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L'utilizzo delle stesse specie vegetali durante la progettazione di un uno spazio pubblico può generare una uniformità visiva con conseguente serializzazione dei paesaggi verdi. Nella maggiorparte dei casi questa uniformità è data al fatto che si cerca di creare un paesaggio che non necessiterà di un alto livello di manutenzione. Ciò porta all'uso di piante comuni e resistenti, che tolgono ulteriore spazio alla biodiversità floristica.

Nel nostro Paese non essendo radicata una "cultura del giardino", non abbiamo un' ampia visuale delle opportinità e della disponibilità floristica. Inoltre, la cattiva manutenzione che caratterizza spesso i nostri parchi e giardini, porta alla nascita e prolifrazione di piante infestanti, che creano danni; non solo possono deturpare la bellezza di alcuni luoghi, in quanto a volte si tratta di specie dallo scarso o inesistente valore estetico (per es. il rovo), ma anche perchè finiscono per soffocare ed uccidere coltivazioni esistenti. Le specie più a rischio, sono quelle che maggiormente risentono di queste problematiche. Queste hanno bisogno di habitat adatti, di massima cura e tutela. Necessitano di spazi loro dedicati, dove non si trovino in competizione sia con le specie infestanti suddette, sia con un incontrollato uso di specie non autoctone: spesso si finisce per rubare spazio utile alla coltivazione di piante poco comuni proprio per prediligere la bellezza di specie estranee al contesto, che offrono però il pregio di non aver bisogno di troppe cure.Sia le specie autoctone che quelle importate presentano innumerevoli esempi di piante più o meno decorative.Imporatnte è capire in che luogo piantare date specie:punti strategici come i confini di un grande parco urbano (al cui interno si presume già la presenza di specie indigene), che fanno da zona di connessione, necessiterebbero dell'uso di piante autoctone per mantenere sana la biodiversità naturale del luogo. Perciò preferire innanzitutto piante di questo genere anche per mantenere vivo un filo conduttore con l'antico paesaggio rurale (presente prima dell'edificazione cittadina), ma tener presente che più ci si allontana da queste zone cuscinetto, più si può iniziare ad osare con la piantumazione di specie estranee alla natura della zona verde che ci si lascia alle spalle. In molti casi poi,piante straniere hanno iniziato a naturalizzare nei luoghi d'importazione.


Buona soluzione sarebbe variare le specie vegetative utilizzabili, cercando di creare un miglior impatto visivo. Punto importante è capire che questa gamma non deve affatto essere ristretta alle sole specie autoctone o solamente a quelle importate.



Mantenimento naturale del parco, orti urbani, Verde urbano, Verde Urbano 2, Collegamenti tra parchi e verde pubblico, Manutenzione, corridoio ecologico, Rete ecologica, viali alberati.



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Alcuni suggerimenti per una manutenzione migliore
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Non essendo questo articolo la sede adatta per una trattazione esaustiva di tutte le norme tecniche per la manutenzione di parchi e giardini, si riportano di seguito alcuni suggerimenti pratici derivati da una lunga attività manutentiva presso il Settore Verde Pubblico della città di Torino. a) Prati: l’altezza di taglio segue il succedersi delle stagioni secondo una curva che ha un apice nell’estate e due flessi nelle stagioni intermedie. Per specie fini e delicate (Agrostis, Poa) l’altezza normale di taglio è di 2-3 cm, per le specie più rustiche (Festuca, Lolium) l’altezza è di 4-5 cm; in estate, per ridurre l’irraggiamento solare alla base dei cespi e un eccesso di evaporazione, l’altezza di taglio si alza di 1 cm. Spazi inerbiti troppo piccoli sono difficili da mantenere; meglio usare cespugli o ricorrere a inerti, ciottoli colorati, ghiaie e mattonelle. b) Fioriture: preparare aiuole magari in minor numero ma grandi, colorate, ben visibili e allo scopo risponde bene un profilo convesso. Per ridurre i danni da cani e i furti posizionare le aiuole in situazioni poco accessibili a bipedi e quadrupedi: rotonde stradali, spartitraffico, giardini sorvegliati ecc. c) Alberi e cespugli: per le alberature stradali arretrare il primo piantamento di almeno 10-15 m dall’incrocio per non ostacolare la visibilità e non subire danni dalle interferenze con la segnaletica, i semafori, i passaggi pedonali. Così nei mercati e nei parcheggi in alternativa al singolo albero si predispongano isole verdi di maggiore superficie a forma di boschetto, protette in modo efficace dagli urti delle auto e dalle attività mercatali. Nelle superfici inerbite i nuovi piantamenti siano protetti al colletto da collari di plastica traforata a difesa delle macchine operatrici. d) Potature: eseguirle solo se necessarie, a tutta cima con la tecnica del taglio di ritorno. Ricorrere più frequentemente alla potatura verde estiva, valida alternativa a quella invernale. Per le specie fiorifere primaverili si poti dopo la fioritura: Cercis, Prunus, Deutzia, Forsythia, Spiraea primaverile ecc. Per le potature degli alberi è conveniente predisporre un piano di lavoro pluriennale, individuando indici oggettivi che attribuiscano a ogni alberata un punteggio che individui le priorità di intervento. e) Pavimentazioni: l’imperativo categorico è disimpermeabilizzare, per favorire la discesa di aria e acqua nel terreno e per semplificare l’apertura di scavi e trincee nei piazzali alberati per periodiche concimazioni. I percorsi e i piazzali siano a schiena d’asino per evitare ristagni d’acqua; la presenza di scoline laterali permette di consegnare la pioggia in vasche di raccolta, garantendo in ogni caso l’agibilità dei viali. Questo accorgimento discende dai nostri vecchi, osservando come costruivano le carrarecce di campagna e se si vuole ancora da più lontano, dalla Cina, come ricorda Marco Polo ne Il Milione. f) Acqua di irrigazione: le risorse idriche sono un bene che sta diventando sempre più prezioso, raro e costoso, quindi occorre ottimizzarne l’uso. A tal fine si raccolgano l’acqua potabile delle fontanelle e quella piovana in una vasca interrata da cui attingere per irrigare i prati. g) Arredi: sovente essi sono collocati in posizione errata, per cui sono poco utilizzati o procurano ostacolo alla manutenzione. Cartelli, fontanelle, rastrelliere, botole di servizio non si collochino in mezzo ai prati, ma subito ai bordi dei viali per rendere leggibili i cartelli e utilizzabili panche, rastrelliere per biciclette, fontanelle senza calpestare e distruggere i prati.


SISTEMAZIONE DEL VERDE: PER SAPERNE DI PIU'Modifica

Il problema nasce dall'analisi di una situazione attuale, che è quella della sistemazione del verde in una città. Nelle città si tende a fare dei viali di alberi tutti uguali, a disporre le piante nelle aiuole nel modo più elementare, più banale possibile. Ciò accade per disinteresse da parte degli incaricati a progettare questi abbellimenti necessari al ricambio dell'aria nell'ambiente urbano, anche perché si cerca di fare qualcosa senza alterare la situazione basata sulle consuetudini ripetute e senza pensare a migliorarle, perché migliorarle potrebbe portare a discussioni, a perdita di tempo e quindi tutto si svolge col solito « tram tram ». La funzione delle piante nella città potrebbe essere considerata invece sotto un altro aspetto che è quello di dare al cittadino un servizio più gradevole anche psicologicamente, senza che venga a costare più di quello mal fatto. Il lavoro che si fa in questo momento è quindi ciò che si potrebbe definire un pre-progetto, una proposta per migliorare l'aspetto delle città, per favorire la cultura del regno vegetale, per rendere più gradevole il passeggiare in un viale, che non sia fatto tutto di piante uguali. Naturalmente si parla di un ambiente urbano dove la gente sia più civile, più educata, che non strappi i rami, che non vada a lasciare residui organici personali dietro le piante, che non butti le immondizie nei cespugli. Supponiamo quindi di progettare per la civiltà del futuro, augurandoci che questo futuro sia migliore del presente. Definizione del problema: analizzare l'attuale situazione del verde in città e condurre inchieste per sentire come il cittadino vive questa sistemazione. Componenti del problema: il clima dell'ambiente. Le piante che vivono bene in questo clima. Piante a foglie perenni e no. Altezza massima degli alberi, inserimento di cespugli. Gli alberi e l'illuminazione stradale. La caduta delle foglie e la manutenzione. La potatura. Gli spazi disponibili.


PROGETTARE IL VERDEModifica

Decidere di creare un’ area verde o di piantare un albero è un evento importante perché significa creare un patrimonio pubblico e modificare gli spazi; posizionare alberi e zone a verde sono delle azioni significative perché lasciano una chiara impronta sul territorio e ne conferiscono forma, struttura e vincoli al pari dell'edificato. E' una vera e propria azione di urbanistica; vegetale in tal caso. Elementi che guidano la riuscita della progettazione urbanistica vegetale sono: buone idee e buone misure.

Le buone idee sono que ll e che sanno riconoscere i bisogni ed i sogni dei cittadini, da realizzare nelle loro aree verdi. Generalmente le buone idee sono un condensato di bellezza, semplicità ed azioni coinvolte in un meccanismo che funziona. Le buone misure sono l’applicazione dei dettagli esecutivi adeguati, che consentono la presenza dei presupposti alle garanzie di successo e durata nel tempo dei nuovi impianti a verde. Nella progettazione del verde urbano si attribuisce, erroneamente, maggiore considerazione all’applicazione di stili progettuali che alla realizzazione di “buone misure”. Applicare buone misure significa, sostanzialmente, progettare con cognizione dei cicli biologici vegetali di spazio e tempo.Con le piante entra in città il ciclo biologico sovverte le regole di spazio e tempo. Il verde è un elemento vivo, dinamico, che ha esigenze specifiche di spazio e tempo di crescita eformazione ; Il verde è movimento , cambiamento, improvvisazione colori che mutano ed indice di stagionalità. Fatti ed eventi inesistenti nelle strutture statiche dell’architettura. Quali elementi di architettura hanno queste caratteristiche? Il costruito resta ciò che è. E per sempre.Qual'è la forma finale di un albero ? Le piante definiscono le loro forme più stabili nella fase di maturità del loro sviluppo. Quindi, basta alla miniaturizzazione degli spazi urbani destinati agli impianti vegetali ed agli spazi verdi. Ampiezza e semplicità di progettazione del verde sono dei fattori determinanti anche se può significare diradare o svuotare porzioni urbane dall’inutile o superfluo.Buone misure significa dimensionare spazi d’impianto arborei adeguati allo sviluppo vegetativo. In particolare le distanze d’impianto sulla fila, per le alberature, e le distanze dalla strada e dagli edifici ed in particolare lo spazio utile di sviluppo delle radici, vero motore delle piante. La buona conoscenza dei fattori agronomici ci consente, inoltre, di fare importanti realizzazioni di verde “fuori terra”, come il verde pensile che sta avendo molto successo come fattore bioclimatico e di risparmio energetico, oltre che di rinverdimento in senso generale. Nell’impianto vegetale non si possono applicare ricette standard, ma commisurare i materiali al luogo ed applicare fattori agronomici variabili in relazione alla continuità ed alla permanenza nel tempo degli elementi che garantiscono sviluppo e sanità. Per questo bisogna dare importanza al verde esistente, a quello che abbiamo che è un vero patrimonio pubblico, in termini sia di valore immobiliare che di funzioni sociali.

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MANUTENZIONE E GESTIONE DEL VERDEModifica

È importante trovare un legame tra la situazione attuale ed il futuro del patrimonio verde al fine di programmare secondo le necessità di mantenimento e di miglioramento strutturale del verde. Tale obiettivo si concretizza con l'adottare un “Servizio Globale di Gestione del Verde”, che vede impegnato comune, cittadini e una unica ditta per un arco temporale di medio periodo,tre anni circa. Per gli interventi straordinari che si rendono necessari per insorte necessità di carattere di “urgenza” o per “interventi di completamento” ai fini di migliorare i risultati qualitativi di uso del verde ed arredo urbano si dovranno prevedere delle modalità operative di facile accesso. Con lo schema sottostante mettiamo in evidenza le componenti e le relazioni temporali tra le fasi di programmazione del verde urbano.


PIANO DI GESTIONE DEL VERDE URBANO

Stato attuale


• Censimento del verde pubblico.


• Censimento delle aree per nuove realizzazioni come da PRG.


• Censimento della vegetazione, alberi, arbusti, prati per tipologie di zone.

• Individuazione delle aree per le nuove alberature.


• Programma degli interventi fitosanitari e per la stabilità degli alberi.


• Programma di affidamento ai cittadini di spazi verdi in gestione

Valutazione economica


• Programma nuove aree verdi.


• Programma interventi manutentivi ordinari e straordinari.


• Acquisti mezzi tecnici


• Predisposizione del personale.

Gestione ordinaria e straordinaria


• Piani e capitolati annuali di spesa.


• Rapporti operativi: • mensili, • stagionali, • annuali.

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