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Mancanza di luoghi pubblici dedicati al gioco e allo svago di bambini e adulti


Al giorno d'oggi siamo alla ricerca di una nuova architettura, fuori dall'ambito disciplinare.Siamo alla ricerca di architetture che rifiutano modelli e linguaggi precostituiti per plasmarsi sulla complessità ed impermanenza del reale; architetture che diventando playgrounds traducono le regole del grande gioco di società cui appartengono in limiti, confini ed interfacce che si aprono all'azione perturbante e desiderante dell'individuo, costruendo un terreno fertile dove liberare un play complesso di trasformazione dello spazio costruito. Architetture processuali, costruite attraverso dinamiche collaborative e partecipative, piuttosto che dalla sintesi progettuale, e capaci di inserirsi in nuovi equilibri sociali ed ambientali; architetture interattive, per trasformare lo spazio vissuto in un sistema mobile capace di rispondere agli stimoli del suo abitante; o ancora, quando la massa inerte propria del costruito è l'unico e semplice elemento a disposizione, architetture informali, capaci di produrre spazi indefiniti aperti all'esplorazione e alla riappropriazione creativa, allentando i vincoli che tengono insieme forma e funzione. Mentre un tempo il playground era destinato solo ai bambini, oggi riguarda il tempo libero di persone di qualsiasi fascia d'eta; si intende infatti per gioco, ogni esercizio compiuto da fanciulli o adulti per ricreazione, divertimento o sviluppo di qualità fisiche e intellettuali; il gioco è dunque inteso come un'attività che può possedere una funzione ricreativa, una educativa, una sociale ecc; Quando giochiamo ci diamo delle regole e delimitiamo il campo da gioco, poi entriamo in una sorta di mondo dell'illusione poichè “giocare è illudere le realtà creando un mondo con regole attraenti”. Spesso infatti i giochi, soprattutto dei bambini, iniziano con la frase “facciamo finta che..”, frase che comporta un'illusione di partenza; meccanismo simile avviene negli adulti poiché giocare nell'età evolutiva porta ad un regresso dei comportamenti stereotipi e questo libera..”il playground inoltre è il mondo smontato e rimontato in maniera creativa”, “è il luogo dove il bambino scopre la vita attraverso il segno e l'aventura” . Il “game” (il campo da gioco) e il “play” (l'azione improvvisata), devono essere compresenti. Il playground che conosciamo in Italia è piuttosto banale e allo staesso modo nel IX municipio mancano delle aree dedicate al gioco, nelle quali sia previsto un ruolo attivo del fruitore. Generalmente troviamo semplici aree di sosta ,mentre sono rari i luoghi dove poter svolgere delle attività ludiche, destinate a varie fasce d'età.


La creazione di aree non solo da guardare ma da vivere, veri e propri luoghi di incontro e di interazione della comunità. Aree dedicate al gioco e allo svago, in cui non ci si limiti all'inserimento di scivoli in plastica , ma dove si usino nuove tecniche e nuovi metodi: pareti per arrampicarsi, spazi in cui i bambini si possano rotolare e perchè no fare il bagno nelle fontane; dove siano organizzate attività ed eventi.


Pattern correlati:piazze, verde urbano, Arredo urbano,Greenways,Collegamenti tra parchi e verde pubblico, Aree dismesse,


Documentazione generale Modifica

Alberto Iacovoni, Gamezone. Playground tra scenari virtuali e realtà, Edilstampa,(2006)

http://www.vg-hortus.it


Documentazione relativa ad esempi specifici Modifica

FREEWAYPARC Modifica

Lawrence Halprin (Seattle): è uno scenario urbano con l'acqua come assoluta protagonista progetato da Halprin come un'isola nel cuore convulso della città. E'una piazza-giardino-fontana postain una situazione abbastanza critica, in un grande svincolo autostradale e su dei parcheggi, proprio nel centro di Seattle, ristabilendo una continuità del tessuto urbano che l'autostrada aveva profondamente lacerato. il parco tende a dimenticare la città circostante e definisce piuttosto un mondo interno, intimo articolato per percorsi e zone di sosta, le più importanti legte appunto all'acqua. Halprin ha creato spazi dominati dal suono e dalla luce dell'acqua in movimento, dove la gente è direttamente coinvolta, passando sopra, sotto e attraverso l'acqua.

Franco Zagari, L'architettura del giardino contemporaneo, Mondadori,(1988)


AUDITORIUM FORECOURT FOUNTAIN Modifica

di Lawrence Halprin (Portland) è un episodio dominante, una sorta di grande palcoscenico chiuso da cascate, disponibile all'uso spontaneo del pubblico. le cascate hanno origine da una vasta piazza superiore leggermente inclinata, definita a tutto attorno da conifere di alto fusto, e dove l'acqua sgorga come da una sorgente e poi scorre fino a formare delle vere e proprie piscine.

Franco Zagari, L'architettura del giardino contemporaneo, Mondadori,(1988)



LOVEJOY PLACE Modifica

di Lawrence Halprin (Portland):una piazza in cui l'acqua a monte appare come una sorgente e forma un piccolo lago dal quale parte una cascata imponente che si scioglie poi valle in uno specchio più ampio. Tutta la piazza è costruita in cemento a vista o martellinato con un disegno a gradini e fasce orizzontali come curve di livello stilizzate . L'intero sistema d'acqua è percorribile, anche la cascata, che si può risalire arrampicandosi. In questo, come in altri spazi di Halprin l'incolumità delle persone è affidata direttamente alla loro responsabilità, come esse si trovassero in un luogo naturale.

Franco Zagari, L'architettura del giardino contemporaneo, Mondadori,(1988)



PARC DE LA VILLETTE Modifica

Bernard Tschumi (Parigi): è una delle principali testimonianze di parco tecnologico: il parco comprende due importanti istituzioni, la Citta della Scienza e della Tecnica e la Città della Musica. Numerosissime sono le attività di spettacolo, esposizione, sport libero, approccio didattico alla natura; lo spazio è pensato come luogo di attività per ogni tipo di visitatore; accanto ad alberi e piante troviamo luci al neon, materiali high-tech e particolari forme geometriche come le FOLIES, cubi di cemento ricoperti di tegole rosse, destinate ad ospitare ristoranti e gallerie di gioco. Tutto è organizzato perchè questo spazio produca emozioni e divertimento.

http://www.fotoartearchitettura.it/Architettura/Archivio/parigi/parc-de-la-villette.html


LA TREE HOUSE Modifica

della Franklin Court (Philadelphia): è un padiglione realizzato nel 1985 nello zoo di Philadelphia concepito come uno spazio didattico e ricreativo atto a stimolare la comprensione e la simpatia dei bambini per il mondo della scienza. L'obiettivo era di coinvolgere direttamente i visitatori nella loro sfera emozionale e fisica, immergendoli in un ambiente popolato da 275 oggetti artificiali che riproducono fuori scala varie specie di animali e piante. È presente un grandissimo ficus artificiale ed i bambini entrano in uova o in baccelli sospesi o nelle celle i un alveare. Qui ascoltano e imparano ad evocare suoni sempre potendo giocare. I materiali sono tattili e perfino masticabili.

Franco Zagari, L'architettura del giardino contemporaneo, Mondadori,(1988)



PIAZZA BARI Modifica

Uno spazio pubblico continuamente riconfigurabile secondo i desideri dei suoi abitanti:
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panchina "sitting around"

tutte le sedute sono delle panchine rotanti incernierate ad una estremità, da spostare all’ombra degli alberi nei giorni più caldi dell'anno o al contrario al sole in quelli più freddi, rivolgere verso l'uscita della scuola, o verso la via commerciale di fronte, o ancora alla luce del lampione o al contrario nella penombra. PANCHINA “ SITTING AROUND”. Ma0 progetto preliminare 2001.

http://ma0news.blogspot.com http://www.architetti.com/articoli.php http://architetturasupereva.com



PIAZZA SCHOUWBURGPLEIN,ROTTERDAM Modifica

Il progetto di West 8 rappresenta un punto di rottura col passato,
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in quanto sottolinea le qualità del posto come spazio vuoto e propone una pavimentazione ultraleggera;così, la Schouwburgplein si trasforma in una sorta di podio, su cui gli abitanti di Rotterdam, circondati da teatri, possono esibirsi e farsi ammirare dai passanti.

Un elemento fondamentale è costituito da quattro giganteschi pali idraulici dotati di riflettori, che la gente può collocare nella posizione desiderata inserendo una monetina, cosicché anche di notte sulla piazza possono svolgersi attività spontanee di ogni sorta. La predisposizione di collegamenti idraulici ed elettrici sotto la pavimentazione offre la possibilità di ospitare manifestazioni temporanee su larga scala. Inoltre, per le tende e per altre costruzioni simili di dimensioni maggiori si possono prevedere ancoraggi provvisori da fissare sul pavimento d'acciaio.

http://www.west8.com http://www.anuparc.net http://www.archinfo.it/west8


SUNGANG CENTRAL PLAZA Modifica

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di Urbanus Architecture & Design, Shenzhen, Cina.

Questa piazza si trova a Shenzen, città sul delta del Fiume delle Perle vicino a Hong Kong. E' circondata da strade ampie e congestionate dal traffico.&nbsp Urbanus ritenne che la piazza sotterranea originale sarebbe rimasta troppo isolata dal contesto urbano e dalle attività del quartiere. Procedette pertanto come prima misura a innalzarla a livelllo della strada. Da lì si passò poi ad animarla il più possibile, trasformandola in luogo pieno di vita e di energia. Temi conduttori del progetto sono la vitalità, la varietà e l'esuberanza. Pur se il mattone, utilizzato per pavimentare l'intera zona, è di gran lunga il materiale dominante, sono stati utilizzati anche altri materiali creando una miriade di colori e di combinazioni. Anche il vocabolario delle forme è praticamente illimitato e predominano le linee fluide in contrasto con le forme rigide delle strutture degli edifici. I progettisti si sono ispirati alle strutture naturali della terra e dell'acqua. L'intera superficie del luogo è stata coperta da uno strato coerente di fasce ondulate di mattoni, simili al salire e allo scendere della marea. Queste maree scorrono attorno alle isole-oasi collocate casualmente per creare luoghi gradevoli e intimi. Ogni "isola" ha una sua personalità: forme astratte dai molteplici colori a mosaico, nastri di prato ondulante o forse una copertura a forma di ameba. Sono presenti anche aree per piante e fiori. Oltre ad avvolgere la struttura del parcheggio sotterraneo, questo strato coerente di forma libera, viene utilizzato per collegare due lotti adiacenti divisi dal traffico.

Alex Sancez Vidiella, Atlante di architettura del paesaggio, Logos,(2008)

[http:\\www.chinese-architects.com]

GREEN AXIS 13 Modifica

di Burger Landschaftsarchitekten, Monaco, Germania Il Green Axis 13 è una fascia che corre da nord a sud e collega il parco pubblico, situato a sud della fiera, con la zona residenziale. Una superficie di ghiaia con alberi forma un'area verde che corre lungo il limite occidentale dell'asse. Gli alberi di platano fiancheggiano il sentiero principale attraversato da est a ovest da sentieri secondari, per consentire l'accesso ai residenti. Diversi muretti disseminati nel bosco fungono da appoggio per lunghi sedili di legno. Agli alberi si contrappone un ampio prato, diviso in tre parti da sentieri secondari. Nella parte più meridionale si trova “campo per giochi trasversali” caratterizzato dalla presenza di circa una decina di grandi anelli, modellati nel terreno come fossero gigantesche gocce d'acqua, le cui onde si sono fossilizzate nel momento sesso in cui hanno toccato il suolo. Gli anelli mettono in risalto l'erba grazie al loro colore arancione brillante; al loro interno si trovano giochi tematici per i bambini. Le onde circolari sono di cemento e sono state modellate in varie misure. Nella parte estrema dell'asse, una piccola isola di forma quadrata fornisce un'area di riposo protetta da una fila di alberi.Le terrazze di copertura rappresentano un territorio dimenticato, vergine e potenzialmente disponibile ad essere trasformato con molteplici soluzioni che non implichino soltanto l'uso della vegetazione. Il colore grigio, predominante nei tetti delle città, può essere interrotto, e forse addirittura sconfitto da una molteplicità di affreschi e installazioni diversi e colorati, che potrebbero trasformare radicalmente l'immagine e lo skyline delle metropoli.

Alex Sancez Vidiella, Atlante di architettura del paesaggio, Logos,(2008)

PLAZA DE DESIERTO Modifica

di Eduardo Arroyo, Barakaldo, Spagna

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Un doppio suolo pubblico solcato da una rete di percorsi; ricostituisce una continuità e intensità d'uso dello spazio aperto, moltiplicando le direzioni di attraversamento e le occasioni di incontro. Una scacchiera esperienziale in cui odori, essenze, materie naturali, citazioni industriali si ricompongono continuamente a ricreare ipotetici microspazi della cultura materiale basca, dei suoi paesaggi, delle sue storie costruttive e simboliche. Una piazza-giardino che, seguendo la migliore tradizione della costruzione artificiale dello spazio pubblico come abile e sottile mescolanza tra manufatto e natura, si compone e ricompone con le stagioni e con il cambio del tempo e della luce, naturale o artificiale che sia. L'area viene divisa in un reticolo di piccoli appezzamenti rettangolari da riempire progressivamente con differenti materiali per realizzare una sorta di tappeto intessuto sulla città. La scelta dei materiali avviene sulla base di elementi quali lo schema della circolazione, l'esposizione alla luce del sole, l'impatto visivo, l'accessibilità, gli usi degli spazi perimetrali e i venti del luogo, valutando l'effetto di tali elementi sui differenti appezzamenti i materiali utilizzati sono: acqua, pietra, asfalto, sabbia, erba, alberi, acciaio e legno. Il rapporto proporzionale tra i vari riquadri genera tensioni che definiscono i sentieri pedonali, le aree accessibili e quelle precluse. Il risultato è uno spazio pubblico vivo e dinamico, di grande pregio per gli edifici residenziali circostanti.


PLAY MOUNTAINModifica

non ancora realizzato

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modellino in bronzo

Play Mountain è stata la prima delle proposte di Noguchi, è un parco giochi per molti. Destinato a occupare un intero isolato di New York. Play Mountain include terrazze per l'arrampicata e la seduta, una collina slittino a spirale e una piscina. Noguchi ricorda con vivo sarcasmo che quando ha presentato il progetto al commissario per i parchi Robert Moses, egli lo respinse.





HTOModifica

di Janet Rosenberg & Associates, Toronto, Canada

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Situato in un terreno precedentemente compromesso da un uso industriale intensivo, il progetto si propone come una sorta di zona verde su una spiaggia cittadina. Il parco prende il nome dalla formula chimica dell'acqua, H2O, il progetto trae ispirazione dall'opera La Grande Jatte, dell'impressionista Georges Seurat. Si tratta di un pomeriggio di svago su una spiaggia: l'idea è proprio quella di riprodurre questa stessa scena, lasciarsi la città alle spalle e offrire un'oasi di riposo a contatto con l'acqua. Il risultato ottenuto è uno spazio unico, flessibile e funzionale, un luogo per l'incontro, l'ozio e il relax.

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