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Le strade non sempre risultano accompagnate da percorsi pedonali adeguati e, là dove sono presenti, nella maggiorparte dei casi, le auto parcheggiate selvaggiamente ingombrano il transito su di essi e il più delle volte vi è la mancanza di rampe di accesso per i diversamente abili.Tutto ciò rende i marciapiedi un elemento dequalificato sia a livello funzionale che come elemento di arredo urbano.



Il pedone camminando per le vie del municipio può trovarsi in diverse situazioni spiacevoli: marciapiedi poco agibili a causa della presenza di autoveicoli in sosta che, ostacolano il passaggio costringendo gli utenti ad evitarli invadendo così la corsia, la mancata manutenzione di essi, porta inoltre problemi di percorrenza ed un' alta probabilità d'inciampare, come detto prima, l'assenza di rampe d'accesso per i disabili rendono i marciapiedi non fruibili da parte di tutta la popolazione ed infine per concludere il quadro, ci si può trovare di frontead un'altra problematica, ovvero l'assenza nei centri urbani, totale (o quasi) di percorsi pedonali, non garantendo così al pedone, la sicurezza stradale. Il marciapiede è uno spazio riservato esclusivamente ai pedoni e per questo deve necessariamente essere sempre protetto per garantire la totale sicurezza del pedone sia esso un adulto che un bambino; questo purtroppo il più delle volte non viene assicurato al cittadino specialmente nei grandi centri urbani in quanto,soprattutto nei quartieri centrali e in quelli in cui si concentra un alto tasso di popolazione, un problema rilevante sembra essere proprio il "controllo e la sicurezza" dei cittadini. Il marciapiede quindi in conclusione, dovrebbe essere il regno dei pedoni, mamme e carrozzini, disabili eccetera e non, un " luogo " dove l'intruso è il PEDONE!







Per risolvere i suddetti problemi si potrebbero prendere in considerazione le seguenti soluzioni: maggior rispetto dei cittadini motorizzati nei confronti dei pedoni; una manutenzione adeguata del manto stradale (marciapiedi e anche banchine); creazione di rampe d'accesso in grado di soddisfare ogni tipo di utenza; realizzazione di percorsi pedonali nelle zone in cui ancora non siano presenti attraverso, l'utilizzo di forme e materiali innovativi.



arredo urbano  barriere architettoniche  pavimentazioni cattiva manutenzione del manto stradale e delle pavimentazioni


DEFINIZIONE
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Un marciapiede' è uno spazio sopraelevato posizionato al lato di una strada, riservato al transito ed allo stazionamento dei pedoni . L'etimologia della parola è legata al francese: infatti è composta da marche à pied (marcher = camminare; à pied = a piedi)

UN PO' DI STORIA Modifica

Tra il 1819 e il 1820, vennero fatti una serie di esperimenti volti a raffrontare le qualita' dello zolfo a quelle del mastice di bitume e di catrame. Le conclusioni non lasciarono spazi a dubbi: il mastice di bitume risultava dotato di maggior elasticità, la sua fabbricazione era meno dispendiosa.

La tecnica di copertura con il bitume, si viluppò a partire dai luoghi di maggior produzione del prodotto, Losbann e Seyssel, in base ad na serie di procedimenti presi a prestito dai lattonieri e dai muratori. In Alsazia e nel Delfinato, si preparavano le forme con grandi tavole di legno perfettamente orizzontali che misuravano dai 3 ai 4 metri in lunghezza e dai 0,6 ai 0,8 metri in larghezza,sui bordi delle quali erano inchiodate alcune aste. Quindi le forme erano messe al riparo e il loro fondo era rivestito di fogli di giornale incollati fra loro, che impedivano l'adesione dell'astice al legno. Per fondere il bitume si utilizzavano caldaie di ferro battuto posate su fornelli portatili posati ai piedi del cantiere. Il mastice era versato nelle forme con un secchio di ferro bianco o con una grande cucchiaia di ferro ed era disteso con una sbarra di ferro previamente riscaldata. Dopo cinque sei ore il mastice si raffreddava.A questo punto, il materiale era staccato dalla forma,, per essere cosparso di polvere di pietra, arrotolato su un cilindro vuoto di legno bianco e trasportato in prossimità del luogo di costruzione.

SPERIMENTAZIONI MILANESI Modifica

La scelta di un sistema di pavimentazione stradale urbano, o meglio la scelta dei sistemi più adatti alle diverse categorie di strade, è stato uno dei problemi di più difficile soluzione affrontato dalle città,soprattutto dalla seconda metà dell'Ottocento sino al primo dopoguerra, in molti casi non ancora definitivamente risolto.

La pavimentazione in pietra delle strade milanei fino all' Unità, godeva di fama internazionale tanto da essere presa come esempio da tecnici inglesi, francesi e tedeschi. La tecnica di esecuzione prevedeva strade con cunetta centrale, pavimentazioni in ciottoli di fiume e lastricatura in corrispondenza dei marciapiedi, posti a livello.

Il modello di questo sistema ,era stato definito in epoca napoleonica nel 1807. Lo stato delle vie milanesi, andò progressivamente peggiorando dopo la metà del secolo in rapporto all'aumento del traffico, per le frequenti rotture per le canalizzazioni(gas, acqua, telefoni ecc.), per l'incompatibilità con l'armamento necessario per le trmvie, introdotte a partire dal 1881 e, soprattutto, per la scarsa manutenzione spesso affidata ai cantonieri.Inizialmente si pensò a soluziooni quali il doppio selciato carreggiabile o una pavimentazione interamente in lastre e solo in un secondo momento ad un nuovo profilo stradale con il rialzamento delle aree destinate a marciapiedi e con un diverso studio della convessità e delle pendenze della superficie viaria.Il problema di un veloce ripristino dopo le rotture per le nuove canalizzazioni fu risolto cxon la decisione di realizzare i marciapiedi riparati o rialzati, che costituirono, infatti, l'area soggetta alle frequenti rotture tanto da essere pavimentati con materiali meno resistenti di quelli richiesti per la carreggiata, offrendoi così alle prime applicazioni dell'asfalto.

A Milano il primo uso di asfalto colato avvenne proprio in corrispondenza della copertura dei marciapiedi nel quartiere del "Lazzaretto"


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SPERIMENTAZIONI FRANCESI
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Nell' ambito di un progetto sul risparmio energetico la città di Tolosa, nell'aprile di quest'anno, ha sperimentato per due settime un marciapiede che permette di immagazzinare l'energia prodotta dal passaggio dei pedoni. Il marciapiede in questione sito nel cuore della cittadina, è stato dotato di un gruppo di tavolette in grado di generare 30 watt di elettricità. Le tavolette contengono microsensori che catturano l'energia creata dal passaggio dei pedoni. L' energia prodotta, caricata in un' apposita batteria, potrebbe in futuro essere riutilizzata per alimentare l'illuminazione nelle strade. Sarebbe questo il primo marciapiede al mondo in grado di raccogliere l'energia dei passi ed utilizzarla per accendere un lampione stradale. Passi trasformati in energia:come già successo in precedenza nella discoteca Watt di Rotterdam o in un night club a Londra, dotate di una pista da ballo in grado di produrre energia grazie al movimento dei ballerini. L'idea è a dir poco illuminante e se dovesse portare buoni frutti sarebbe davvero un passo importante per illuminare le nostre città con energia infinita e soprattutto pulita. In merito a tal esperimento il vicesindaco di Tolosa ha espressamente dichiarato in un' intervista che, l'energia immagazzinata dal passaggio delle persone di giorno , potrebbe essere usata di notte quando per strada c'è meno gente che passeggia.


SAN FRANCISCO:STENCIL SUI MARCIAPIEDI RACCONTANO UNA STORIA INTERATTIVAModifica

Vi ricordate dei libri gioco? I romanzi interattivi il cui finale cambiava a seconda delle scelte del lettore sono un grande classico della narrativa per bambini, ed hanno appassionato diverse generazioni di ragazzi alla lettura. Purtroppo non esiste un equivalente per adulti dei libri gioco, e le storie di questo genere sono da tempo sparite dalla nostra vita.I marciapiedi del quartiere della Missione, a San Francisco, rivelano un racconto interattivo a cui chiunque, e non solo i più giovani, può partecipare: basta seguire le indicazioni stradali offerte da ogni passaggio della storia e camminare lungo il percorso che porta al nuovo capitolo. Ovviamente la narrazione si sviluppa in modo diverso a seconda della direzione scelta, facendo della storia, intitolata “She loves the moon” (Lei ama la luna), un’esperienza interattiva a tutto tondo.

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Il racconto, scritto con gli stencil, consente al lettore di scegliere tra due punti di partenza, uno che vede come protagonista un personaggio maschile e l’altro che propone il punto di vista di un personaggio femminile. Le vicende narrate sono quelle di una storia d’amore, ed i sentieri che raccontano dei due protagonisti si ricongiungono quando i due si incontrano. La storia, composta da un totale di 43 stencil, offre quattro finali, estremamente diversi tra loro, ed esistono un paio di vicoli ciechi che interrompono bruscamente le vicende se il lettore fa la scelta sbagliata.



DAL GIAPPONE ALL'ITALIAModifica

INQUINAMENTO: ARRIVA IL MARCIAPIEDI ECOLOGICOModifica

E se la lotta all’inquinamento partisse dal basso? Si molto dal basso, addirittura dal marciapiedi, come? Con una nuova pietra da usare ai margini della strada.

L’idea è giapponese ma gli esperimenti condotti nella città di Henegelo in Olanda sono positivi al punto che la giunta comunale di Firenze ha deciso di provare la novità. Si tratta di un cemento ecologico che posto sul marciapiedi assorbirebbe gli inquinanti che vanno a depositarsi, visto la loro pesantezza, sulla strada. Il segreto dell’invenzione sta tutta nella mescola, cemento e biossido di titanio (E171) capace di intrappolare le particelle inquinanti che per mezzo di una reazione chimica vengono trasformate in polveri inerti, spazzate via in maniera sicura dalle piogge.

A questo punto ci si chiede se, una volta confermata la validità della scoperta, questa possa essere esportata in maniera estesa in tutte le metropoli, la risposto è sicuramente si, a parte i costi che lieviterebbero del 10% rispetto ad un marciapiedi normale, ma la durata dello stesso sarebbe di gran lunga maggiore al punto che in certe località del comasco si tenta di iniziare con le piste ciclabili e pedonali.

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E stavolta l’idea e’ stata sviluppata da un ingegnere, Marco Codazzi di Colico. Il principio - spiega il progettista al quotidiano “La Provincia” - e’ quello di intercettare le particelle di smog prima che finiscano nei polmoni, come la calamita fa con il ferro.

NORMATIVA SUI MARCIAPIEDI Modifica

REGOLAMENTO RECANTE NORME PER L'ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE NEGLI EDIFICI,SPAZI E SERVIZI PUBBLICI

4. Spazi pedonali.

1. I progetti relativi agli spazi pubblici e alle opere di urbanizzazione a prevalente fruizione pedonale
devono prevedere almeno un percorso accessibile in grado di consentire con l'utilizzo di impianti di
sollevamento ove necessario, l'uso dei servizi, le relazioni sociali e la fruizione ambientale anche alle
persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Si applicano, per quanto riguarda le
caratteristiche del suddetto percorso, le norme contenute ai punti 4.2.1., 4.2.2. e 8.2.1., 8.2.2. del
decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, e, per quanto riguarda le caratteristiche
degli eventuali impianti di sollevamento, le norme contenute ai punti 4.1.12., 4.1.13. e 8.1.12., 8.1.13.
dello stesso decreto, con le successive prescrizioni elaborate dall'ISPESL e dall'U.N.I. in conformità alla normativa comunitaria.


5. Marciapiedi.

1. Per i percorsi pedonali in adiacenza a spazi carrabili le indicazioni normative di cui ai punti 4.2.2. e
8.2.2. del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, valgono limitatamente alle
caratteristiche delle pavimentazioni ed ai raccordi tra marciapiedi e spazi carrabili.
2. Il dislivello, tra il piano del marciapiede e zone carrabili ad esso adiacenti non deve comunque
superare i 15 cm.
3. La larghezza dei marciapiedi realizzati in interventi di nuova urbanizzazione deve essere tale da consentire la fruizione anche da parte di persone su sedia a ruote.


http://www.progettarepertutti.org/normativa/503_96.html

MARCIAPIEDI NEL MONDO Modifica

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TORINO esempio di un buon sistema stradale di pavimentazione urbana, che sa guardare contemporaneramente sia le esigenze dei pedoni che quelle dei ciclisti.









 
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LOS ANGELES i famosi marciapiedi della hollywood work of fame, è un lungo camminamento composto da due marciapiedi.









 
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BARCELLONA Passeig de Gràcia  uno dei "grandissimi" marciapiedi della città, situato su una delle vie più importanti.

A destra è possibile osservare un particolare della pavimentazione.















 
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TURCHIA visibili i grandi percorsi pedonali ai margini della starda













UNO SGUARDO PIU' DA VICINO AI MARCIAPIEDI CHE GENERANO ELETTRICITA' Modifica

 

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Grazie a dei particolari marciapiedi i giapponesi sono riusciti a creare energia direttamente dai passi delle persone, utilizzando tecnologie piezoelttriche.

Energia pulita creata direttamente dai passi delle persone. Il tappeto piezoelettrico per l’energia gratuita e rinnovabile.

Le applicazioni piezoelettriche sono già note nella discoteca di Rotterdam, nella palestra della california, senza dimenticare la metro di Londra o i peacemaker per il cuore . Alla lista oggi si aggiungono i marciapiedi giapponesi.

Il sistema è stato installato all’esterno della stazione ferroviaria di -Tokio-  pronto per catturare tutta l’energia dei viaggiatori. Per ogni passo di una persona, di almeno 60 Kg, i sistemi piezoelettrici riescono a generare 0,5 KWh .

Un sistema dalle dimensioni minime, dai costi limitati e dall’elevata efficienza. Dopo questa prova, il Giappone inizia a pensare a progetti più seri e duraturi, a sistemi per l’intera città -o per parti della città- per catturare quanta più energia possibile per alimentare sistemi illuminanti o creare strade energetiche.


http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/12/11/giappone-marciapiedi-piezoelettrici.htm

SCIVOLI PER L'ACCESSO AI MARCIAPIEDI Modifica

Gli scivoli per l'accesso ai marciapiedi rappresentano un modo per l'eliminazione delle barriere architettoniche.La carattesristica tecnica degli scivoli per l'accesso ai marciapiedi,è quella di stabilire un rapporto di interconnessione fra due piani paralleli,la carreggiata della sede stradale e il marciapiede della sede pedonale,permettendo così l'accesso autonomo da parte di tutti e garantendo la raggiungibilità di una struttura pubblica e privata.

Per"barriera architettonica" si intendono tutti quegli elementi che per forma,dimensione,localizzazione,limitano o impediscono l'attività motoria da parte dell'utenza.Ne deriva così una problematica che interessa tutti,in quanto gli ostacoli posti dal costruito non riguardano solo le persone diversamente abili,ma anche quella fascia della popolazione che si estende dal bambino,all'adulto che spinge un passeggino,fino all'anziano.

Ecco alcuni esempi di scivoli per l'accesso ai marciapiedi:
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sulla sinistra:disegno con quote dello scivolo trapezoidale.

sulla destra:immagine di un esempio di scivolo trapezoidale.







Disegno misure scivoli semicircolari.jpg
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sulla sinistra:disegno con quote di uno scivolo per accesso ai marciapiedi semicircolare.

sulla destra:immagine dello scivolo semicircolare.




Disegno misure scivoli.jpg
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disegno con quote di uno scivolo per accesso ai marciapiedi.


                   immagine di ddue scivoli per l'accesso

                   ai marciapiedi che creano un

                   collegamento in un attraversamento

                                                                          pedonale







VIDEO DEGRADO DEI MARCIAPIEDIModifica

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PAVIMENTAZIONI TRADIZIONALIModifica

                                                                                                           

Masselli autobloccanti l'utilizzo dei masselli è una soluzione di riferimento per quanto riguarda la pavimentazione di aree esterne,strade a traffico leggero o pesante,aree di parcheggio,marciapiedi,piazze,cortili o piazzali di sosta.

Le possibilità di variazioni estetiche,colore e rifinitura,applicate ai masselli,permettono di progettare pavimentazioni che si integrino e che siano in armonia con il paesaggio urbano.

La semplicità di rimozione e di riutilizzo degli elementi in caso di necessità,come ad esempio per l'installazione di sottoservizi o per lavori di manutenzione e riparazione,costituiscono motivo di preferenza in merito al loro impiego.

La progettazione di una pavimentazione in masselli inizia con l'esame dell'ambiente in cui questa si colloca;la scelta dello schema di posa dipende dall'aspetto estetico che si vuole ottenere nel contesto urbano in cui si trova,dalla sua destinazione d'uso e dalla tipologia di massello che si vuole adottare:gli schemi più ricorrenti sono "a correre","a spina di pesce","a parquet".

Se per una pavimentazione pedonale è predominante considerare l'aspetto estetico in cui si trova,nel caso di una pavimetazione soggetta a traffico leggero o pesante è fondamentale l'utilizzo di uno schema di posa che possa garantire il massimo della compattezza,il riflesso diventa importante la preparazione dello strato di sottofondo.

Le fasi di lavorazione sono le seguenti:


  • preparazione del sottofondo
  • preparazine del piano di posa
  • posa dei masselli,compattazione e stesura sabbia di riempimento.
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IL SENSO CALPESTATO.PER UNA SEMIOTICA DEL MARCIAPIEDE Modifica

"… Il marciapiede ha dunque un senso, un senso “calpestato” come mi è scherzosamente

piaciuto definirlo, data la sua precipua modalità di utilizzo. Già un senso, ma quale?... Partiamo intanto dalla sua funzione pratica: un marciapiede serve, notoriamente, per

camminarci sopra, vale a dire per spostarsi a piedi… il marciapiede

è dunque una porzione della sede stradale dedicata a una specifica attività o, più esattamente,

destinata a uno specifico utilizzatore, il pedone. Come riporta un noto dizionario di Architettura:

Marciapiede. Porzione di pavimentazione stradale, disposta per lo più lungo il perimetro dei fabbricati,

riservata al transito dei pedoni. (Portoghesi 1969: ad vocem, p. 488)

Lo stesso dizionario aggiunge poi, in corpo minore:

Il m. è separato dalla carreggiata da un cordolo o ciglio che, oltre a delimitarlo, serve anche a realizzarne

la differenza di quota rispetto alla sede stradale, per una maggior sicurezza dei pedoni. (Ibidem)

Il marciapiede, dunque, serve non soltanto per camminare, ma per camminare sicuri:

è non solo un luogo “dedicato” a una specifica attività, ma anche un luogo protetto,

all’interno del quale è possibile svolgere determinati tipi di azione… Il marciapiede si presenta, dunque, come un manufatto urbano (e sulla sua marca di

“urbanità” dovremo tornare), il quale, come ogni elemento architettonico (e urbanistico)…vede inscritte in sé una serie di potenziali pratiche, vale a dire delle azioni rese possibili dalla

sua stessa natura materiale: in primis, ovviamente, camminarci sopra; che è certamente osservazione

banale, ma forse non del tutto inutile. Infatti, a differenza della piazza, che è innanzitutto

luogo di stazionamento e di incontro, il marciapiede appare essere innanzitutto un

luogo deputato al movimento. Si tratta di un movimento che non ha una direzione obbligata… ma che mostra comunque una

propria tensività: il marciapiede è per prima cosa luogo di passaggio, nel quale si attuano

percorsi finalizzati al raggiungimento di spazi determinati, sul quale si procede insomma da

uno spazio di partenza A ad uno di arrivo B. Ed ecco, per intanto, un primo valore tipicamente d’uso del marciapiede, quello di far accedere a un luogo, di permettere il raggiungimento

di uno spazio utopico2…Il marciapiede, come abbiamo detto, è al contempo luogo di passaggio e di fruizione,

uno spazio eminentemente pubblico, socializzato e socializzante, seppure in misura minore

della piazza8; esso si pone come momento di connessione e di organizzazione di spazi tra

loro disomogenei per natura e fruizione: spazi pubblici (strade, giardini ecc.) privati (le case

di abitazione), semi-pubblici (negozi, bar, ristoranti, luoghi di lavoro o di servizi) che vengono

organizzati in un percorso (un testo, direbbe qualcuno) praticabile dall’utente-pedone.

Il rapporto tra l’aspetto per così dire topologico e la funzionalità sociale del marciapiede

è stretto: è proprio per il fatto di connettere e integrare tra loro spazi pubblici e spazi

privati che il marciapiede si pone come luogo di socializzazione e non soltanto come spazio

di attraversamento… Infine, il marciapiede si pone anche come luogo in cui il discorso privato, con la sua

frammentazione architettonica, viene ricomposto, incorniciato e “regolarizzato” dal discorso

pubblico; esso costituisce dunque un momento simbolico di ordinamento e di normalizzazione

della diversità della “città storica”, che viene inquadrata in un ambiente ordinato e

“normalizzato”


rivista dell'Associazione Italiana di Studi Semiotici                                                     Paolo Bertetti

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