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Nelle città in cui esiste una cultura dell'utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto, perchè è permesso dalla struttura geomorfologica della stessa,si assiste ad una mancanza di percorsi ciclabili efficenti, che potrebbero facilitare gli spostamenti in città dei ciclisti.


Pista ciclabile 1.jpg

pista ciclabile

Definizione generale

Una pista ciclabile (o percorso ciclabile o ciclopista) è un percorso protetto o comunque riservato alle biciclette, dove il traffico motorizzato è escluso. Lo scopo di tali percorsi è separare il traffico ciclabile da quello motorizzato e da quello pedonale, che hanno velocità diverse, per migliorare la sicurezza stradale e facilitare lo scorrimento dei veicoli. Il codice della strada prevede che i ciclisti utilizzino una pista ciclabile quando disponibile. Talvolta lo stesso percorso deve essere condiviso tra ciclisti e pedoni, e viene detto di conseguenza "ciclo-pedonale". In ambito urbano, la realizzazione di piste ciclabili sicure ed efficaci richiede una attenta progettazione. Esistono regole e codici importanti da rispettare che regolano principalmente la sicurezza dei ciclisti. In particolare, devono essere attentamente valutati i seguenti aspetti:

Intersezioni: la pista ciclabile si trova al margine della strada, quindi è la prima fascia che si incontra provenendo da un accesso carrabile o da una strada laterale. Gli automobilisti possono essere tentati di invadere la pista ciclabile ed allinearsi con il margine della strada, con il rischio di travolgere i ciclisti in arrivo. La linea di stop deve essere chiaramente arretrata, e dove necessario possono essere piazzati degli specchi per migliorare la visibilità.

Raccordi: l'ingresso e l'uscita dalla pista ciclabile deve essere facile, e se possibile non imporre un rallentamento.

Qualità del fondo stradale.

Questi aspetti non vengono rispettati e quotidianamente rischiano di essere investiti, i cittadini che si muovovno utilizzando la bicicletta. Bicilette da passeggio,da corsa e mountain bike affollano quotidianamente le strade, i parchi facendo slalom tra i pedoni e facendo attenzione alle auto.Uno slalom che deve fare i conti con la manutenzione pubblica:buche, allagamenti,strade deformate,segnaletica non presente, dimensioni delle corsie non idonee alle norme, pericolose a chi le percorre. Così quella passeggita in bicicletta diventa un percorso ad ostacoli che non si può evitare. Inoltre, in ambito urbano le piste ciclabili vengono usate impropriamente come parcheggi, o per il transito di motoveicoli impedendo al ciclista di percorrerli.


Occorre ampia rete urbana ed extraurba con percorsi ben separati dalla strada e protetti: ampliare,razionalizzare e migliorare la rete di percorsi ciclabili esistenti,posizionare dei semafori solo per i ciclisti come quelli per i pedoni e una segnaletica visibile a tutti. Inoltre le istituzioni dovrebbero stanziare maggiori fondi per la realizzazzione e manutenzione degli stessi percorsi e sensibilizzare all'utilizzo della bicicletta, promuovedo degli itinerari di percorrenza distribuiti per tutta la città. In molte città ormai è stato promosso l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto abituale, tramite un progetto che prevede la possibilità di noleggiare bicilette a ore o a giorno o a settimana. Andare in bicicletta è un modo divertente,economico ed ecologico per muoversi in libertà e sentirsi in forma, per poter andare dappertutto ed è un occasione per eliminare problemi di traffico e aiutare una volta per tutte il ristabilirsi dell'equilibrio naturale.


Pattern correlati : greenways,viali alberati,sistema dei percorsi,accessibilità al parco, punti di sosta nell'urbano,illuminazione, Inquinamento acustico e la sua trasformazione,Sicurezza della viabilità pedonale




Tipologie di piste ciclabiliModifica

Vi sono differenti tipi di piste ciclabili. Dal punto di vista della collocazione e delle caratteristiche si distingue anzitutto tra:

  1. percorsi ciclabili urbani
  2. percorsi ciclabili extraurbani

A livello delle tipologie realizzative si possono invece individuare:

Firenze.jpg

pista ciclabile Firenze

  • percorsi inseriti in aree verdi in cui non è consentito l'accesso ai veicoli a motore. Questo tipo di pista ciclabile ha un uso prevalentemente ricreativo. In molti casi è condivisa tra ciclisti e pedoni.
  • percorsi totalmente segregati: si tratta di percorsi sterrati o asfaltati che corrono paralleli a strade aperte al traffico veicolare, ma separati da cordoli, marciapiedi o guard-rail, in modo da rendere fisicamente impossibile la commistione con il traffico veicolare.
  • percorsi logicamente segregati: si tratta di porzioni di carreggiata riservate al transito delle biciclette, indicate solo da segnaletica orizzontale e talvolta verticale.

Il fondo stradale può essere costituito da:

  • sentiero
  • sterrato, spesso livellato tramite posa di ghiaia
  • asfalto
  • mattonelle autobloccanti

Nelle realizzazioni in ambito urbano, le mattonelle autobloccanti tendono spesso a dissestarsi, provocando fastidiose vibrazioni per i ciclisti.

In ambito urbano, spesso le piste ciclabili vengono usate impropriamente come parcheggi, o per il transito di motoveicoli. Questo può essere impedito tramite apposite strutture di protezione (ad esempio, paletti), che impediscano fisicamente l'accesso ai mezzi non autorizzati.

Le piste ciclabili sono normalmente allocate al margine della sede stradale, e spesso sono realizzate su un solo lato della strada.


Statistiche piste ciclabili in EuropaModifica

Dalla tabella sottostante si nota lo sviluppo delle piste ciclabili nei vari stati europei. Lo sviluppo dipende in larga misura dall'uso della bicicletta. In Olanda ce ne sono più di una per abitante e ogni olandese percorre in media 1019 km all'anno. In Italia ci sono 0,44 biciclette per abitante.

Biciclette e reti ciclabili in alcuni paesi europei[1]
Paese Numero Bici Bici per 1000 abitanti Percorrenza media per abitante (km) Rete ciclabile prevista (km) di cui realizzata
Olanda 16 milioni10101019600030%
Danimarca 5 milioni 980 958 3665100%
Germania 72 milioni900 300 35000n.d.
Svezia 4 milioni 463 300 n.d.n.d.
Italia 25 milioni 4401681200010%
Francia 21 milioni 367 87 800020%
Gran Bretagna 17 milioni 294 81 1600050%
Irlanda 1 milione 250 228 n.d.n.d.
Spagna9 milioni 23124 n.dn.d.
Grecia2 milioni 20091 n.dn.d.

Alcune piste ciclabiliModifica

In ItaliaModifica

Trentino Alto Adige

Dolomiti

All'esteroModifica

Groningen (Olanda)

Danimarca

Regno Unito (Gran Bretagna)


Mobilità dolceModifica

Oggi giorno le piste ciclabili hanno assunto un ruolo importante per quanto riguarda la mobilità urbana. Esiste un’analisi del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio di Università degli Studi di Napoli Federico II sulla mobilità dolce, può essere definita come una particolare forma di mobilità sostenibile che nel rispetto del diritto del singolo individuo a spostarsi, consente di migliorare le condizioni di vivibilità incidendo in particolare su:

  • inquinamento atmosferico ed acustico;
  • la congestione generata dal traffico veicolare urbano;
  • la necessità di migliorare i livelli di sicurezza stradale.

La promozione della mobilità pedonale e ciclabile (soft mobility),anche attraverso precise politiche di sostegno e di interventi di riqualificazione dell'ambiente urbano,infatti, scaturisce dalla urgenza di ridurre le emissioni nocive generate dal traffico veicolare urbano. La situazione in Italia si distingue per il ritardo con il quale risponde alla diffusa attenzione verso la promozione della mobilità dolce come stile di vita. Nel report di ricerca sulla "Mobilità sostenibilie in Italia: indagine sulle 50 principali città" (2008)elaborato dal Kyoto club in collaborazione con Euromobility si mette in evidenza sia la disparità interna tra le regioni italiane in tema di promozione e sostegno alla mobilità sostenibile,sia le condizioni di una ancora accentuata dipendenza all'auto ( il tasso di motorizazzione è tra i più alti in Europa: 62 veicoli ogni 100 abitanti)da parte degli italiani anche per spostamenti brevi o legati al tempo libero. Le iniziative si concentrano essenzialmente sulle misure di limitazione del traffico veicolare in città e sulla promozione di iniziative di sensibilizzazione attraverso la promozione delle "Domeniche Ecologiche" o della "Giornata senza auto" durante le quali è possibile da parte della popolazione di riappropriarsi di spazi della città momentaneamente liberati dal traffico veicolare. Non si distinguono allo stato attuale esempi significativi finalizzati alla promozione del traffico lento in maniera permanente se non in quella realtà dove l'uso della bicicletta è legato più ad una tradizione culturale che ad una rinnovata forma di stile di vita urbana. D'altra parte la diffusione degli spostamenti ciclabili è fortemente dipendente dall'assetto orografico che condiziona la realizzazione di percorsi ciclabili facilmente accessibili. Oltre quindi a codizioni che ne limitano la realizzazione, va evidenziato che per quanto concerne la situazione italiana, la promozione di tale modalità di spostamento è affidata all'iniziativa singola sia pubblica che privata, con una prevalenza alla seconda rispetto alla prima. Particolarmente favorita dall'orografia del territorio,la regione Puglia,si distingue nell'ambito del progetto CYRONMED ( Cyclo Ruote Network for the Mediterranean) finanziato con fondi Europei del programma Interreg IIIB Archmed (Arcipelago Mediterraneo). L'obiettivo del progetto, coordinato dall'assessorato trasporti della regione Puglia, è la realizazione di una rete di percorsi ciclabili che mettano in connessione i paesi mediterranei del sud Europa su itinerari di media lunga percorrenza da integrare con i percorsi del progetto europeo EuroVelo e di quello italiano Bicitalia. Anche la Campania è coinvolta nel progetto ma attualmente non dispone ancora di proposte realizzabili. Il recupero delle linee ferroviarie dismesse ai fini della realizzazione di una rete per la mobilità dolce rappresenta uno dei fattori comune a tutte le iniziative europee. La situazione italiana per il momento si limita ad alcuni isolati interventi di recupero di linee ferroviarie dismesse trasformate in piste ciclabili localizzate soprattutto nel nord (Modena-Vigliola;Cortina-Dobbiaco;Rocchette-Asiago)eccezione fatta per la Sicilia dove il collegamento ferroviario Caltagiorne-San Michele di Ganzaria oggi è una pista ciclabile che consente una nuova fruizione del territorio soprattutto per l'utenza turistica. Di particolare interesse è al proposta elaborata dal comune di Palermo nel luglio 2007 nell'ambio del piano strategico per la Mobilità Sostenibile dove le indicazioni relative alla promozione della mobilità dolce in ambito urbano sono riferiti sia ad interventi per la pedonalizzazione di aree urbane del centro storico sia alla realizzazzione di una rete di percorsi ciclabili urbana ed extraurbana.

Le iniziative relative alla costruzione di "reti per la mobilità dolce" non trascurano gli aspetti connessi allo sviluppo di un turismo maggiormente attento agli aspetti ambientali , ma necessitano anche di condizioni del contesto politico e amministrativo propenso alla cooperazione per ilmraggiungomento di obiettivi comuni per territori amministrativamente differenti tra di loro.

Noleggio biciModifica

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Bisogna riportare l’attenzione alla sostenibilità della vita urbana con la realizzazione di importanti iniziative per promuovere una mobilità urbana più alla portata di tutti favorendo l’uso del mezzo pubblico, dell’andare a piedi e in bicicletta.Proprio per questo in molte città ormai è stato promosso l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto. Sono stati realizzati degli itinerari ciclistici che attraversano tutta la città e dei parheggi per le bici nel centro storico,stazione,supermercati, ecc.. così da invogliare le persone a prendere le bici. Inoltre si è cercato di potenziare il trasporto delle biciclette sui mezzi della metropolitana, autobus e sui treni regionali; Andare in bicicletta è un modo divertente, economico ed ecologico per muoversi in libertà e sentirsi in forma, per poter andare dappertutto ed è un occasione per riscoprire luoghi, paesaggi e tradizioni.

CicloturismoModifica

18400 cicloturismo1.jpg
Il cicloturismo è una forma di turismo praticata in bicicletta, con le varianti "treno + bici" o con i tour organizzati da agenzie che forniscono supporto logistico e trasporto bagagli.
Pisteciclabili eurovelo.jpg

Una bicicletta da corsa attrezzata per il cicloturismo è una maniera di viaggiare particolarmente economica, che esce fuori dai canoni e dai consueti itinerari del turismo di massa. I cicloturisti sono quasi sempre accomunati da una spiccata sensibilità ambientale, da una grande passione per la bicicletta come mezzo di trasporto e come stile di vita, da una vivace curiosità per i luoghi sconosciuti al grande pubblico e da una grande adattabilità alle situazioni impreviste. Vi sono associazioni come la ECF (European Cyclists' Federation) che hanno progettato itinerari specifici per gli sportivi intenzionati a intraprendere questo tipo di vacanza. A questo scopo è stata elaborata EuroVelo, una mappa di itinerari ciclistici specifici che attraversano tutta l'Europa. Talvolta si possono usare itinerari "fuori pista", percorrendo ad esempio le ippovie con l'utilizzo di una mountain bike.

FINALITà

Le finalità ed i criteri da considerare a livello generale di pianificazione e dettagliato di progettazione, nella definizione di un itinerario ciclabile sono:

a) favorire e promuovere un elevato grado di mobilità ciclistica e pedonale, alternativa all'uso dei veicoli a motore nelle aree urbane e nei collegamenti con il territorio contermine, che si ritiene possa raggiungersi delle località interessate, con preminente riferimento alla mobilità lavorativa, scolastica e turistica;

b) puntare all'attrattività, alla continuità ed alla riconoscibilità dell'itinerario ciclabile, privilegiando i percorsi più brevi, diretti e sicuri secondo i risultati di indagini sull'origine e la destinazione dell'utenza ciclistica;

c) valutare la redditività dell'investimento con riferimento all'utenza reale e potenziale ed in relazione all'obiettivo di ridurre il rischio d'incidentalità ed i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico;

d) verificare l'oggettiva fattibilità ed il reale utilizzo degli itinerari ciclabili da parte dell'utenza, secondo le diverse fasce d'età e le diverse esigenze, per le quali è necessario siano verificate ed ottenute favorevoli condizioni anche plano-altimetriche dei percorsi.

Galleria immaginiModifica

33 la pista cede.jpg

pista cicalbile deformata

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semaforo bici

Borghese.jpg

pista ciclabile

Bici bus.jpg

bici autobus

Bici.jpg

parcheggio bici

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paletti che impediscono l'accesso

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