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Acquedotto con Edificio Residenziale.jpg
I resti archeologici lineari di una città, sono spesso abbandonati al tempo e poco valorizzati quasi a passare inosservati nel contesto storico urbano.




Per Resti Archeologici lineari, si intendono tutte quelle opere architettoniche, che hanno la funzione di proteggere ed avere vari ingressi alle città quali Mura e Porte, o in grado di soddisfare il fabbisogno di esse come gli Acquedotti.

La situazione odierna , mette in luce uno stato di degrado e di abbandono totale di queste strutture ingegneristicamente grandiose, lasciateci in eredità dai popoli del passato. Opere poco valorizzate, dovute ad una cura/manutenzione del tutto inesistente, con edifici residenziali costruiti a ridosso di esse, quasi a nasconderle all'occhio umano, offuscandole nella loro bellezza e maestranza. In molti tratti vi sono pericoli di crollo che richiedono un immediato resturo. Anche la vegetazione, con piante invasive e le loro radici, tendono a rovinare, ma sopratutto a peggiorare la stabilità di questi monumenti.




Sarebbe interessante se venissero creati dei percorsi pedonali e ciclabili che costeggino un tratto di queste opere facendo rivivere al pedone turista l'atmosfera dell'Antica Roma e rendendo quel posto come luogo della memoria. Ma anche delle attività sociali e sportive che possano richiamare la presenza di molti giovani, quindi la progettazione in alcuni tratti di un parco lineare.




Greenways, Antiche mura, Piste ciclabili,beni archeologici-architettonici nel IX municipio,corridoio ecologico,criticità specie a rischio.





Storia delle Mura Aureliane Modifica

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Le Mura Aureliane furono costruite, nel 271, dall'Imperatore Aureliano.Egli avviò la costruzione di questa cinta difensiva per impedire la minaccia di invasioni barbariche. I lavori furono terminati durante il regno di Probo. La loro costruzione era necessaria (perchè cresciuta ben oltre i limiti delle Mura Serviane) inquanto la città era rimasta indifesa dalla fine dell'età Repubblicana. La cerchia, che tuttora si conserva integralmente sulla riva sinistra del Tevere, era un muro di mattoni alto 6 m e con uno spessore di 3,5 m; ogni 100 piedi si trovava una torre quadrata. Attualmente il circuito si interrompe al termine di viale del Campo Boario,(mentre originariamente proseguiva verso nord, parallelamente al fiume, per un chilometro e passava poi sulla sponda opposta ove racchiudeva una zona triangolare che partiva da Porta Portuense e arrivava a Porta Flaminia conosciuta anche come Porta del Popolo). Le mura subirono vari restauri: il primo avvenne sotto Massenzio, successivamente seguì quello di Onorio e di Arcadio, per fronteggiare i Goti, che raddoppiò l'altezza del muro. Altri restauri vennero effettuati da parte di Belisario e di vari pontefici. I punti chiave della cinta difensiva erano le porte.Esse erano legate alle vie che portavano alla capitale da diversi punti dell'impero e che generavano un movimento che andava al di la della sola difesa.



Storia dell' Acquedotto Claudio Modifica

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La costruzione degli acquedotti fu una delle imprese più grandi e più impegnative della civiltà romana, "la più alta manifestazione della grandezza di Roma", come scrisse nel 97 d.C. Frontino in qualità di "curatore degli acquedotti" (curator aquarum), nel suo trattato De aquae ductu urbis Romae, "gli acquedotti della città di Roma". Per secoli il Tevere, le sorgenti e i pozzi furono in grado di soddisfare il fabbisogno della città finchè lo sviluppo urbanistico e la crescita demografica resero necessario ricorrere ad altre fonti: fu allora che, grazie all' abilità dei suoi costruttori, si realizzarono gli acquedotti. Da quel momento in poi, ovvero dal 312 a.C., afflui a Roma una quantità enorme di acqua potabile, come nessuna altrà città del mondo antico, ma forse di ogni epoca, ebbe mai e che valse alla città il titolo di regina aquarum, ossia "regina delle acque". Le sorgenti principali indicate dai nomi “Cerulea” per la trasparenza azzurra e “Curzia” fornivano un’acqua molto pregiata. Esse si trovavano nell’alta valle dell’Aniene. Il percorso dell’Acquedotto Claudio era lungo 45 miglia; la portata giornaliera era di 4607 quinarie (pari a mc. 191.190) però solo parte dell’acqua giungeva alla piscina limaria e al “castello”, dove l’acqua si mescolava a quella dell’Anio Novus. L’Acquedotto Claudio fu iniziato da Caligola e terminato dall’imperatore Claudio, dal quale prese il nome e fu iniziato nel 38 a.C. e terminato nel 52 a.C.. Iniziava seguendo sulla destra la valle dell’Aniene, alla Chiusa di San Cosimato proseguiva sulla destra e si affiancava ad altri acquedotti che passavano da quelle parti: Dopo aver aggirato con un’ampia curva il Monte Sant’Angelo in Arcese e toccata Tivoli, l’acquedotto si dirigeva a sud verso la Via Prenestina e attraversava le valli tra San Gregorio e Gallicano. Poi piegava ad ovest verso la Via Latina e i Colli Albani. Al VII miglio della Via Latina, nell’odierna località delle Capannelle, l’acquedotto usciva all’aperto e passava nella grande piscina limaria.



Storia dell' Acquedotto Felice Modifica

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Nel 1585 papa Sisto V (Felice Peretti) intraprese la costruzione di un nuovo acquedotto, lungo 28,7 km , chiamato acquedotto Felice dal nome di battesimo del Papa. L’opera doveva rifornire d’acqua la parte alta della città di Roma e alimentare le sei fontane della villa papale presso le terme di Diocleziano. La sua realizzazione causò, in alcuni tratti, la distruzione degli acquedotti preesistenti ormai obsoleti, infatti l’acquedotto Felice venne posto sopra gli archi dell’acquedotto Marcio e costruito con i materiali prelevati dall’acquedotto Claudio che gli corre parallelo.




Analisi ad ultrasuoni per monitorare lo stato delle Mura Aureliane Modifica

Analisi a ultrasuoni per le Mura Aureliane

Sensori di emissioni acustiche per monitorare lo stato di salute della struttura capitolina, messi a punto dall’Istituto di acustica del Cnr. La tecnica sarà illustrata nel Convegno “Monumenti storici e nuove metodologie di diagnostica strutturale”, il 6 aprile all’Università Roma Tre

Le Mura Aureliane di Roma diventano un “laboratorio” di ricerca e il Consiglio Nazionale delle Ricerche mette a disposizione gli strumenti. L’Istituto di acustica (Idac) del Cnr ha messo a punto la metodologia di indagine diagnostica per studiare l’evoluzione dei materiali che compongono le mura.

“Si tratta di sensori di emissioni acustiche a diverse frequenze e la tecnica è basata sull’ ‘ascolto’ degli ultrasuoni emessi dalla struttura”, spiega Giovanni Gregori, ricercatore dell’Idac-Cnr. “Una tecnica già applicata, con successo, per monitorare vulcani, fenomeni geotermici e terremoti, per studiare leghe metalliche e calcestruzzi, mentre sono in corso ulteriori studi per le possibili applicazioni alla prevenzione dei movimenti franosi e al flusso dei ghiacciai”.

Le Mura Aureliane sono un manufatto molto articolato, con una complessa storia di restauri, modifiche e rifacimenti, realizzati con materiali e tecniche di costruzione diversi. “Questa varietà morfologica consente un’analisi circostanziata e precisa direttamente sul manufatto, come in un laboratorio”, prosegue Gregori, “e permetterà di testare la metodologia per poterla poi applicare ad altre strutture dei nostri beni culturali”.

Proprio per elaborare un progetto comune e proporre strumenti di intervento agli organi istituzionali, ricercatori e imprese si incontreranno nel convegno “Monumenti storici e nuove metodologie di diagnostica strutturale”, che si terrà mercoledì 6 aprile presso la Facoltà di Architettura (sede Argiletum, sala Urbano VIII) dell’Università Roma Tre.

L’incontro è nato dallo sforzo comune dell’Istituto di Acustica O.M. Corbino del Cnr, del Dipartimento di Strutture dell’Università Roma Tre, della Commissione ‘Arte e Cultura’ dell’Ordine degli Ingegneri di Roma e Provincia ed è patrocinato dal MUSIS, dal MIUR, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e dalla Regione Lazio.

Sono previsti interventi sulle politiche di tutela e conservazione del patrimonio storico, architettonico e comunicazioni di carattere scientifico e tecnologico, che illustreranno procedure diagnostiche e di calcolo per le verifiche strutturali. Si tratteranno temi diversi: dalla datazione dei manufatti in cemento, all’emissione acustica dei materiali, dalla termografia strutturale alla diagnostica per immagini, alla modellazione matematica. Allestita parallelamente al convegno, una mostra sui sistemi di monitoraggio non distruttivi impiegati su strutture murarie di interesse storico.



Notizie dal Comune di Roma: Restauro di un tratto dell' Acquedotto Claudio Modifica

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Acquedotto Claudio Felice e Marcio Felice - Restauro tratto a: via della Marrana - mulino Natalini / Restauro tratto b: Tor Fiscale - Ferrovia Roma Formia L’intervento prevede il diserbo, la pulitura, il consolidamento dei paramenti murari e il rifacimento del bauletto di copertura dell’acquedotto Felice che utilizza in questi tratti le strutture di due antichi acquedotti romani (Acquedotto Marcio e Acquedotto Claudio).

Data inizio lavori: 18/04/2008

Data presunta fine lavori: 30/10/2009

Finanziamento: Alienazione beni e mutuo, € 1.807.559,15

Staff:

R.U.P.: Arch. Laura Sannibale (U.O. Edilizia Monumentale)

Direzione lavori: Arch. Antonio Barella (Zétema)

Direzione scientifica: Dott.ssa Paola Virgili, Dott.ssa Danila Mancioli (Sovraintendenza Comunale ai Beni Culturali, U.O. Direzione, Servizio III); Dott.ssa Luisa Cardilli, Dott.ssa Isabella Margiotta (U.O. Monumenti Medioevali e Moderni)

Obiettivo: Tutela del monumento


Notizie dal Comune di Roma: Mura Aureliane restauro del tratto Porta San Sebastiano - Porta Latina – torre J9 (Porta Metronia) Modifica

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I lavori prevedono il diserbo, la pulitura, il consolidamento dei paramenti murari e l’impermeabilizzazione del camminamento superiore. È inoltre prevista la realizzazione di una struttura in legno per collegare Porta Latina agli adiacenti cammini di ronda.

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO:

I lavori prevedono il diserbo, la pulitura, il consolidamento dei paramenti murari e l’impermeabilizzazione del camminamento superiore. È inoltre prevista la realizzazione di una struttura in legno per collegare Porta Latina agli adiacenti cammini di ronda.

OBIETTIVO: Ripristinare la continuità del monumento da Porta Metronia a Porta Latina e da qui sino a porta San Sebastiano, dove inizia la “passeggiata sulle mura” inaugurata il 21 aprile 1971. Il camminamento sulle mura, da Porta Metronia sino al Bastione Ardeatino, potrebbe quindi essere aperto al pubblico per circa un chilometro e mezzo, una volta risolta la vertenza tra l’Amministrazione Comunale e i proprietari del terreno posto tra due torri (collocate tra Porta Latina e Porta San Sebastiano), ancora aperta dopo trenta anni di contenzioso.

Data di inizio lavori: 26/3/2007

Data presunta di fine lavori: lavori temporaneamente sospesi

Finanziamento: Legge 396/90 “Interventi per Roma Capitale”, € 3.135355,99

Staff:

R.U.P.: Arch. Laura Sannibale (U.O. Edilizia Monumentale)

Direzione lavori: Ing. Alberto De Angelis (U.O. Edilizia Monumentale)

Direzione scientifica: Dott.ssa Paola Virgili, Dott.ssa Danila Mancioli (Sovraintendenza Comunale ai Beni Culturali, U.O. Direzione, Servizio III)


Raccolta emerografica Modifica

Il crollo delle Mura Aureliane da "Roma vissuta" 2-11-2007
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Una fotografia fresca dell’ennesimo episodio di abbandono in cui versano le testimonianze della grandezza e della storia di Roma.

Parlo del tratto di Mura Aureliane che si innalza nei pressi di Piazzale Sisto V, a Viale Pretoriano, parallelo a Via di Porta Tiburtina. Vi si accede da Via di Porta Labicana, per chi viene da Porta Maggiore, o da Via Marsala, per chi viene dalla Stazione Termini.

La notizia, di oggi, parlava del crollo avvenuto nella serata di ieri. E da come potete vedere dalla foto si tratta di una bella porzione di muro che è venuta giù a seguito dell’incuria in cui le architetture dell’antica Roma sono tenute.

Adiacente a quel tratto di Mura Aureliane sorge una villa settecentesca. Dalla foto si notano molte radici di piante, vasi poggiati sopra, due archetti messi lì forse per i rampicanti. Insomma la causa del crollo è sì da amputare alle piogge di questi giorni, ma le piogge sono state aiutate sia dall’amministrazione pubblica che se ne frega delle bellezze artistiche e storiche di Roma, sia dagli abitanti di quella casa, che a ridosso delle Mura hanno fatto crescere un giardino.

Purtroppo tutte le costruzioni romane sono a rischio, basta farsi un giro per Roma e scoprire con quale incuria sono tenute, dalle erbacce infestanti che vi crescono alle scritte dei vandali. Il Giubileo è finito da anni, forse si dovrà aspettare il prossimo per vedere Roma ripulita



Le Mura Aureliane. Patrimonio che giace nel degrado da 6 anni da "Il Tempo" 9-2-2009

Mura Aureliane, il restauro può attendere. Il cantiere giace abbandonato ormai da sei anni e nella superficie in questione vige il degrado. Il tratto di mura è quello situato in via di Porta San Sebastiano, precisamente in prossimità dell`entrata di Villa Scipioni. I lavori sono iniziati nel 2003, e dovevano terminare entro l`anno, ma non è stato così. Attualmente il mini-cantiere, trascurato, deserto ed incustodito, si trova nella più completa incuria. Se transitiamo da quelle parti, il panorama è desolante. Possiamo notare a colpo d`occhio, lamiere mezze rotte, arruggunite, piene di scritte e scarabocchi, coperte da affissioni pubblicitarie abusive, la parete metallica è squarciata in più tratti. E visto che, notoriamente, a degrado si aggiunge sempre altro degrado, cumuli di immondizia di ogni genere hanno fatto la loro comparsa, piazzati qua e là, prendendo le sembianze di una piccola discarica. Tale luogo è stato anche preso di mira dal popolo invisibile dei senza fissa dimora, che è perfino riuscito ad aprire dei varchi nella parete metallica. Indubbiamente per realizzare al suo interno dei giacigli di fortuna, dove poter andare a trascorrere la notte e stare un po` al riparo dalle intemperie. Andando a dare un`occhiata all`interno delle lamiere, si trovano, infatti, residui di coperte, stracci vari, insieme agli sterpi ed alle immancabili erbacce. Davanti al piccolo cantiere, si può notare il cartello che indica il cronoprogramma, la durata dei lavori. Che avevano il compito di ricostruire un piccolo tratto di muro crollato, e risanare i tratti residui compresi fra il civico 9 ed il 13. Tali lavori, iniziati precisamente sei anni fa, nel febbraio 2003, dovevano essere terminati entro l`anno. Numerosi cittadini si sono rivolti ad associazioni e comitati per esporre la situazione. In fondo, le mura Aureliane rappresentano dei gioielli inestimabili, bastioni lunghi 18 km, conosciuti in tutto il mondo. Numerose volte sono state vittime di crolli. Nell`ottobre 2001 cadde un tratto a Porta Ardeatina; nel novembre 2007 crollarono 10 metri a San Lorenzo. A dichiararsi interessata a risolvere la situazione è l`associazione Roma Futura: «Mi informerò sullo stato dei lavori presso gli appositi uffici comunali - afferma la presidente Marilena Turriziani - Mi preme fare luce su tale questione».



Roma, crolla un tratto delle Mura Aureliane da "La Repubblica" 15-4-2001

ROMA - Un tratto delle Mura aureliane, costruite nel III secolo dopo Cristo dall'Imperatore Aureliano, è crollato poco dopo le 18 di oggi. Il crollo, che ha interessato un tratto lungo circa 10 metri per circa altrettanti di altezza, è avvenuto nella zona compresa fra Porta San Sebastiano e Porta Latina. Si tratta del tratto più grande e integro della cerchia aureliana, che per il resto è stata ripetutamente rimaneggiata in epoca medievale e moderna. Nella Porta San Sebastiano è ospitato il Museo delle Mura di Roma; da lì parte anche una breve passeggiata sulla parte alta alto delle Mura.

Sul luogo del crollo si svolgerà martedì un sopralluogo congiunto tra tecnici ministeriali e comunali con il soprintendente del Campidoglio, Eugenio La Rocca non appena rientrerà a Roma, probabilmente martedì mattina. Nel frattempo tutte le macerie delle Mura che avevano invaso la sede stradale sono state spostate sul tratto erboso che circonda la cinta muraria e ammucchiate affinchè i tecnici le possano inventariare e poi custodire in attesa del restauro.

Il tratto delle Mura Aureliane crollato era stato restaurato nel corso del 1999 con i Fondi del Giubileo. Il 5 marzo di quell'anno l'assessore alla cultura Gianni Borgna, oggi capolista dei Ds per il rinnovo del Consiglio Comunale, e quello ai lavoro Pubblici Esterino Montino, candidato al Senato dell'Ulivo nel collegio 7 di Roma presentarono i lavori di restauro delle Mura che si conclusero nel novembre dello stesso anno.

I lavori, finanziati con 29 miliardi, interessarono 8 chilometri di Mura, il 40 per cento dell'intera estensione, e tutte le Porte. Il centro dell'intervento, e il luogo in cui avvenne la conferenza stampa di presentazione, è Porta San Sebastiano a breve distanza dal crollo. I lavori, fu detto nella conferenza, avrebbero portato al consolidamento strutturale delle Mura. Raggiunto fuori Roma Borgna non ha voluto commentare il crollo limitandosi a dire che i lavori sono stati eseguiti dal XXII dipartimento del Comune, quello all'edilizia monumentale che faceva capo a Montino. "Devo capire come e perché - ha detto Borgna - e poi sapere da chi ha curato i lavori se ci sono responsabilità specifiche nel crollo".

Le Mura furono costruite da Aureliano il barbaro, divenuto imperatore nel 270 e morto nel 275 per difendere Roma dopo le scorrerie di Iutungi e Alamanni che negli anni 70 del III secolo dopo Cristo avevano invaso l'Italia.

Le fortificazioni furono innalzate in fretta in furia, per timore di altre invasioni della città eterna, visto lo sfacelo in cui versava l'Impero romano; ma per un secolo e mezzo non furono utilizzate, poiché nessun nuovo nemico minacciò direttamente Roma prima di Alarico. Le Mura Aureliane sono state le seconde che hanno circondato Roma dopo quelle, molto più piccole, costruite dal re Servio Tullio.



Presentato ai cittadini il progetto del Parco integrato urbano delle Mura aureliane Il 25 ottobre presso il Liceo Artistico "G. De Chirico". Dubbi per i 200 parcheggi in meno, la manutenzione e la sicurezza

di Alessandra De Salvo - 29/10/2007
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Giovedì 25 ottobre si è svolta presso il Liceo Artistico "G. De Chirico", a largo Pannonia 37, un’assemblea pubblica promossa dal IX Municipio per illustrare a tutti i cittadini interessati il progetto di riqualificazione delle Mura Aureliane. Erano presenti, oltre ad un folto gruppo di agguerriti cittadini, la Presidentessa del IX Municipio, Susi Fantino, l’Assessore all’Urbanistica del Comune Di Roma, Roberto Morassut e gli architetti ideatori del progetto: l’architetto Gennaro Farina, direttore dell’Unità Organizzativa Città Storica insieme all’Arch. Daniela Fuina e l’Arch. Lucherini.

L’assemblea è nata in risposta ad una lettera inviata alla presidentessa Fantino da alcuni cittadini che, preoccupati per le modificazioni dell’assetto del viale e delle eventuali ricadute sulla vita dei residenti di viale Metronio, chiedevano maggiori delucidazioni sul progetto.

La riqualificazione delle Mura Aureliane è solo parte di un più ampio ambito d’interventi previsti per la città di Roma dal Nuovo Piano Regolatore. Il progetto, che prende il nome di “Parco Lineare Integrato delle Mura”, riguarderà interventi di restauro e valorizzazione dell’intera cinta muraria della città al fine di rendere percorribili, in maniera continuata, i 19 km delle Mura e di dar così vita ad un unicum, uno spazio pubblico nuovo ed unitario senza precedenti. Oltre agli interventi di restauro delle mura, il progetto prevede interventi urbani molto più complessi tali da generare trasformazioni urbane alquanto estese. Il primo a prendere il via tra questi progetti sarà quello che interessa viale Metronio. La zona compresa tra porta Metronia e porta Latina, che oggi appare come una sottile fascia di verde in stato di degrado e abbandono, diventerà un grande parco pubblico. La strada che oggi corre lungo quel tratto di mura scomparirà lasciando posto a zone di verde, ad alberi e a piste pedonali.

I lavori inizialmente interesseranno il tratto compreso tra Porta Metronia e via Numidia (comparti 2 e 3). Il progetto definitivo riguardante questo primo tratto è già stato approvato e verrà finanziato con un intervento di Roma Capitale per un importo di Є 2.324.056,05.

La strada di scorrimento verrà eliminata per consentire un ampliamento della zona a verde che passerà dagli attuali 26.000 mq a 31.000 mq. La viabilità interna verrà comunque garantita attraverso uno strada veicolare, dotata di spazio per i parcheggi, che correrà parallela ai palazzi, sul lato opposto alla cinta muraria. Si tratterà solo di una strada di servizio che consentirà ai residenti di raggiungere le aree adibite a parcheggio. L’area adibita a prato verrà dotata di aree pedonali pavimentate ed ombreggiate, panchine, fontanelle, un percorso in terra battuta per lo jogging e per le biciclette, e due aree per cani. Sono inoltre previste tre diverse zone d’illuminazione per rendere il parco sicuro e vivibile ad ogni ora. A ridosso della cinta muraria verranno installati dei punti luce orientati verso le mura allo scopo di valorizzarle ulteriormente. Al di sotto del viale alberato verranno posizionati dei pali a doppio braccio orientati da un lato verso il parco e le zone pedonali, dall’altro verso i parcheggi. Infine una fila di pali sarà posta a ridosso dei palazzi per garantire l’illuminazione ai residenti.

All’illustrazione dettagliata del progetto fornita dall’Arch. Farina è seguita una lunga ed accesa discussione con i cittadini, da cui sono emerse tre problematiche principali. Il problema più sentito e sofferto è senza dubbio quello dei parcheggi: con il nuovo progetto verrebbero infatti a mancare circa 200 posti macchina. Questo, in una zona già nota per la patologica mancanza di parcheggi e per i gravi problemi di traffico, potrebbe costituire un pesante colpo per i residenti. Non meno sentiti sono i problemi riguardanti la sicurezza e la manutenzione del parco. Viale Metronio è per sua propria conformazione un luogo molto isolato, già oggi si verificano frequenti scippi e furti di macchine, la semplice illuminazione non può garantire una maggiore sicurezza al parco. Per quanto riguarda la manutenzione, passati i primi due anni in cui sarebbe a carico della ditta vincitrice dell’appalto per i lavori, i cittadini hanno fatto notare che, andrebbe a ricadere nella 'giurisdizione' del servizio giardini già oberato d’impegni ed affetto da una cronica mancanza di personale. L’amministrazione comunale ha preso atto delle problematiche elencate dagli abitanti della zona e si riserva la possibilità di apportare modifiche all’attuale progetto cercando di ampliare lo spazio riservato ai parcheggi e ipotizzando la costruzione di una cancellata per proteggere il parco nelle ore notturne.


L'esempio di New YorkModifica

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Riqualificare alcuni tratti delle mura e degli acquedotti seguendo l' esempio di New York: apre la High Line Linea verde su Manhattan. Inaugurato il primo tratto riqualificato della vecchia linea ferroviaria, ora trasformata in un parco sopraelevato. Sarà possibile passeggiare sulla Grande Mela a 10 metri d'altezza tra orti segreti e boschi metropolitani.

20-6-2009 "la repubblica" I primi visitatori sono stati gli alunni di una scuola elementare di New York, stupiti di attraversare la città passeggiando in un parco sospeso a 10 metri d'altezza e impegnati a non inciampare tra le rotaie e le piante selvatiche. E' appena stato aperto al pubblico, infatti, il primo tratto riqualificato della High Line, la linea ferroviaria in disuso che taglia Manhattan per 2,3 chilometri, lungo le rive del fiume Hudson: quel pezzo di ferraglia e cemento che abbiamo visto in tanti film.

"Invece di distruggere questo pezzo della nostra storia, abbiamo deciso di trasformarlo in un parco assolutamente innovativo" ha dichiarato alla cerimonia di inaugurazione il sindaco di New York, Michael Bloomberg. La sezione attualmente completata, di quello che i newyorkesi hanno già ribattezzato Park on the Sky, copre gli 800 metri che separano la 20esima strada a Chelsea da Gansevoort Street nel Meatpacking District, l'ex distretto dei mattatoi dove sorgerà il Whitney Museum of american Art progettato da Renzo Piano. Percorrendo la vecchia ferrovia per intero si sorvolano i taxi ed i passanti immersi nel traffico, e si incontrano, orti segreti, aree a prevalenza boschiva, zone lasciate alla proliferazione spontanea del verde selvatico, ringhiere ricoperte d'edera, balaustre art déco e graffiti metropolitani. Una riqualificazione urbana inserita all'interno di un progetto ben più grande: la creazione della "Città del domani".

L'ultima tendenza. Il termine "agritettura", coniato dalla fervida fantasia dei newyorkesi, deriva dalla commistione di architettura e agricoltura. Il progetto di riqualificazione della High Line ne è il primo esempio. L'obiettivo è molto semplice: recuperare delle aree industriali dismesse restituendole alla natura, piantando alberi e colture nel rispetto della biodiversità per rendere la città più vivibile, verde e rilassante.

La storia. Fin dagli anni Trenta questo nastro d'acciaio e cemento riforniva la città di latte, carne e materiale da costruzione, viaggiando tra i blocks, a due piani da terra, ma l'ultimo treno è transitato nel 1980 con il suo carico di tacchini surgelati. Dagli anni Sessanta la High Line è caduta progressivamente in disuso e in alcuni tratti è stata addirittura demolita. Ciò che ne è rimasto, la natura se l'è ripreso, coprendo i binari con erba, alberi ed arbusti spontanei. Una "greenway", una "via verde" sospesa nel cuore della Grande Mela che grazie alla determinazione di due abitanti del quartiere è stata trasformata in un parco simile alle Promenade Plantée di Parigi.

Il percorso. La linea ferroviaria in disuso parte dalle gallerie d'arte di Chelsea sulla 34ma strada per arrivare alla Gansevoort Street nel West Village, quartiere che comprende il famoso Greenwich Village e il Meatpacking District, dove al posto dei vecchi mattatoi sono nate boutique, ristoranti, pub e alberghi: il regno della vita notturna cittadina, con club famosi in tutto il mondo come il Cielo, il Level V o il Buddha Bar.

L'investimento. Per riqualificare la High Line, Michael Bloomberg, il sindaco della Grande Mela, nel 2004 ha stanziato ben 50 milioni di dollari. Solo il costo della prima sezione è arrivato a 152,3 milioni: 112,2 dei quali forniti dalla città, 20,3 dal governo federale e 400 mila dallo stato, mentre il rimanente è stato raccolto dai volontari privati di Friends of the High Line.

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