacente a zone non pavimentate, è necessario prevedere un ciglio da realizzare con materiale atto ad assicurare l'immediata percezione visiva nonché acustica se percorso con bastone. Le eventuali variazioni di livello dei percorsi devono essere raccordate con lievi pendenze ovvero superate mediante rampe in presenza o meno di eventuali gradini ed evidenziate con variazioni cromatiche. In particolare, ogni qualvolta il percorso pedonale si raccorda con il livello stradale, o è interrotto da un passo carrabile, devono predisporsi rampe di pendenza contenute e raccordate in maniera continua col piano carrabile, che consentano il passaggio di una sedia a ruote. Le intersezioni tra percorsi pedonali e zone carrabili devono essere opportunamente segnalate anche ai non vedenti. La pavimentazione del percorso pedonale deve essere antisdrucciolevole. Eventuali differenze di livello tra gli elementi costituenti una pavimentazione devono essere contenute in maniera tale da non costituire ostacolo al transito di una persona su sedia a ruote. I grigliati utilizzati nei calpestii debbono avere maglie con vuoti tali da non costituire ostacolo o pericolo, rispetto a ruote, bastoni di sostegno, e simili. Tratto da: "Decreto Ministeriale - Ministero dei Lavori Pubblici"

E' importante studiare i flussi di traffico, i punti privilegiati di sosta o di percorso, la morfologia del terreno, la sicurezza, i materiali che si adattano di più al luogo e alla funzione di ogni singolo percorso. Spesso i percorsi risultano poco fitti, non permettono la massima fruibilità dell'area, non mettono in collegamento zone di interesse (accessi, aree di sosta, monumenti ecc.) ed essendo sottoposti agli agenti atmosferici vengono molto spesso usurati e quindi risultano poco praticabili. Passando nello specifico, la disposizione dei percorsi all'interno del Parco della Caffarella, appare molto disordinata ma sicuramente naturale. Come si può notare nelle immagini i percorsi principali sono spesso collegati da scorciatoie poco sicure a causa della stabilità del terreno e della pendenza. Sicuramente alcuni di questi percorsi si sono formati per il continuo passaggio di persone che praticano footing ma non sembra una pavimentazione tanto sicura per questo tipo di sport come anche per il passaggio delle biciclette essendo "stradine" poco battute e ricche di sassi. I percorsi principali sono abbastanza percorribili grazie alla loro larghezza e alla loro connessione, dando più naturalezza al parco stesso,a volte però non sono ben tracciati lungo l'estremità "rosicchiando" parte del prato. La vegetazione che "accompagna" le vie contribuisce a creare una sorta di complicità di quest'ultime con la natura,che risulta un valido "aiuto" per definire il sistema analizzato.

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Una soluzione a questi problemi sarebbe quella di creare diverse tipologie di percorsi, ognuna con una proprio funzione in modo da permettere una maggiore percorribilità dell'area. Tutti questi elementi devono essere progettati in modo da lasciare il più possibile intatta la naturalità del luogo. Sarebbe,inoltre, opportuno dare una controllata alla stabilità dei percorsi principali e renderli il più possibili efficienti alle persone che ne fanno uso, andando anche a studiare un nuovo sistema di collegamento tra i vari punti d'accesso e le aree di sosta rispettando le esigenze del pubblico fruitore. Bisogna prendere in considerazione anche la pendenza dei percorsi in quanto potrebbe risultare un ostacolo per i disabili e per gli anziani.Dovrebbe essere aggiunto un percorso ciclabile visto le ampie dimensioni del parco.


Accessibilità al parco , Pavimentazioni , Piste ciclabili , Barriere architettoniche


RAFFORZARE IL RAPPORTO TRA SPAZIO PUBBLICO E CITTADINI Modifica

Il rispetto per lo spazio pubblico inizia da una proposta condivisa che permetta ai cittadini di sentire un oggetto come fosse il proprio. L'inadeguatezza di certi arredi su luogo pubblico, la scarsa qualità dei manufatti, l'uso eccessivo di materiali di bassa qualità, un uso improprio dei colori, l'inflazione di fioriere e colonnotti, insomma un decadimento progettuale di chi produce o dovrebbe produrre cultura urbana risultano decisive nel disaffezionamento per lo spazio pubblico da parte dei cittadini. Il problema è sempre lo stesso: il ruolo dello spazio pubblico nella città. In fondo l'allestimento dello spazio pubblico è un problema di appartenenza culturale dei cittadini alla cultura della propria città. L'Agenzia per la Qualità Urbana ha in più occasioni sottolineato l'idea dello spazio pubblico come stanza all'aperto. La stanza per definizione è delimitata da un perimetro e soprattutto da un ingresso che spesso è anche uscita, meglio: da una soglia, da un limite. Definire lo spazio pubblico una stanza all'aperto non è dunque soltanto uno spot suggestivo per connotare in maniera compiuta lo spazio pubblico, ma è anche e soprattutto il tentativo di rafforzare il rapporto fra spazio pubblico e cittadino. È fondamentale creare delle connessioni fra frammenti di spazio e per fare questo occorre ricercare dei punti di riferimento che si possono trovare nella trama urbana della città. Questo permette di dare identità al luogo dove si opera.


SICUREZZA LEGATA AI PERCORSI Modifica

La continuità delle trame urbane è importante in quanto dà unità formale e percettiva al tessuto urbano e fa sì che i cittadini si identifichino con i luoghi e li sentano propri. Occorrerà creare le premesse per garantire (o non precludere) la realizzazione di più assi di attraversamento che consentano l’apertura e la cucitura con il contesto circostante. Le nuove strade dovranno cercare – ove possibile – di riprodurre caratteristiche analoghe al circondario in modo che sia le vecchie che le nuove siano improntate a criteri di reciproca comunicazione e servizio. Si dovrà evitare di completare eventuali discontinuità della maglia stradale con percorsi pedonali. Questi ultimi, quando non sono lambiti da una strada (e non si trovino in posizioni ad alta vocazione pedonale, come alcune vie commerciali e/o turistiche centrali), sono luoghi poco frequentati e diventano potenzialmente pericolosi nelle ore serali e notturne. Le vie ciclo-pedonali avranno quindi una chiara configurazione e saranno differenziate/separate da altre di natura privata o comunque diversa: sapere dove ci si trova e quale percorso prendere contribuisce a sentirsi sicuri. Esse non dovranno mai trovarsi in posizione retrostante gli edifici, ma lungo gli affacci principali sia di questi ultimi che delle aree verdi, disegnate in modo da offrire il tragitto più breve ed agevole, tali cioè da invogliare le persone a servirsene. Andranno evitati potenziali punti di intrappolamento anche attraverso la predisposizione di percorsi alternativi. In linea di massima è meglio non prevedere i sottopassaggi. Laddove siano indispensabili per l’attraversamento di grandi arterie di traffico ed in presenza di massicci flussi pedonali (sennò meglio il semaforo pedonale!), dovranno seguire la traccia più breve, essere di ampia sezione, avere una illuminazione particolarmente efficiente (a giorno) ed essere dotati di sistema di videosorveglianza. Lungo i percorsi l’illuminazione dovrà garantire una completa visibilità degli stessi soprattutto nelle ore serali e notturne, prevedendo sistemi di videosorveglianza nel caso in cui forzatamente vi siano tratti poco visibili.


CONTINUITA' CON LA STRUTTURA ESISTENTE DELLA CITTA' Modifica

Un intervento non dovrebbe interrompere la struttura urbana esistente: deve evitare fratture e assicurare continuità del tessuto urbano e dei flussi,in modo da facilitare gli spostamenti, che incidono sulla vitalità e dunque sul controllo spontaneo.La continuità aiuta a prevenire la frammentazione dello spazio, e permette alla città di funzionare come un sistema integrato.

Una buona accessibilità ed una rete viaria capillare sono essenziali per favorire i flussi di movimento che producono vitalità,sorveglianza spontanea e dunque maggiore sicurezza nelle città. Per garantire la continuità dei movimenti è importante evitare discontinuità nella rete stradale e nei percorsi pedonali. La mancanza di accessibilità può anche contribuire alla segregazione sociale e può creare zone isolate in cui si concentrano problematiche sociali. Nel pianificare l’accessibilità di un’area è necessario considerare i suoi collegamenti con le funzioni esistenti in città: posti di lavoro, servizi (scuole, ospedali,uffici postali, ecc.), commercio, attrezzature per il tempo libero. Bisogna anche tenere conto che l’isolamento crea difficoltà di intervento per i servizi pubblici (compresi i servizi per la prevenzione sociale e della criminalità). La rete viaria di un nuovo insediamento dovrebbe continuare lo schema stradale delle aree circostanti, in modo da evitare interruzioni dei flussi urbani che rivestono grande importanza per la vitalità e il controllo spontaneo.


SITUAZIONE PERCORSI PARCO CAFFARELLA Modifica

Il parco della Caffarella occupa un’area molto estesa, e in proporzione i percorsi risultano poco fitti e sicuramente poco curati. Tutti i percorsi sono in terra (poco) battuta, quindi facilmente modificabili dagli agenti atmosferici, e spesso poco praticabili. In più si aggiunge la morfologia del terreno, che varia in alcuni punti del parco, infatti in diverse zone sorgono delle collinette, ed anche la presenza di numerosi reperti storici. Soluzioni: credo che sarebbe opportuno pensare ad una rete di percorsi principali (magari pavimentati) che mettano in collegamento i vari accessi al parco, ed una rete di percorsi secondari, anche più fitti, in modo da permettere una maggiore e migliore percorribilità dell’area.


IL PROGETTO DEL GIARDINOModifica

Per quanto riguarda i sistemi di pavimentazione presenti nel nostro paese, la situazione generale è piuttosto "malconcia". Uno studio condotto da Carlo Socco, nel suo libro "Il progetto del giardino", egli stesso dice: Talvolta, nel progetto dei giardini viene data la priorità al disegno della rete delle strade, come si trattasse di progettare una nuova espansione del tessuto urbano. Nel giardino – al contrario di quanto accade nel disegno della città – il tracciato dei percorsi dovrebbe costituire lo stadio finale del progetto. Il progettista dovrebbe porsi di fronte al tema dei percorsi come se dovesse tracciarli per consentire la migliore visione di un paesaggio esistente privo di sentieri e che si tratta di scoprire attraverso il più suggestivo dei percorsi possibili. [1]



PARCHI PER TUTTIModifica

Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, nel 2001 ha firmato una convenzione con la società ACLI, per la realizzazione del progetto "Parchi Verdi per tutti". Tale progetto, tende a realizzare dei parchi che siano fruibili da qualsiasi ente, senza discriminazione alcuna. Vi sono, infatti, molti parchi che non sono accessibili e di conseguenza fruibili, dalle persone disabili; costrette, quindi, a spostarsi all'estero per visitare tali parchi. L'obiettivo,quindi, è proprio quelllo di creare delle “linee guida” per ottenere un ambiente per l’uomo che sia più amichevole e più sicuro per ciascuno di noi. Risulta a questo punto fondamentale proporre una soluzione in grado di immaginare, sviluppare e comunicare spazi e prodotti, servizi, sistemi e ambienti, di uso generale, in modo che essi possano risultare agevolmente accessibili e fruibili dal più vastonumero possibile di utenti e che non siano specificatamente “dedicati” alle persone disabili. [2]



PARCO DELLA MADDALENAModifica

Un esempio importante della realizzazione di percorsi fruibili dalla maggioranza delle persone è quello costruito nel Parco della Maddalena, dove è stato realizzata una pista ciclabile che sia utilizzabile dagli appassionati della mountan bike. Tale percorso risulta,soprattutto, un forte elemento per evitare che pericolose discese a velocità elevata da parte dei bikers rappresentino un pericolo per i pedoni. [3]


SITUAZIONE ATTUALE DEL PARCO DELLA CAFFARELLA Modifica

NOTIZIE: Corriere della Sera DEGRADO E AMBIENTE . CENTOSESSANTA ETTARI DI VERDE E RICCHEZZE ARCHEOLOGICHE Caffarella dimenticata CASALI DEL ' 500 Siringhe e auto rubate nel parco sull' Appia Antica

“(…) Accanto al casale "Il Mulino", in via di ristrutturazione, il piccolo sentiero che costeggia la recinzione e' un percorso di guerra quotidianamente affrontato dai bambini per raggiungere il vicino campo di pallone. Il terreno e' praticamente coperto di siringhe, ferri vecchi, rottami di auto e di motorini che fanno bella mostra di se' proprio sotto il cartello con su scritto "Parco della Caffarella"(…)”.

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