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Molto spesso accade che all'interno dei parchi urbani siano presenti monumenti storico-archeologici di rilievo, che risultano però poco valorizzati a causa della scarsa manutenzione delle aree e dal fatto che il patrimonio presente non viene sufficientemente pubblicizzato.


Un esempio esplicativo di questo problema può essere quello del Parco della Caffarella (che fa parte del più ampio comprensorio del Parco Regionale dell’Appia Antica), poichè ospita al suo interno numerosi monumenti storico-archeologici; I infatti, nel corso dei secoli vi si sono sviluppati molti insediamenti di diverso tipo, in particolar modo lungo due linee matrici diverse, ma entrambe di rilievo, quali: la Via Appia Antica e il Fiume Almone. Qui il problema non sta tanto nell’assenza di percorsi, ma nella manutenzione di quelli presenti, poiché l’impressione di chi si addentra nella’area del parco è che ci si trovi in un luogo abbandonato, sporco, privo di una sistemazione logica e talvolta pericoloso (da notare anche la totale assenza di illuminazione, quantomeno nelle aree più adiacenti all’edificato). Lo stesso vale per quanto riguarda gli accessi, che risultano inadeguati per un'area così ampia ed importante. Un ulteriore problema sta nella scarsa valorizzazione del parco e delle sue risorse nei confronti di una potenziale utenza molto ampia. Infatti pochi, rispetto a quelli che potrebbero esserci, considerano questo parco come una meta interessante, soprattutto dopo gli ultimi tragici eventi. Ma sta proprio qui il punto della questione: vengono propagandati solo gli elementi negativi dell’area come la scarsa sicurezza e il degrado, e al contrario non vengono esaltati i molti aspetti di pregio che il parco offre.




Per migliorare le potenzialità dei parchi archeologici urbani bisognarebbe ripristinare ed eventualmente integrare i percorsi esistenti (dando loro un disegno unitario e coerente), arricchire learee di idonee aree di sosta (con adeguato arredo: sistemi di seduta, illuminazione, ecc), integrare e migliorale la segnaletica, accompagnandola con pannelli descrittivi dettagliati dei vari monumenti. Sarebbe inoltre opportuno valorizzare i parchi da un punto di vista mediatico, ad esempio organizzando delle giornate di visita dei siti archeologici monumentali, ecc.



- Rete ecologica - Sicurezza nei parchi - Illuminazione




Il caso della CaffarellaModifica

Il parco della Caffarella è molto importante perché costituisce un fondamentale esempio di parco archeologico urbano di grandi dimensioni: la maggior parte delle volte, infatti, i grandi parchi archeologici sono situati all'esterno del centro abitato. Per comprendere meglio l'importanza dei monumenti storico-archeologici all'interno della Caffarella, ecco alcuni cenni sulle sue principali emergenze:

1. BASILICA E CATACOMBE DI S. SEBASTIANO. Basilica risalente agli inizi del IV secolo. Dopo il IX secolo fu dedicata al martire sepolto nelle adiacenti catacombe, alle quali si accede dalla chiesa.

2. CASALE DELLA VACCARECCIA. Costruito nel 1547 dai Caffarelli, allora proprietari della valle, inglobando una torre medievale. Assunse la conformazione definitiva quando nel 1816 la proprietà passò ai Torlonia. Il casale è tuttora attivo.

3. CATACOMBE DI S. CALLISTO. Iniziate dopo la metà del III secolo sono state le prime ad essere state così denominate (dal greco Katà Kymbas) e le uniche ad essere state sempre frequentate. Tra le più importanti ed imponenti delle circa sessanta catacombe cristiane di Roma. Ebbero origine verso la metà del sec.II, da un'area funeraria forse appartenente alla nobile famiglia dei Cecili e, agli inizi del terzo secolo, passarono direttamente alle dipendenze della Chiesa di Roma. Papa Callisto ingrandì il complesso funerario che da lui prese il nome e che divenne il cimitero ufficiale della Chiesa di Roma.

4. CAVE. Cave sotterranee di tufo e pozzolana di epoca romana riutilizzate anche nell’800.

5. CIRCO DI MASSENZIO E TOMBA DI ROMOLO. Il complesso racchiude i ruderi della residenza imperiale di Massenzio. La tomba del figlio Romolo (qui sepolto nel 309 d.C.) fu trasformata in casale agricolo dai Torlonia nel '700. In secondo piano il Circo, al di là del quale sorgeva il Palazzo imperiale.

6. COLOMBARIO COSTANTINIANO. Tomba del II sec. d.C..

7. FOSSE ARDEATINE. Luogo ove il 23 marzo 1944 ebbe luogo l’eccidio delle fosse Ardeatine. Originariamente si presentava come una delle tante cave di tufo e pozzolana della zona, ma dopo la guerra è stato trasformato in sacrario.

8. MAUSOLEO DI CECILIA METELLA. Sepoltura della figlia di Q. Cecilio Metello Cretico, moglie di Marco Crasso, eretta nel 50 a.C.. Venne modificata nel XI secolo e trasformata in torre inserita dai Conti del Tuscolo nel quadrilatero fortificato che chiudeva la via Appia Antica. In seguito divenne il mastioangolare del Castello dei Caetani.

9. NINFEO DI EGERIA. Grotta artificiale del II sec. d.C. probabilmente facente parte del Triopio di Erode Attico come piacevole luogo di riposo estivo: infatti esso fu costruito in prossimità di una sorgente di acque acidule-oligominerali. Erroneamente intitolato ad Egeria nel ‘700, divenne un’osteria nell’800.

10. PORTA DI S. SEBASTIANO. Monumentale punto di accesso alla città. Dietro la porta si trova l'arco dell'acquedotto che riforniva le Terme di Caracalla.

11. QUO VADIS?. Nome con cui è nota la chiesa S.Maria in Palmis, fatta costruire nel 1620 da Clemente VIII e rielaborata nel 1637 dal Cardinal Barberini. Deve il suo nome alla leggenda secondo cui S.Pietro, fuggendo da Roma, vi incontrò Cristo che lasciò le sue impronte su una roccia.

12. S. URBANO. Tempio di Cerere e Faustina del II sec. d.C. fatto edificare da Erode Attico in prossimità della sua villa. Pressoché intatto perché trasformato in luogo di culto cristiano già nel VI sec. e dedicato S. Urbano. L’interno presenta affreschi del XI sec.

13. TOMBA DI ANNIA REGILLA. Sepolcro a tempietto del II sec.d.C., dedicato da Erode Attico alla moglie Annia. Ben conservato perché usato in passato come fienile.

14. TOMBA DI GETA. Sepolcro di età imperiale attribuito a Geta, fratello di Caracalla. Nel Medioevo fu usato come posto di vedetta. Nel ‘700 venne costruito il piccolo casale sulla sommità.

15. TOMBA E CASALE DI PRISCILLA. Tomba cilindrica (sormontata da una piccola torre tronca di età medievale) attribuita a Priscilla, moglie di un potente liberto dell'imperatore Domiziano.

16. TORRE DEL PONTE. Realizzata nel XII-XIII sec., questa torre doveva difendere il ponte in muratura che, scavalcando l’Almone, collegava la via Appia Antica con la via Latina.

Tutti questi monumenti rappresentano un patrimonio culturale molto importante che potrebbe apportare un notevole innalzamento del valore dell’area in senso stretto, nonché di tutto il Municipio di pertinenza. Infatti la prima ipotesi di realizzazione di un parco archeologico nel comprensorio dell'Appia Antica, alle cui vicende urbanistiche è strettamente legata la storia della valla della Caffarella, risale agli inizi dell'800 e venne attuata con l'esproprio di una fascia lungo la via Appia e la sistemazione della passeggiata archeologica ad opera del Canina. Il Piano Regolatore del 1965, a seguito delle accese battaglie condotte da Italia Nostra e dall'I.N.U. (che si opponevano all'edificazione massiccia prevista dal Piano Paesistico nel 1960), vincolò a parco pubblico l'intero comprensorio riconoscendo la vocazione naturale di questa eccezionale porzione dell'Agro Romano. Con la Legge Regionale n.66 del 10.11.88, viene istituito il Parco Regionale Suburbano dell'Appia Antica e viene affidata la sua realizzazione e gestione ad un'azienda consortile costituita nel 1992. Dopo numerose vicissitudini dovuti a problemi di in relazione all’esproprio dei terreni, dal 1998-99 (inizio dei lavori per il Giubileo del 2000) si è data un’organizzazione generale dell’area con la creazione di percorsi atti a collegare i vari siti monumentale-archeologici presenti nel parco. Infatti oggi si possono individuare vari percorsi strategicamente pensati e tesi a creare una passeggiata volta a combinare l’aspetto storico-culturale con quello naturalistico (altrettanto importante poiché il parco della Caffarella si inserisce nella rete ecologica di Roma).



L'esempio di BeneventoModifica

Un interessante esempio di valorizzazione di monumenti storico-archeologici all'interno di un contesto allo stesso tempo urbano e naturalistico è quello del progetto per la riqualificazione di Benevento, il cui centro storico ha delle enormi potenzialità architettoniche, ambientali e paesaggistiche. Posizionato tra due fiumi su di un leggero promontorio che degrada verso valle, è attraversato dalla via Appia, sulla quale insistono la maggior parte dei monumenti religiosi. La strategia di progetto parte dalla rilettura dei principi insediativi degli elementi che strutturano il centro storico: da sempre tali principi hanno consolidato il carattere di asse fondativo della via Appia, dove si sono posizionati tutti gli edifici di valore simbolico e rappresentativo della città. Il progetto intende dunque creare un parco archeologico-naturalistico diffuso nella città, un parco urbano formato da aree archeologiche, giardini, volumi nuovi, arre attrezzate, monumenti, piazze, percorsi pedonali attrezzati, ecc. Elemento unificante dei punti strategici, oltre all'idea di parco diffuso, è una struttura di percorsi pedonali, tramite la quale proporre nuove relazioni tra le aree di progetto con l'intorno.


Il Parco Archeologico Urbano di BuccinoModifica

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A partire dal 2003, Buccino (Provincia di Salerno) ha ridato nuova vita ai suoi vicoli, facendo riaffiorare una storia di 3000 anni. Il Soprintendente archeologo di Salerno, ha inaugurato oltre al Museo anche il Parco Archeologico. I reperti archeologici sono stati definiti "urbani" a causa dello sviluppo sottostante al centro storico della città. Le mura dell'antico insediamento sono sormontate dagli attuali edifici che non hanno ostacolato lo sviluppo del parco, anzi hanno facilitato l'individuazione dall'antico perimetro urbano. Un importante contributo per la realizzazione del parco è stato dato dalla cittadinanza che ha collaborato, acconsentendo allo sviluppo dei lavori di demolizione, di ricostruzione e di restauro della città sotterranea, ad accrescere la voglia di conoscenza del passato e della storia di questo piccolo borgo, facendolo uscire dall'anonimato. Caso unico ed eccezionale è la realizzazione di questo parco che non sarà effettuata per campioni bensì mediante un'indagine archeologica all'intero centro storico. Scopo di questo progetto non è solo valorizzare i reperti archeologici ritrovati, ma creare anche una sorta di convivenza tra l'area archeologica ed il centro abitato.

Un grande parco archeologico extraurbano: Villa AdrianaModifica

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Villa Adriana è la residenza imperiale fatta costruire nel territorio attualmente appartenente al comune di Tivoli dall'imperatore Adriano tra il 118 e il 138.E' la più importante e complessa Villa a noi rimasta dell’antichità romana, vasta più di Pompei. Dopo la morte di Adriano, avvenuta nel 138 d.C., la villa continuò a far parte dei beni della Casa Imperiale. Nei secoli successivi subì un lento declino e fu spogliata dei suoi marmi, utilizzati in molti edifici e chiese medievali. All'inizio del `700 gran parte della villa fu acquisita dalla casata Conte che iniziò una campagna di scavi e la adornò con cipressi e viti. Dopo l'unità d'Italia (1870) la villa passò al Demanio statale. Oggi il sito si presenta come un'ampia area caratterizzata dal verde degli ulivi tra cui spiccano numerose rovine in buono stato dello splendore antico. I monumenti sono collegati da una complessa rete di percorsi che permette di visitare il parco in modo piacevole, unendo storia e natura.


Collegamenti esterniModifica

- http://www.vhlab.itabc.cnr.it/Projects_appia.htm

- http://www.parcoappiaantica.it/it/pdf/caffarella.pdf

- http://www.caffarella.it/

- http://www.parcoappiaantica.it/it/testi.asp?l1=2&l2=7&l3=1&l4=0

- http://asnapio.villeneuvedascq.fr/

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