FANDOM


La Land Art come link tra l'uomo,l'arte e la natura: espressione geniale di eco-compatibilità e rispetto dell'ambiente.Modifica


l'uomo comportandosi spesso impunemente rispetto al proprio ambiente crea spesso danni irreparabili,accorgendosi solo dopo tempo della gravità delle sue azioni,in materia di inquinamento,degrado e incuria,mancata legislazione ed inadempimento di essa,abusivismo edilizio,deturpamento degli ecosistemi ,sfruttamento delle risorse non rinnovabili etc. La Land Art è il mezzo attraverso il quale l'uomo e la natura possono comunicare.Modifica

Indice

  • 5 Concettualità
  • 7Conclusioni e soluzioni


L’unico mezzo con cui possiamo preservare la natura è la cultura” (Wendell Berry)

Il rapporto che lega l’individuo all’ambiente è di primaria importanza, dal momento che la natura fa da sfondo al quadro della nostra esistenza; infatti, siamo destinati a sbocciare e a decomporci nella sua vasta matrice; ma la nostra ambizione e i nostri talenti, combinandosi, ci inducono a desiderare qualcosa di più della semplice sopravvivenza: aspiriamo a lasciare un segno, a inscrivere le nostre osservazioni e i nostri gesti nel paesaggio, nel tentativo di interpretare e superare lo spazio in cui viviamo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Land_Art

...........................................................................

land artForma d’arte contemporanea, nota anche come earth art , earth works («arte della terra», «lavori di terra»), sorta intorno al 1967 negli Stati Uniti e caratterizzata dall’abbandono dei mezzi artistici tradizionali per un intervento diretto dell’operatore nella natura e sulla natura. In tale scelta era insito un rifiuto del museo, come luogo dell’opera d’arte, e del mercato artistico: le opere hanno per lo più carattere effimero e restano affidate specialmente alla documentazione fotografica e video, a progetti, schizzi ecc. Gli artisti che hanno individuato nella natura la loro area operativa, infatti, non puntano tanto al risultato quanto al processo e alla realizzazione di un’esperienza esemplare; donde l’affinità che lega questo tipo di ricerca all’arte concettuale e, più in generale, all’arte di comportamento

http://www.treccani.it/enciclopedia/land-art/

.............................................................................

land art‹länd àat› locuz. ingl. [comp. di land«paesaggio, ambiente» e art«arte»], usata in ital. come s. f. – Forma d’arte d’avanguardia sviluppatasi verso la fine degli anni Sessanta negli Stati Uniti e in Europa per opera di artisti che, in polemica con gli eccessi dell’industrializzazione e dell’urbanesimo, individuano la propria area operativa nella natura, creando alterazioni nel paesaggio con interventi diretti su campi, prati, fiumi, laghi, spiagge e sim.

http://www.treccani.it/vocabolario/land-art/

.....................................................


[1]

[http://it.wikipedia.org/wiki/Land_Art#Collegamenti_esterni Sono, infatti, da riconoscere le affinità tra la Land Art e la Conceptual Art, dove l’indagine del linguaggio investe contemporaneamente sia gli aspetti più propriamente linguistici dell’arte, che quelli relativi al suo contesto culturale e fisico; entrambi gli ambiti, nonostante i diversi esiti finali, partono dallo stesso movente: allargare a dismisura il campo d’azione possibile dell’arte fino a farlo coincidere con tutta la realtà, sia fisica che mentale. L’elemento unificante è dunque l’interesse per il processo creativo: nell’agire sul territorio è implicita l’idea dell’insufficienza dell’opera tradizionalmente intesa ed è posto l’accento sull’aspetto ideale e concettuale dell’operazione, che mette in gioco l’eterno rapporto tra uomo e mondo. -Ciò di cui si occupa l’arte- dice Robert Morris -è qualcosa di mutevole, che non ha bisogno di arrivare in un punto che sia definitivo rispetto al tempo e allo spazio. L’idea che il lavoro sia un processo irreversibile che si conclude con uno statico oggetto-icona, ormai è superata-. La dimensione del sublime naturale, nella quale gli artisti intervengono, si oppone radicalmente all'artificialità e alla fredda e geometrica monumentalità delle metropoli, rappresentando l’altro volto dell’identità americana. In questo senso la Land Art si contrappone alla Pop Art e alla Minimal Art, anche se è da ammettere l'influenza di quest'ultima, con valenze però differenti, connesse solo alla specifica natura dei materiali, come terra, rocce, ghiaia, sabbia, catrame, ecc., che determinano la realizzazione di forme geometriche primarie scavate, tracciate, costruite attraverso accumulazioni nell’ambiente. I land-artisti utilizzano lo spazio e gli elementi naturali come materiali specifici dell'opera, attraverso interventi su grande scala. I progetti realizzati sono fondamentalmente scultorei, in quanto creazioni tridimensionali, e/o sono basati sulla performance, in quanto orientati verso un processo, un luogo e un tempo. Infatti, il fine di tali opere è di documentare il modo in cui il tempo e le forze naturali mutano gli oggetti e i gesti: esse esprimono un atteggiamento che è al contempo critico e nostalgico, alternano aggressività e senso di protezione nei confronti del paesaggio. Agire in luoghi solitari, non toccati o abbandonati, porta l’uomo alla comprensione della sua limitatezza di fronte al cosmo. Il grande impiego di energie umane e mezzi meccanici risulta alla fine ben poca cosa di fronte alla forza primordiale e ai tempi lunghissimi della natura: le forme geometriche primarie sono segni destinati prima o poi ad essere riassorbiti dai processi naturali e il progressivo degrado delle opere e la quasi inaccessibilità dei luoghi fa sì che queste risultino inamovibili e, con il passare del tempo, praticamente invisibili. Infatti, il nostro rapporto con la terra è complesso: anche se sfruttiamo e aggrediamo la natura per strapparle ciò che è necessario alla nostra sopravvivenza, siamo tuttavia consapevoli della sua trascendente imperturbabilità, del suo terrificante e incontrollabile potere. Con questo progetto contro culturale, volto a smantellare l’autorità sociopolitica esistente, l’artista, spesso personaggio di rilievo, patrocinato dalle gallerie, sostenuto da mecenati, con pieno accesso alle risorse dell’arte contemporanea, lasciando gli spazi espositivi, si sottrae alle regole del mercato, imponendo a quest’ultimo la ricerca di nuovi metodi che tengano conto del mutato statuto dell’opera, intraprendendo quindi un atteggiamento in qualche modo contrario all’autorità e di rottura con la tradizione; scrive Micheal Heizer: -I musei e le collezioni sono stracolmi, i pavimenti stanno per cedere, ma lo spazio reale esiste-. Nonostante ciò il sistema dell’arte possiede la capacità di fagocitare anche ciò che pare agli antipodi delle sue norme e quindi, anche per la Land Art si è trovato il modo di oggettualizzare l’azione dell’artista attraverso la registrazione mediante progetti, grafici, fotografie, filmati, narrazioni e certificati delle opere, collocate permanentemente in luoghi distanti o già distrutte. Tutto ciò crea però una radicale dislocazione del concetto di punto di vista, non più legato alla posizione fisica, ma alla modalità di confronto con l’opera d’arte. Quello che rimane da vedere è esposto solo nelle gallerie o nei musei, proprio quei luoghi da cui gli artisti intendevano prendere le distanze; ci si trova quindi di fronte a lavori che hanno praticamente caratteristiche concettuali. Importante è la scelta di visione delle opere d’arte dal vero. Si sostiene che la vista dall’alto implichi uno sguardo totalizzante e onnicomprensivo e generi la sensazione di osservare qualcosa, mentre quella dal basso suggerisce un’idea di partecipazione e comunità, l’effetto fenomenologico di camminare attraverso lo spazio. La Land Art è considerata il più maschilista dei progetti artistici elaborati dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nelle sue prime manifestazioni, questo genere segna il trionfo del gasolio e della polvere, un regno popolato da uomini rudi, che ritrovano la propria identità lontano dalle comodità dei centri della cultura, scavando buche e facendo esplodere i fianchi dei dirupi, trasformando la terra con una maschile indifferenza verso le modifiche più a lungo termine. In realtà, per le donne, individui abituati a rimanere ai margini, un’incursione al di fuori dei confini del mondo artistico non costituisce una grande forma di emancipazione]

http://it.wikipedia.org/wiki/Land_Art

.................................................................................


A differenza delle avanguardie futuriste, che si scagliano contro il museo con una violenza icastica, i paradigmi dell’arte concettuale ripensano agli spazi museali in funzione della de-materializzazione dell’arte: in conseguenza della sua scomparsa e della sua definizione ad un livello progettuale, anche gli spazi preposti alla sua fruizione tendono necessariamente a perdere valenza e utilità, se non riveduti e corretti. Il progetto, effimero nella sua attuazione, quanto eterno e completo nella sua dimensione concettuale, trova il proprio compimento in uno spazio altrettanto mutevole e dinamico, legato all’istantaneità processuale voluta dall’artista.

http://www.fucinemute.it/2008/08/storia-della-video-arte-vi/

........................................................................................

Tra i seguaci di questa tendenza, che nasce da un atteggiamento rigorosamente anti-formale in antitesi con il figurativismo della pop art, come pure con le fredde geometrie della minimal art, e che, con il richiamo a temi ecologici, vuole contrapporsi al tecnicismo e all’urbanesimo esasperati della società contemporanea, ricordiamo ancora gli statunitensi W. De Mariae R. Smithson, gli inglesi R. Longe B. Flanagan, gli olandesi M. Boezem e J. Dibbets. In Italiaesperienze di l. si sono avute soprattutto in rapporto con l’arte povera.

Si ricordano, come esempi di l., i solchi tracciati in un campo di grano e sulla riva ghiacciata di un fiume, nonché lo scavo profondissimo effettuato nel deserto del Nevada, a opera, rispettivamente, degli statunitensi D. Oppenheime M. Heizer; o anche l’impacchettamento con materiale plastico e corda di diverse migliaia di metri quadri di costa in Australia, a opera di Christo.

http://www.treccani.it/enciclopedia/land-art/

principali artisti della Land Art sono Michael Heizer, Rober Smithson, Walter De Maria, Richard Long, Dennis Oppenheim, James Turrel e Christo, ma anche Robert Morris (nel 1966 progetta un grande anello di terra ricoperto d’erba per un aeroporto, ma solo nel 1971 in Olanda riesce a concretizzare il suo progetto Observatory, una complessa costruzione ad anelli concentrici) è protagonista di operazioni ambientali di notevole rilievo.

Michael Heizer[modifica]Modifica

Micheal Heizer, figlio di un archeologo, interviene, con le sue opere, che si presentano come misteriosi reperti di una civiltà sconosciuta, facendoci così riflettere sul destino della nostra, nella vasta zona desertica del Nevada. Inizia a progettare i suoi lavori nel 1967, anno in cui realizza il suo primo grande scavo cubico, che viene in seguito affiancato da tre uguali, disposti in modo tale da tracciare le direzioni dei quattro punti cardinali. Nello stesso periodo, assume dei motociclisti professionisti perché creino ampi disegni sulla superficie del deserto alla guida delle loro motociclette. Nel 1968 realizza Dissipate, cinque enormi fosse rettangolari, bordate da lastre d'acciaio, disposte secondo uno schema casuale, creato facendo cadere fiammiferi su un pezzo di carta. Nel 1969 realizza Displaced-Replaced Mass, delle fosse rettangolari con le pareti in cemento, in cui vengono collocati dei massi di granito trasportati dalla montagna della High Serra al deserto tramite una gru. Nel 1969-1970 realizza, per l’esposizione alla Dwan Gallery, nonostante in seguito venga donata al Los Angeles Museum of Contemporary Art, Double Negative, il suo intervento più grandioso, due enormi scavi (560 metri di lunghezza, 10 metri di larghezza e 15 metri di profondità) di forma regolare uno di fronte all'altro, ai due lati di uno stretto canyon del Virgin River Mesa, ottenuti servendosi di bulldozer. Si crea così una linea immaginaria larga 13 metri e lunga 457, che attraversa la voragine dopo la rimozione di 244.800 tonnellate di arenaria e riolite.

Robert Smithson[modifica]Modifica

Robert Smithson è affascinato dai grandi processi di trasformazione naturale, dalla fluidità e dal movimento della materia a tutti i livelli, da quello del caos cosmico a quello dei luoghi d’accumulazioni casuali e di raccolta di detriti, come per esempio le cave. Più che dall’ordine naturale e da quello artificiale costruito dall’uomo, è attratto dal degrado progressivo determinato dal generale processo di entropia, cioè la tendenza di tutte le cose verso la disgregazione. Egli crea una stretta relazione tra il territorio esterno e lo spazio espositivo della galleria, attraverso la dialettica tra Sitese Non Sites, che in inglese rimanda ad un gioco di parole tra vista e non vista. Nel 1968 inizia, infatti, a realizzare i Non Sites, dei contenitori di acciaio dipinto o zincato di forma geometrica minimalista, che contengono materiali grezzi, come pietre, ghiaia e sale, prelevati dall'artista da miniere, scavi o cave da lui esplorati, i Sitesappunto. Fanno parte dei Non Sitesanche le mappe e le fotografie che spiegano le origini delle pietre impiegate. Benché i Non Sitessiano costruiti con materiali fisici, essi sono essenzialmente opere d'arte concettuali: nelle esposizioni essi documentano un luogo e il viaggio dell'artista in quel posto, così che gli osservatori dei Non Sitesvengono costantemente rimandati, a causa del sentimento della perdita, della delocazione di una vocazione al ritorno, ai Sitese invitati a visitarli. Nel 1969 durante un viaggio nello Yucatàn in Messico, Smithson installa in vari luoghi i suoi Mirror Displacements, lastre specchianti, disposte in configurazioni regolari nella sabbia, nella terra e tra la vegetazione, in modo da assorbire e riflettere la luce, il cielo e l'atmosfera. Di questa esperienza rimane un reportage con foto e testi scritti dall’artista, pubblicato su Artforum, che ha fatto dell’opera un lavoro concettuale. Nel 1970, presso il Great Salt Lake nello Utah, riesce a portare a termine la Spiral Jetty, il suo più importante intervento, un grande molo a forma di spirale, costruito accumulando con bulldozer e camion più di 6.500 tonnellate di terreno circostante, come terra, rocce e cristalli di sale. Oltre ad essere un simbolo primordiale, evocativo dei primi processi di vita, la spirale fa riferimento a specifici aspetti del lago: ricorda i gorghi nell’acqua, la forma dei cristalli di sale e dei microrganismi, delle chiocciole, delle lumache e l’avvolgersi stesso dei corpi celesti. Come nota Rosalind Kraus il lago salato è anche sede di antiche credenze: i coloni mormoni, in particolare, ritenevano che esso fosse una sorta di mostro senza fondo, con un collegamento con l'oceano attraverso un enorme canale sotterraneo; le sue correnti avrebbero prodotto un gran vortice al centro del lago, dei gorghi privi di una fine; è da tali racconti che Smithson prende le mosse per progettare l’impresa. L’opera consiste in un grande omaggio alla natura e a quest’ultima ritorna: non appena viene terminata, incomincia l’azione dell’acqua salata; anzitutto la superficie laterale della passerella inizia a coprirsi di microrganismi che ne fanno il proprio habitat, poi la concentrazione di sale inizia a salire verso il centro della spirale, rendendo, in tale zona, l’acqua più rossa, poi violacea, per ritornare blu ai bordi. Negli anni la spirale è stata coperta da un innalzamento del livello del lago, che la ha resa sempre più abitata da alghe ed animali, ma soprattutto visibile solo dall’elicottero. Essa consiste in una realizzazione monumentale che testimonia la forza delle tecnologie moderne, ossia le macchine di scavo e di trasporto, ma che appare come un gigantesco monumento primitivo.

Walter De Maria[modifica]Modifica

De Maria nel 1968 a Monaco di Baviera espone un'opera The Land Show: Pure Dirt, Pure Earth, Pure Land, realizzata successivamente nel 1977 in forma permanente a New York, importante non soltanto per la Land Art, ma anche per la Process Art, dove tutto lo spazio espositivo della galleria Heiner Friederich, è riempito da uno spesso strato di terra, 1600 metri cubi, in modo tale da produrre un rovesciamento tra esterno e interno, tra spazio naturale e spazio culturale, e l'opera d'arte corrisponde con la materia fisica primaria per eccellenza. Nello stesso anno, realizza Mile Long Drawing, due linee parallele tracciate con del gesso in polvere lunghe un miglio, dove prevede la costruzione di due muri in cemento mai realizzati, una sorta di corridoio con l’effetto di un inquietante spaesamento. Nel 1977 nel New Mexico, realizza Lighting Field, il più spettacolare lavoro sul territorio, una piana arida rettangolare nella quale sono stati disposti quattrocento pali metallici a punta, in sequenze regolari; aspetti determinanti di questa gigantesca installazione sono il rapporto tra cielo e terra, gli effetti di luce, in particolare durante i temporali, le folgori che si scaricano a terra, attirate dai pali che fungono da parafulmini. La fruizione ottimale dell'opera si ha quando il visitatore si trova nella massima solitudine. -L’isolamento è l’essenza della Land Art-, ha dichiarato l’artista, -Per visitare l’installazione bisogna fare un viaggio in aereo, dormire sul posto e svegliarsi all’alba, quando i primi raggi del sole si riflettono sulle punte dei pali-.

Richard Long[modifica]Modifica

Long non ama essere definito un artista della Land Art, ma, a partire dal 1967, la sua ricerca ha indubbiamente molti aspetti di tale tendenza, anche se diversa è la relazione con i territori naturali. L'artista adotta un atteggiamento che potrebbe essere definito "ecologico", in quanto l'essenza delle sue opere è l'esperienza stessa del camminare, dell'esplorare luoghi in un rapporto solitario e di totale immersione nella natura, non intervenendo mai in maniera aggressiva, senza determinare mai trasformazioni traumatiche. Attraverso uno studio approfondito e appassionato dell'identità geografica, utilizzando esclusivamente materiali trovati sul posto, lascia segni del suo passaggio: lunghe tracce lineari pestando l’erba dei campi e delle radure, gruppi di pietre disposte in fila, in quadrati, in cerchi, o pezzi di legno come reperti archeologici primitivi. Le configurazioni sono di tipo minimalista, ma ogni rigidità geometrica è neutralizzata dal carattere grezzo e naturale dei materiali. Installazioni analoghe a quelle esterne vengono realizzate anche all’interno delle gallerie e dei musei. Tutto questo lavoro viene registrato attraverso una documentazione fotografica e una descrizione letterale del viaggio sempre fatto a piedi.

Dennis Oppenheim[modifica]Modifica

La ricerca di Dennis Oppenheim è caratterizzata da lavori concettuali, performance e ironiche installazioni oggettuali; i suoi interventi nella natura, a differenza di quelli degli altri land-artisti, non hanno valenze monumentali e non sono permanenti. Nel 1968, presso un lago nel Connecticut, scava Time Pocket, una traccia lunga due miglia. Nel 1969, presso il lago Babe a Ithaca, realizza Accumulation Cut, un taglio, con una motosega, della superficie ghiacciata di un torrente che divide due territori, perpendicolare alla cascata.

James Turrell[modifica]Modifica

La ricerca di James Turrell è incentrata sul fascino della luce in sé. Egli ritiene che troppo spesso la luce si percepisca come fonte d’illuminazione delle cose, piuttosto che come portatrice della sua propria rivelazione. In spazi costruiti, egli realizza ambienti utilizzando sia la luce naturale, sia quella artificiale. Turrell però, da molti anni, lavora ad un’immensa opera, presso il Roden Crater, un piccolo vulcano spento sperduto nel deserto dell’Arizona, ancora incompiuta; essa è legata al tema della luce nella sua dimensione naturale assoluta e cosmica: è concepito, infatti, come un osservatorio naturale ottenuto scavando un passaggio che arriva fino al centro del cratere, il quale è stato livellato trasformandosi in un punto ideale per scrutare i fenomeni luminosi e celesti.

Christo e Jeanne-Claude[modifica]Modifica

Nonostante Christo faccia parte del gruppo del Nouveau Réalisme, nei suoi interventi, il concetto d’impacchettamento, con teli e corde, viene traslato su scala ambientale, rendendo il lavoro simile ad un intervento di Land Art. I primi oggetti impacchettati di Christo, ispirati all’opera, degli anni venti, L’enigma di Isidore Ducassedi Man Ray, risalgono al 1958. Poco dopo incontra Jeanne-Claude, che diventa sua moglie, e con la quale inizia una lunga collaborazione artistica: l’impacchettamento di alcuni luoghi, in cui lui si occupa del disegno e lei degli aspetti organizzativi. Per le loro opere si avvalgono della collaborazione di molte persone, mentre per il finanziamento si affidano ai proventi della vendita dei disegni preparatori dei progetti stessi. Realizza impacchettamenti di grandi monumenti urbani, come l’Arco di Trionfo a Parigi, o siti naturali, come la scogliera di Little Bay in Australia e di un gruppo d’isole al largo della Florida.


Bibliografia[modifica]Modifica

- Jeffrey Kastner, introduzione di Brian Wallis, 2004, Land Art e Arte Ambientale, Phaidon Press Limited - Francesco Poli, 2007, Arte Contemporanea: dall’informale alle ricerche attuali, Mondadori Electa - Francesco Poli, 2005, Arte Contemporanea: le ricerche internazionali dalla fine degli anni cinquanta a oggi, Mondadori Electa - Francesco Poli, 2006, La scultura del Novecento, Laterza - Francesco Poli, 2009, Minimalismo, Arte Povera, Arte Concettuale, Laterza

principali artisti della Land Art sono Michael Heizer, Rober Smithson, Walter De Maria, Richard Long, Dennis Oppenheim, James Turrel e Christo, ma anche Robert Morris (nel 1966 progetta un grande anello di terra ricoperto d’erba per un aeroporto, ma solo nel 1971 in Olanda riesce a concretizzare il suo progetto Observatory, una complessa costruzione ad anelli concentrici) è protagonista di operazioni ambientali di notevole rilievo.

http://www.treccani.it/enciclopedia/land-art/

................................................................................

Ci si chiede se davvero questa forma d'arte, che si propone come innovativa, non abbia avuto precedenti nella storia dell'arte. Nel trattare di Land art, Gillo Dorfles osserva:”C'erano già i giardini di sabbia zen, i giardino di muschio e gli stessi Ikebana giapponesi, che facevano di queste attività naturali una forma d'art a sé stante. C'erano i cimiteri svedesi con i loro recinti di ghiaia rastrellata a disegni geometrici. E c'erano le infinite varietà di parchi all'italiana, all'inglese …ma la particolarità della land art è stata quella di un intervento sulla natura e nella natura non a scopo edonistico ed ornamentale, ma per quello che potremmo definire una presa di coscienza dell'intervento dell'uomo su elementi che presentano un ordine naturale e che da tale intervento sono sconvolti e incrinati”.


In tal senso, oggi, che prepotentemente di fronte agli squilibri territoriali che si presentano sempre più spasso ai nostri occhi, il messaggio della land art è attuale, e sta a noi coglierlo e modificare quell'indifferenza verso le trasformazioni territoriali, che in molti angoli del mondo continuano a perpetrarsi, senza regole.

La Land Art costituisce potenzialmente la soluzione a tutti i problemi di natura socio-civile in merito all'eco-sostenibilità e all'eco-compatibilità dell'opera antropica. L'opera di sensibilizzazione che si metterebbe in atto potrebbe partire dalle scuole elementari, inserendo gli esempi di land art come materia intercurriculare tra l'educazione all'immagine e l'ecologia.Oppure attraverso la promozione di concorsi ,mostre ed eventi,in luoghi appositi e verdi, dandogli un ruolo socio-economico attivo e redditizio! In modo che divenga un'attività non solo ricreativa per tutti,ma soprattutto svolga una funzione socialmente utile ad esempio per la riabilitazione psicologica(malati e non), l'attenzione all'ambiente,il rispetto del patrimonio comune,la libera espressione artistica e concettuale,la spazialità come limitless e non per ultimo un rendiconto finanzario che garantista l'autosufficienzaalle attività proposte.

Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.

Inoltre su FANDOM

Wiki casuale