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La piazza ha perso la sua identità civica e sociale


Dopo aver visitato il IX municipio ho visto come siano presenti molte nodalità: le piazze. La piazza nasce come punto d'incontro della popolazione , dove in vari tempi del giorno e della sera diversi gruppi di persone possono ritrovarsi. Ciò è possibile trovarlo ancora in alcuni piccoli centri , più raramente nelle città. Questa funzione è possibile trovarla nelle piazze del centro storico come per esempio " Campo de' Fiori " a Roma . Suddivide la sua funzione al mattino e alla sera . Al mattino troviamo il mercato rionale e la sera , sfruttando locali e cinema , si trasforma in un punto d'incontro e di ritrovo per molta gente . La Piazza è il luogo in cui il pubblico e il privato si confrontano , in cui il collettivo e l'individuale tendono a ritagliarsi uno spazio non rigidamente d'istinto. Ne deriva una molteplicità di funzioni sincroniche e diacroniche possiibili solo grazie all'estrema flessibilità del luogo , che in ciò evidenzia il proprio carattere ambivalente di spazio , al contempo vuoto e pieno , esterno interno. Nel IX municipio non si ha una piazza centrale,ma tante nodalità che in alcuni casi sono trasformate in smistamento di traffico (ad es. Piazza dei Re di Roma, Piazza Asti , Piazza Tuscolo)dove vengono usate da attraversamento , da rotatoria per le autovetture , per aspettare appuntamenti , in alcuni casi per far giocare i bambini ( P.Re di Roma ) e per dare all'immagine dell'luogo un aspetto estetico positivo ( P. Asti ).


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Per recuperare l'identità progettuale di una piazza focalizzerei lo sguardo su alcuni aspetti come l’arredo urbano , l'illuminazione , la pavimentazione , il ruolo dell'acqua , le sedute . Inoltre si potrebbe modificare la viabilità degli autoveicoli , sia durante le ore serali che nei giorni festivi , l'obbiettivo è quello di non far sovrastare il traffico a quel luogo , così che assolverebbe maggiormente alla funzione di aggregazione delle persone.


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pavimentazioni arredo urbano illuminazione sistema dei percorsi barriere architettoniche punti di sosta nell'urbano playgrounds L'acqua nel paesaggio urbano




DEFINIZIONE (URBANISTICA)Modifica

Per piazza in urbanistica si intende un luogo racchiuso all'interno di un centro abitato, più largo delle strade che vi convergono, in maniera che si crei un spazio di raccolta. La piazza ricopre svariate funzionalità: può fungere da parcheggio per la sosta dei veicoli, da mercato per ospitare i venditori ambulanti; la piazza centrale il più delle volte coincide con il luogo dove si affacciano gli edifici principali sede del governo della città o quelli religiosi; le casistiche sono innumerevoli. Tuttavia gli aspetti fondamentali di una piazza possono essere indicati in uno spazio aperto, prerogativo della città, circondato da edifici in genere di valenza pubblica, fornisce ritrovo fra le persone di una collettività urbana, in essa si svolgono funzioni che interessano le persone che vivono in quel momento la città ed in base alla sua importanza sarà più o meno frequentata.



STORIA Modifica

PENSIERO MODERNO DI CAMILLO SITTE
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All'inizio dell'ultimo decennio dell'800, Camillo Sitte (Vienna 1843-1903), architetto e urbanista austriaco, ha costituito un punto cardine del pensiero moderno sulla città. Concepiva lo spazio urbano "proprio come se si trattasse di un monumento", egli ha fondato uno strumento di lettura e insieme di costruzione della città che rimane tutt'oggi un punto di riferimento imprescindibile. Ma la modernità di Sitte non risiede soltanto in questa inversione concettuale oggetto/spazio: egli era 'moderno' perchè contrastava la simmetria e ammirava le irregolarità degli spazi medioevali. E’ nel suo libro L’Arte di costruire le Città del 1889 che egli critica decisamente il dominio dei grandi viali rettilinei, delle grandi piazze pubbliche organizzate principalmente per le esigenze del traffico, dei tentativi di strappare da tutti i principali edifici pubblici o religiosi le strutture minori, considerate soffocanti. Sitte propone invece di seguire quello che ritiene l’obiettivo progettuale di chi ha conformato attraverso strade e edifici le città medievali. In queste le strade sono strette, sinuose; vie e viuzze si snodano con curve anche a gomito, presentando angoli caratteristici, sboccando all'improvviso davanti a chiese, a palazzi o a panorami di campagna. L’architetto viennese auspica andamenti stradali curvilinei o irregolari che offrano vedute sempre cangianti. Le piazze intese come “piazze a turbina” – spazi pubblici alimentati da strade che entrano secondo uno schema planimetrico che ricorda una girandola. E’ interessante anche il concetto dello spazio che la piazza deve occupare: in generale secondo Sitte più lo spazio è grande, più l'effetto è debole, perché gli edifìci e i monumenti, visti da lontano, sembrano tutti uguali nell'immensa piazza e non possono imporsi. Mentre oggi occorrono spazi giganteschi per controbilanciare la larghezza dei nostri stradoni ,le strade strette delle antiche città permettevano invece che alle piazze si dessero delle dimensioni modeste.Il rischio è di dare dimensioni smisurate a spazi che dovrebbero essere delle piazze urbane, come le piazze dei palazzi comunali. Gli edifìci più importanti allora sembrano ridotti a dimensioni meschine. Sempre nello stesso testo rileva la necessità di inserire il progetto urbanistico nella storia della città cui fa riferimento, ritenendo fondamentale il rispetto per la tradizione e le rivalutazione dei luoghi pubblici, in quanto centri nodali della vita comunitaria. Camillo Sitte rimarrà ed è un punto cardine del pensiero moderno della città e un riferimento prima della progettazione.

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LA PIAZZA NELL'ANTICA GRECIA

Nel mondo antico le città svolgevano un ruolo primario nel territorio in quanto rappresentavano il potere e la politica che spesso erano caratteristiche esercitate dal popolo e quindi una prerogativa della cittadinanza, inoltre erano anche il luogo del commercio e degli scambi e lo spazio all'interno di esse che rappresentava questi aspetti era appunto la piazza. Infatti possiamo vedere che nell'antica Grecia la piazza, che si chiamava Agorà, era oltre il 'centro' del potere religioso e commerciale della città soprattutto il luogo simbolo della democrazia del paese, tant'è che vi si riuniva l'assemblea della polis per parlare di politica. L'urbanistica e l'edificazione delle città nell'antica Roma erano molto importanti per i motivi sopra citati, ma in più dovevano svolgere anche il ruolo di monumento della civiltà romana così che fosse anche nei luoghi remoti dell'impero forte la presenza della cultura latina. Nasce così il concetto di città ideale (che ben ci riferisce Vitruvio) che doveva rispettare l' imago urbis di Roma e quindi doveva aver sempre nelle sue costruzioni le strutture tipiche del mondo romano: terme, anfiteatro, teatro, basilica, tempio e foro, che così codificato era più facilmente esportabile. Questo modello della cultura romana la quale molto prende da quella ellenica, la piazza centrale rappresentava come nell'Agorà il fulcro della vita della comunità, ma anche il suo simbolo e quindi doveva essere maestosa e pulita quindi assumeva dimensioni elevate, doveva essere costruita con un porticato e connessa al tempio assumendo così anche il ruolo di vero centro geometrico della città storica, veniva chiamata Foro.




RIFERIMENTI CONTEMPORANEIModifica

Postdamerplatz a BerlinoModifica

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Potsdamer Platz è un'importante piazza berlinese , prende nome dalla città di Potsdam, situata 25 km a sud-ovest, e segna il punto in cui la strada per Potsdam oltrepassava le mura attraverso la Potsdamer Tor.La nascita di Potsdamer Platz fu dovuta alla necessità di un centro, dal momento che l'area della piazza odierna costituiva, come l'intera Berlino, un punto di passaggio dalla intensa attività commerciale, situata un tempo al di fuori delle mura cittadine. La storia di Potsdamer Platz nasce, probabilmente, il 29 ottobre 1685, quando venne emesso l'Editto sulla tolleranza di Potsdam, in seguito al quale Federico Guglielmo, Grande Elettore di Brandeburgo e Prussia dal 1640 al 1688, permise a molti rifugiati religiosi, tra cui gli ebrei provenienti dall'Austria e gli Ugonottiespulsi dalla Francia, di insediarsi sul proprio territorio.Come entità fisica, Potsdamer Platz nacque come accozzaglia di strade e vie che passavano per la porta di Potsdam , non divenne mai una vera e propria piazza, bensì un incrocio a cinque strade che collegava i principali centri europei. Dopo la caduta del muro il 9 novembre 1989, l'ex Pink Floyd Roger Waters organizzò un immenso concerto di beneficenza , per commemorare la fine della divisione tra Repubblica Democratica Tedesca e Germania Ovest. Il concerto venne organizzato nella vuota Potsdamer Platz .Dopo il 1990, la piazza ridivenne il fulcro dell'attenzione e tornò ad essere argomento di discussione tra i migliori architetti europei. Il governo cittadino divise l'area in quattro parti, da vendere separatamente a quattro diversi investitori. Durante la ricostruzione la Potsdamer Platz era la più vasta area edificabile dell'Europa. Una grande area ottagonale , la più ampia delle quattro zone andò alla Daimler-Benz, ora parte della Daimler AG, che incaricò Renzo Piano della pianificazione dell'opera. I singoli edifici vennero costruiti da singoli architetti basandosi sul piano generale . Potsdamer Platz è anche sede della Panoramapunkt, situata a 100 metri d'altezza, a cui si accede attraverso il più veloce ascensore d'Europa. L'intero progetto fu molto criticato fin dall'inizio dall' opinione pubblica, ed al giorno d'oggi ci sono ancora critiche al metodo con cui venne venduto e ricostruito il sito. In ogni caso, la piazza attira migliaia di turisti al giorno, ed alcuni critici sono sorpresi dal suo successo. A qualsiasi ora del giorno la piazza è viva. È diventato un must per i visitatori, un'area in cui fare shopping, ed un centro culturale per gli amanti del cinema in lingua inglese con oltre 40 sale divise in tre cinema.“Una città merita di essere vissuta solo quando la gente vi si muove volentieri,è la presenza dei passanti il criterio con cui giudicare la qualità di un luogo,tutto il resto è teoria e questione di gusto”(Die Woche)


Piazza Schouwburgplein , Rotterdam WEST8 Modifica

Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il centro di Rotterdam fu completamente ricostruito. Nei pressi della stazione centrale si trova piazza Schouwburgplein, costruita ex novo da qualche anno a questa parte. Per parecchio tempo essa è rimasta uno spazio vuoto, non definito, in cui sorgeva soltanto un teatro di fortuna, ricostruito dalle rovine dei bombardamenti del 1940. Numerosi architetti hanno elaborato progetti per modificare l'aspetto della piazza: nella maggior parte dei casi si è tentato di rimpicciolirla e di delimitarla, aggiungendo nuove costruzioni. Nel 1993 fu bandito un concorso che prospettava l'idea di costruire sulla piazza un cinema multisala che la valorizzasse soprattutto visivamente; risultò vincitore Adriaan Geuze del gruppo West 8. Il suo progetto rappresenta un punto di rottura col passato, in quanto sottolinea le qualità del posto come spazio vuoto e propone una pavimentazione ultraleggera; così, la Schouwburgplein si trasforma in una sorta di podio, su cui gli abitanti di Rotterdam, circondati da teatri, possono esibirsi e farsi ammirare dai passanti. Un elemento fondamentale è costituito da quattro giganteschi pali idraulici dotati di riflettori, che la gente può collocare nella posizione desiderata inserendo una monetina, cosicché anche di notte sulla piazza possono svolgersi attività spontanee di ogni sorta. . La predisposizione di collegamenti idraulici ed elettrici sotto la pavimentazione offre la possibilità di ospitare manifestazioni temporanee su larga scala. Inoltre, per le tende e per altre costruzioni simili di dimensioni maggiori si possono prevedere ancoraggi provvisori da fissare sul pavimento d'acciaio. Adriaan Geuze ha deciso di mantenere le vasche di fronte ai riflettori ed il tutto è stato completato da un boschetto di pini parasole sul lato orientale. Nel progetto in questione l'enorme cinema avrebbe dovuto sorgere su una torre dalle forme slanciate collocata nei pressi della piazza; alla fine, però, esso è stato ubicato sulla piazza stessa, che pertanto si è ridotta di molto. Il ponte d'acciaio è stato sostituito da una serie di materiali: un pavimento di plastica con inserite delle foglie argentate, un ponte in lastre traforate d'acciaio galvanizzato, una striscia di gomma, una passerella di legno sul lato est ed un rettangolo di legno al centro. I pali mobili dotati di riflettori sono stati mantenuti intatti e, insieme ai pozzi di ventilazione protetti da griglie, delimitano l'intero spazio. Di giorno la piazza è molto luminosa, in quanto i pannelli di metallo, col bel tempo, riflettono la luce del sole; se, invece, il cielo è nuvoloso, il pavimento grigio e la facciata bianca lievemente lucida del cinema creano un'atmosfera di enigmatica immobilità. Di notte, infine, il luogo assume un aspetto completamente diverso: sotto le parti traforate del pavimento sono state installate delle luci al neon che trasformano la Schouwburgplein in una stupenda spianata verde, rischiarata ulteriormente dai riflettori e dal cinema. I foyer di quest'ultimo sembrano delle vere e proprie appendici della piazza, venendo a creare un effetto di straordinaria unitarietà. Essi sono accessibili al pubblico in qualsiasi momento della giornata ed ospitano molteplici caffè e ristoranti; i biglietti d'ingresso vengono controllati solo al momento di entrare nelle sale. I quattro ambienti più grandi sono sopraelevati e formano una specie di tetto spettacolare, mentre tre sale più piccole si configurano come piedistallo dei foyer. Le pareti interne di questi ultimi sono rifinite a stucco di colore bianco, mentre i pavimenti sono di metallo lucido; la scelta dei materiali accentua le caratteristiche di luminosità e di spaziosità. I tre architetti del gruppo West 8 auspicavano che nel centro cittadino si predisponessero alcuni spazi vuoti, circondati da edifici che fungessero da scenario per intrattenimenti di massa. Il progetto di Geuze s'ispira ad un riformismo radicale e pragmatico e suggerisce che il carattere di questi grandi spazi urbani non può essere modificato intervenendo bruscamente sul loro perimetro e sostituendo le loro grandi costruzioni squadrate e rigide. Entro il recinto ben definito degli edifici si solleva una pedana che disegna uno spazio aperto ed ospita al suo interno il nuovo stabile del cinema. Essa è composta da una "texture" di materiali eterogenei -acciaio, legno, gomma, pietra, resina- che assorbono e riverberano in modi diversi il passo dei pedoni ed altri ritmi. Gli elementi che emergono dalla superficie della pedana (la panchina, le torri di aerazione, le lampade, i varchi di accesso al parcheggio sotterraneo) non sono appoggiati, ma radicati nel terreno, acquistando un'identità funzionale incerta, in continua tensione.
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PIAZZA RISORGIMENTO , BARI (ITALIA)Modifica

Una piccola piazza a Bari, nella parte marattiana della città, circondata su tre lati da un tessuto storico proporzionato, una scuola media che definisce,uno dei due lati lunghi, in asse con una strada che porta diritta fino alla facciata Teatro Petruzzelli. La piazza oggi è a tutti gli effetti un affollatissimo parcheggio a raso, dove sopravvive una fontana novecentesca piuttosto modesta, da lasciare là dov'è e com'è. Le cose da fare: Ripavimentare, definire i limiti tra lo spazio delle automobili e quello dei pedoni, spostare gli alberi per riconciliare il contesto con la grazia della scuola, e mediare tra spazio della piazza e gli edifici recenti alti. Progetto legato alla simmetria , viene in mente un progetto di Lacaton e Vassal a Bordeaux, dove sono riusciti a convincere l'amministrazione a mantenere una piazza così com'era, a rispettare il delicato equilibrio di un contesto con la sua identità e a limitarsi a qualche semplice intervento di manutenzione . A questa piazza barese mancava un uso pubblico, invasa dalle automobili e senza un luogo dove sedersi, fermarsi, ritrovarsi. La sua dimensione, la sua urbanità lieve, ci fa pensare ad uno spazio domestico, quasi ad una corte, che gli abitanti possano utilizzare nei diversi momenti della giornata e in diverse situazioni. Ma in uno spazio pubblico al progetto si richiede di definire con chiarezza ambiti e attività, i comportamenti ammessi e non. A volte addirittura è l'arredo stesso ad impedirli materialmente: panchine su cui non si può dormire, prati su cui non ci i può sdraiare . A differenza dello spazio domestico, in cui l'abitante può disporre come vuole degli elementi che lo circondano, spostandoli, riconfigurandoli, nello spazio pubblico l'inaspettato e l'improprio deve essere minimizzato dal progetto, vero e proprio strumento di definizione delle regole di uso di uno spazio. Ma è proprio nello spazio pubblico che è più evidente questa contraddizione dell'architettura, di essere strumento d'ordine in un contesto in continuo mutamento, resistente alla trasformazione, per natura strumento di "separazione" tra gli spazi e le funzioni. Bisognerebbe aprirsi di più al DISORDINE e alla PLASTICITA’, si dovrebbe aumentare della sorveglianza soprattutto in uno spazio che non può essere recintato, e che anzi deve essere aperto quanto più possibile agli usi più diversi, accogliendoli con il trascorrere delle giornate e delle stagioni. Per esempio una sedia che si può prendere e spostare al sole in una tiepida giornata di primavera, o accanto a quella un amico, è un dispositivo interattivo a tecnologia zero molto performante, nel senso che rende possibile una interazione con l'ambiente, lasciando a chi lo abita di mescolarne gli elementi -illuminazione, visibilità, apertura o chiusura etc.. Il dispositivo che hanno pensato : quanto una vecchia giostra dei playground per bambini, due file di panchine ai lati corti della piazza, in prossimità dei nuovi filari di alberi, "rotanti" intorno ad un estremo incernierato nella pavimentazione della piazza, in modo da potersi spostare sotto le chiome, rivolgersi verso qualsiasi direzione, e l'una verso l'altra. La posizione delle cerniere è distribuita casualmente, in modo da moltiplicare le possibilità di combinazioni tra le sedute. E così l'illuminazione disposta in modo che i lampioni non ostacolino la rotazione delle panchine ;è un dispositivo che si propone di moltiplicare le opportunità di plasmare uno spazio secondo i propri desideri: per incontrarsi con molti amici al calar della sera, per aspettare l'uscita di un figlio da scuola, o l'arrivo di qualcuno dalla vicina piazza Garibaldi, per leggersi il giornale all'ombra in un caldo pomeriggio d'estate, o alla luce di un lampione la sera, è lo strumento con cui immaginiamo di trasformare quello spazio interattivo, con un impiego tecnologico minimo, plasmabile sui desideri dei suoi abitanti, playground per produrre situazioni -parola che poi viene da situarsi, collocarsi, e che descrive l'appropriazione di un luogo. Il progetto preliminare consegnato lasciava in sospeso il dettaglio, per sua natura, rimandando al definitivo l'approfondimento della panchina, nelle prime immagini rappresentata da una semplice modificazione di una seduta di serie. Poi i commercianti della zona richiesero, di utilizzare quest'occasione per realizzare un parcheggio interrato e risolvere l'endemico problema della sosta, e che l'incarico si ferma a questa fase preliminare, lasciando "sitting around" -che in inglese descrive un far niente ozioso ed urbano- allo stato di un'idea da sviluppare ancora, in queste immagini esemplificative più recenti, o sul sito dove la moltiplicazione delle panchine diventa un gioco per scompigliare un sistema ordinato.

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Piccadilly Circus: Londra Modifica

Fu costruita ufficialmente nel 1819, per collegare Regent Street con l'affollata via di traffico e shopping di Piccadilly. Il nome circus indica proprio lo spazio aperto circolare. Lo spazio occupato dal parco è circondato dalla stazione degli autobus, dalla linea del tram (il "metrolink") da diverse fermate per i taxi e da altri servizi adiacenti alla zona commerciale.&nbsp Con il passare degli anni è diventata il principale punto di snodo del traffico cittadino. Famosa per i suoi giganteschi schermi e insegne a led, diventa quasi una piccola Tokio (la prima inserzione pubblicitaria luminosa risale al 1910) al centro, la celebre Shaftesbury Memorial Fountain, che rappresenta “l'Angelo della Carità Cristiana” noto anche come "Eros". La piazza è circondata da una moltitudine di edifici importantissimi, quali il London Pavilion ed il Criterion Theatre. Inoltre direttamente sotto il perimetro della piazza corre l’omonima underground di Londra. L’origine del nome Piccadilly è molto particolare: Fra il 1500-1600 divennero famosi dei particolari “colletti” chiamati "piccadillis". Un sarto di nome Robert Barker fece fortuna realizzando questi particolari accessori, con i guadagni, si costruì un’enorme casa, chiamata Piccadilly Hall, innalzata proprio nel centro della moderna piazza.

La costruzione di Piccadilly Circus si rese necessaria nel 1819 per decongestionare l'intenso traffico della zona ma in realtà la sua costruzione non fece altro che favorire l'interscambio tra le strade attigue. La sua originaria forma circolare si perse nel 1886 con la costruzione di Shaftesbury Avenue. Il 10 marzo del 1906 fu aperta la stazione metropolitana di Piccadilly Circus sulla Bakerloo line, pochi mesi dopo fu aperta anche sulla omonima Piccadilly line. A causa dell’enorme traffico, nel 1928 si resero necessari dei lavori di ammodernamento ed ingrandimento che modificarono l'aspetto originario della stazione. L'area regala alla città un ampio spazio civico, adatto per ospitare grandi eventi, ecco anche perchè li abitanti l'hanno soprannominata the hub of the world, "l'ombelico del mondo”.



SUNGANG CENTRAL PLAZA

di Urbanus Architecture & Design, Shenzhen, Cina.

Questa piazza si trova a Shenzen, città sul delta del Fiume delle Perle vicino a Hong Kong. Urbanus ritenne che la piazza sotterranea originale sarebbe rimasta troppo isolata dal contesto urbano e dalle attività del quartiere. Procedette pertanto come prima misura a innalzarla a livelllo della strada. Da lì si passò poi ad animarla il più possibile, trasformandola in luogo pieno di vita e di energia. Temi conduttori del progetto sono la vitalità, la varietà e l'esuberanza. Pur se il mattone, utilizzato per pavimentare l'intera zona, è di gran lunga il materiale dominante, sono stati utilizzati anche altri materiali creando una miriade di colori e di combinazioni. Anche il vocabolario delle forme è praticamente illimitato e predominano le linee fluide in contrasto con le forme rigide delle strutture degli edifici. I progettisti si sono ispirati alle strutture naturali della terra e dell'acqua. L'intera superficie del luogo è stata coperta da uno strato coerente di fasce ondulate di mattoni, simili al salire e allo scendere della marea. Queste maree scorrono attorno alle isole-oasi collocate casualmente per creare luoghi gradevoli e intimi. Ogni isola ha una sua personalità: forme astratte dai molteplici colori a mosaico, nastri di prato ondulante. Sono presenti anche aree per piante e fiori.

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