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Rosanna Conte 17:48, 7 mag 2009 (UTC)Rosanna Conte File:http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Report%5E23%5E37292,00.html


Nella maggiore parte delle realtà urbane si verifica la mancanza di isole verdi e di percorsi ciclabili funzionali


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pista ciclabile immersa nella natura

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pista ciclabile Istanbul

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ferrovia - ciclabile

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pista ciclabile (ex linea ferroviaria)

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pista ciclabile Berlino

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pista ciclabile al lato della strada

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pista ciclabile con doppia protezione


PREMESSA

Nella maggior parte delle zone molto trafficate e caotiche, dove non c'è un ordine della viabilità, sono prive di un'isola verde o isola salvagente (dove i pedoni potrebbero sostare o anche facilitare l'attraversamento pedonale, la larghezza minima di queste isole è di 1,50 m),di percorsi pedonali protetti e di percorsi ciclabili che potrebbero facilitare gli spostamenti in città dei ciclisti.



SIGNIFICATO:

Una pista ciclabile (o percorso ciclabile o ciclopista) è un percorso protetto o comunque riservato alle biciclette, dove il traffico motorizzato è escluso. Lo scopo di tali percorsi è separare il traffico ciclabile da quello motorizzato e da quello pedonale, che hanno velocità diverse, per migliorare la sicurezza stradale e facilitare lo scorrimento dei veicoli. Il codice della strada prevede che i ciclisti utilizzino una pista ciclabile quando disponibile. Talvolta lo stesso percorso deve essere condiviso tra ciclisti e pedoni, e viene detto di conseguenza "ciclo-pedonale".



TIPOLOGIE DI PISTE CICLABILI:
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pista ciclabile urbana

Vi sono differenti tipi di piste ciclabili.Dal punto di vista della collocazione e delle caratteristiche si distingue anzitutto tra:

-percorsi ciclabili urbani

-percorsi ciclabili extraurbani



A LIVELLO DELLE TIPOLOGIE REALIZZATIVE SI POSSONO INVECE INDIVIDUARE:

- Pista ciclabile con percorsi inseriti in aree verdi in cui non è consentito l'accesso ai veicoli a motore. Questo tipo di pista ciclabile ha un uso prevalentemente ricreativo. In molti casi è condivisa tra ciclisti e pedoni.

- Percorsi totalmente segregati: si tratta di percorsi sterrati o asfaltati che corrono paralleli a strade aperte al traffico veicolare, ma separati da cordoli, marciapiedi o guard-rail, in modo da rendere fisicamente impossibile la commistione con il traffico veicolare.

- Percorsi logicamente segregati: si tratta di porzioni di carreggiata riservate al transito delle biciclette, indicate solo da segnaletica orizzontale e talvolta verticale. Le piste ciclabili sono normalmente allocate al margine della sede stradale, e spesso sono realizzate su un solo lato della strada.



IL FONDO STRADALE PUò ESSERE COSTITUITO DA:

- sentiero

- sterrato, spesso livellato tramite posa di ghiaia

- asfalto

- mattonelle autobloccanti.

Nelle realizzazioni in ambito urbano, le mattonelle autobloccanti tendono spesso a dissestarsi, provocando fastidiose vibrazioni per i ciclisti.



In ambito urbano, la realizzazione di piste ciclabili sicure ed efficaci richiede una attenta progettazione. In particolare, devono essere attentamente valutati i seguenti aspetti:

-Intersezioni: la pista ciclabile si trova al margine della strada, quindi è la prima fascia che si incontra provenendo da un accesso carrabile o da una strada laterale. Gli automobilisti possono essere tentati di invadere la pista ciclabile ed allinearsi con il margine della strada, con il rischio di travolgere i ciclisti in arrivo. La linea di stop deve essere chiaramente arretrata, e dove necessario possono essere piazzati degli specchi per migliorare la visibilità.

-Raccordi: l'ingresso e l'uscita dalla pista ciclabile deve essere facile, e se possibile non imporre un rallentamento.

-Qualità del fondo stradale.

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pista ciclabile con crepe

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pista ciclabile con toppa




Queste norme non vengono rispettate e quotidianamente rischiano di essere investiti, i cittadini che si muovono utilizzando la bicicletta. Biciclette da passeggio, da corsa e mountain bike affollano quotidianamente le strade, parchi facendo slalom tra i pedoni e facendo attenzione ai cani randagi, che spesso prendono di mira joggers e ciclisti, mordendo. Uno slalom che deve fare i conti con la manutenzione pubblica: buche,allagamenti,strade deformate,segnaletica non presente,dimensioni delle corsie ciclabili non idonee alle norme, pericolose a chi le percorre.

Così quella passeggiata in bicicletta diventa un percorso ad ostacoli che non si può evitare. Inoltre, in ambito urbano, spesso le piste ciclabili vengono usate impropriamente come parcheggi, o per il transito di motoveicoli impedendo al ciclista di percorrerli. Questo può essere impedito tramite apposite strutture di protezione (ad esempio, paletti), che impediscano fisicamente l'accesso ai mezzi non autorizzati.
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paletti che impediscono l'accesso ai non autorizzati

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auto su un percorso ciclabile

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tir sulla pista ciclabile




Oggi giorno le piste ciclabili hanno assunto un ruolo importante per quanto riguarda la mobilità urbana. Esiste un’analisi del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio di Università degli Studi di Napoli Federico II sulla mobilità dolce, può essere definita come una particolare forma di mobilità sostenibile che nel rispetto del diritto del singolo individuo a spostarsi, consente di migliorare le condizioni di vivibilità incidendo in particolare su:

- inquinamento atmosferico ed acustico;

-la congestione generata dal traffico veicolare urbano;

-la necessità di migliorare i livelli di sicurezza stradale.

La promozione della mobilità pedonale e ciclabile (soft mobility),anche attraverso precise politiche di sostegno e di interventi di riqualificazione dell'ambiente urbano,infatti, scaturisce dalla urgenza di ridurre le emissioni nocive generate dal traffico veicolare urbano. La situazione in Italia si distingue per il ritardo con il quale risponde alla diffusa attenzione verso la promozione della mobilità dolce come stile di vita. Nel report di ricerca sulla "Mobilità sostenibilie in Italia: indagine sulle 50 principali città" (2008)elaborato dal Kyoto club in collaborazione con Euromobility si mette in evidenza sia la disparità interna tra le regioni italiane in tema di promozione e sostegno alla mobilità sostenibile,sia le condizioni di una ancora accentuata dipendenza all'auto ( il tasso di motorizazzione è tra i più alti in Europa: 62 veicoli ogni 100 abitanti)da parte degli italiani anche per spostamenti brevi o legati al tempo libero. Le iniziative si concentrano essenzialmente sulle misure di limitazione del traffico veicolare in città e sulla promozione di iniziative di sensibilizzazione attraverso la promozione delle "Domeniche Ecologiche" o della "Giornata senza auto" durante le quali è possibile da parte della popolazione di riappropriarsi di spazi della città momentaneamente liberati dal traffico veicolare. Non si distinguono allo stato attuale esempi significativi finalizzati alla promozione del traffico lento in maniera permanente se non in quella realtà dove l'uso della bicicletta è legato più ad una tradizione culturale che ad una rinnovata forma di stile di vita urbana. D'altra parte la diffusione degli spostamenti ciclabili è fortemente dipendente dall'assetto orografico che condiziona la realizzazione di percorsi ciclabili facilmente accessibili. Oltre quindi a condizioni che ne limitano la realizzazione, va evidenziato che per quanto concerne la situazione italiana, la promozione di tale modalità di spostamento è affidata all'iniziativa singola sia pubblica che privata, con una prevalenza alla seconda rispetto alla prima. Particolarmente favorita dall'orografia del territorio,la regione Puglia,si distingue nell'ambito del progetto CYRONMED ( Cyclo Ruote Network for the Mediterranean) finanziato con fondi Europei del programma Interreg IIIB Archmed (Arcipelago Mediterraneo). L'obiettivo del progetto, coordinato dall'assessorato trasporti della regione Puglia, è la realizazione di una rete di percorsi ciclabili che mettano in connessione i paesi mediterranei del sud Europa su itinerari di media lunga percorrenza da integrare con i percorsi del progetto europeo EuroVelo e di quello italiano Bicitalia. Anche la Campania è coinvolta nel progetto ma attualmente non dispone ancora di proposte realizzabili. Il recupero delle linee ferroviarie dismesse ai fini della realizzazione di una rete per la mobilità dolce rappresenta uno dei fattori comune a tutte le iniziative europee. La situazione italiana per il momento si limita ad alcuni isolati interventi di recupero di linee ferroviarie dismesse trasformate in piste ciclabili localizzate soprattutto nel nord (Modena-Vigliola;Cortina-Dobbiaco;Rocchette-Asiago)eccezione fatta per la Sicilia dove il collegamento ferroviario Caltagiorne-San Michele di Ganzaria oggi è una pista ciclabile che consente una nuova fruizione del territorio soprattutto per l'utenza turistica. Di particolare interesse è al proposta elaborata dal comune di Palermo nel luglio 2007 nell'ambio del piano strategico per la Mobilità Sostenibile dove le indicazioni relative alla promozione della mobilità dolce in ambito urbano sono riferiti sia ad interventi per la pedonalizzazione di aree urbane del centro storico sia alla realizzazzione di una rete di percorsi ciclabili urbana ed extraurbana.

Le iniziative relative alla costruzione di "reti per la mobilità dolce" non trascurano gli aspetti connessi allo sviluppo di un turismo maggiormente attento agli aspetti ambientali , ma necessitano anche di condizioni del contesto politico e amministrativo propenso alla cooperazione per il raggiungomento di obiettivi comuni per territori amministrativamente differenti tra di loro.


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ANALISI

Bisogna riportare l’attenzione alla sostenibilità della vita urbana con la realizzazione di importanti iniziative per promuovere una mobilità urbana più alla portata di tutti favorendo l’uso del mezzo pubblico, dell’andare a piedi e in bicicletta. Oltre ad una serie di percorsi ciclabili e alla creazione di ampie zone pedonali si è possibile realizzare una serie di strumenti ed iniziative per favorire l’uso della bicicletta e della pedonalità. Fra questi sono realizzabili: le aree pedonali, cioè zone chiuse al traffico riservate all’esclusivo transito dei pedoni ( esempio di una zona adibita al traffico trasformata in una zona pedonale: http://www.vivicentro.org/files/posted_images/user_39_area_pedonale_bocconi_prima_dopo1.jpg), i percorsi a piedi che collegano punti di interesse della città, e gli itinerarî (a loro volta suddivisi in urbani ed extraurbani) che hanno una valenza più turistica e legata al diporto. E' possibile fare un discorso analogo per chi intende muoversi con la bicicletta. La bicicletta è un mezzo di trasporto che inizia ad avere una certa importanza per la mobilità della città: è una forma alternativa di muoversi per la città; è un mezzo pratico, sano, migliore di altri, diverso, individuale.

In molte città ormai è stato promosso l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto abituale, tramite un progetto che prevede la possibilità di noleggiare bicilette a ore o a giorno o a settimana. (http://www.sosfirenze.it/files/images/Siviglia%20-%20Noleggio%20bici%201.JPG) Andare in bicicletta è un modo divertente, economico ed ecologico per muoversi in libertà e sentirsi in forma, per poter andare dappertutto ed è un occasione per riscoprire luoghi, paesaggi e tradizioni.




FINALITà

Le finalità ed i criteri da considerare a livello generale di pianificazione e dettagliato di progettazione, nella definizione di un itinerario ciclabile sono:

a) favorire e promuovere un elevato grado di mobilità ciclistica e pedonale, alternativa all'uso dei veicoli a motore nelle aree urbane e nei collegamenti con il territorio contermine, che si ritiene possa raggiungersi delle località interessate, con preminente riferimento alla mobilità lavorativa, scolastica e turistica;

b) puntare all'attrattività, alla continuità ed alla riconoscibilità dell'itinerario ciclabile, privilegiando i percorsi più brevi, diretti e sicuri secondo i risultati di indagini sull'origine e la destinazione dell'utenza ciclistica;

c) valutare la redditività dell'investimento con riferimento all'utenza reale e potenziale ed in relazione all'obiettivo di ridurre il rischio d'incidentalità ed i livelli di inquinamento atmosferico ed acustico;

d) verificare l'oggettiva fattibilità ed il reale utilizzo degli itinerari ciclabili da parte dell'utenza, secondo le diverse fasce d'età e le diverse esigenze, per le quali è necessario siano verificate ed ottenute favorevoli condizioni anche plano-altimetriche dei percorsi.




OBIETTIVI

Arrivare ad un'ampia rete urbana ed extraurbana con percorsi ben separati dalla strada e protetti (non solo segnalati con la vernice) e larghi come minimo 1,2 metri.
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pista ciclabile segnalata con un colore differente rispetto a quello della strada

Questo è necessario perché spesso i ciclisti non usano le piste ciclabili poiché esse non sembrano sicure. Ampliare, razionalizzare e migliorare la rete di percorsi ciclabili sia di percorsi protetti che segnalati, nonché degli spazî di sosta in tutta la città; Posizionare dei semafori solo per i ciclisti come quelli per i pedoni e una segnaletica visibile a tutti.
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semaforo per i ciclisti

Intervenire con la manutenzione di percorsi ciclabili attualmente esistenti; educare la collettività al rispetto dei suddetti spazi. Inoltre le istituzioni dovrebbero stanziare maggiori fondi per la realizzazione e manutenzione degli stessi percorsi e sensibilizzare all'utilizzo della mobilità ciclistica aiuterebbe la costruzione di una città a misura d'uomo, eliminando così problemi di traffico e aiutando una volta per tutte il ristabilirsi dell'equilibrio naturale dovuto in parte alla mobilità che utilizza combustibili fossili.

Creare dei parheggi per le bici nel centro storico,stazione,supermercati, ecc.. così da invogliare le persone a prendere le bici.
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parcheggio bici

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parcheggio bici Amsterdam

Oltre a questo è possibile realizzare una cintura verde ciclabile che avvolge tutta l’area.

Potenziare il trasporto delle biciclette sui mezzi della metropolitana, autobus e sui treni regionali;
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Importante sarebbe anche promuovere il cicloturismo è una forma di turismo praticata in bicicletta, con le varianti "treno + bici" o con i tour organizzati da agenzie che forniscono supporto logistico e trasporto bagagli. E' una maniera di viaggiare particolarmente economica, che esce fuori dai canoni e dai consueti itinerari del turismo di massa. I cicloturisti sono quasi sempre accomunati da una spiccata sensibilità ambientale, da una grande passione per la bicicletta come mezzo di trasporto e come stile di vita, da una vivace curiosità per i luoghi sconosciuti al grande pubblico e da una grande adattabilità alle situazioni impreviste.

Vi sono associazioni come la ECF (European Cyclists' Federation) che hanno progettato itinerari specifici per gli sportivi intenzionati a intraprendere questo tipo di vacanza. A questo scopo è stata elaborata EuroVelo, una mappa di itinerari ciclistici specifici che attraversano tutta l'Europa , ricchi di cartine geografiche, foto e di testi, gradevoli da leggere e ricchissimi di curiosità, aneddoti e consigli per ulteriori visite sul territorio e poi i consigli per correre in sicurezza ed allenarsi correttamente.Dopo vari incontri e discussioni nell'estate del 1997 esce la prima mappa che fissa, a grandi linee, dodici itinerari.
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Inoltre per tutti gli amanti della tecnologia attraverso un (Ipod Touch,palmare,cellulare,navigatore,ecc..)sarebbe utile poter accedere a tutti questi itinerari a portata di indice!!!


RIFERIMENTI


Un esempio di piste ciclabili in Italia alle quali possiamo fare riferimento sono:

Trentino-Alto Adige

Nonostante sia una regione di montagna, o forse proprio per questo, il Trentino può vantare una tradizionale propensione per la bicicletta. La gente di questa terra ha sempre seguito con grande passione le gesta dei suoi campioni, fin sulla cima dei più famosi valichi alpini; queste mete sono ambite anche da innumerevoli patiti delle due ruote, che confermano che la passione per la bicicletta, oltre al tifo per i propri beniamini, può diventare anche un eccellente passatempo per rimanere in forma. Il mutare delle tecnologie ha ampliato questa passione, portandola fin sui sentieri dei monti e sulle vette, mete frequentate, oramai, anche in mountain bike. Ma non solo di scalatori è fatto il popolo dei ciclisti. La passione per i grandi tour in bicicletta è diventata una interessante alternativa alle tradizionali vacanze e sempre più numerosa è la schiera dei cicloturisti, veri e propri globetrotter, armati di intelligente curiosità verso ciò che è possibile vedere e scoprire solamente con il lento incedere della pedalata di una bicicletta. Con queste prerogative è nato il progetto provinciale di dotare le valli del Trentino di piste ciclabili protette, utilizzabili da tutte le categorie di ciclisti, sia allenati agonisti, che pedalatori della domenica. L'idea di costruire una rete di piste ciclabili, collegate fra loro per quanto possibile, vuole essere l'inizio per una nuova proposta che il Trentino cerca di avviare nel campo del turismo in bicicletta. Come già è avvenuto soprattutto nei Paesi del centro e nord Europa, dove il cicloturismo è a tutti gli effetti una risorsa turistica di rilievo, anche in Trentino la predisposizione di vie di comunicazione alternative a quelle per le automobili apre una possibilità in più per dare spazio ad una nuova forma, almeno per la nostra regione, di turismo ecocompatibile. Un paradiso per gli amanti del cicloturismo. Oltre trecento chilometri di piste ciclabili a disposizione dei cicloturisti, con percorsi in tutte le valli del Trentino, sicuri, ben tenuti e alla portata di tutti. I tracciati sono inoltre dotati in molti punti di bicigrill, wc ed aree di sosta panoramiche. La pista più lunga e più importante è quella che attraversa la Valle dell'Adige partendo da Cadino, al confine con l'Alto Adige, permette di raggiungere le porte del Veneto fino a Borghetto. Sono 82 chilometri con un dislivello di soli 45 metri, mentre in quanto a chilometraggio complessivo la ciclabile della Valsugana risulta la seconda del Trentino con i suoi 47,5 km che da Calceranica portano a Pianello, l’ultimo paese della Valle al confine con Veneto. Queste due ciclabili sono tra l’altro inserite nel percorso internazionale della «Via Claudia Augusta», la via imperiale romana che partiva dal Danubio per concludersi sul mare Adriatico. La più suggestiva è invece la ciclabile della Val di Sole, lunga 34,5 chilometri con un dislivello di 664 metri che da Mostizzolo porta a Cogolo, mentre la più impegnativa è quella delle valli di Fiemme e Fassa, con un dislivello di 545 metri in 24 chilometri, incluso tra Molina di Fiemme e Pozza di Fassa. Le altre ciclabili si trovano in Val Rendena (15 km), Giudicarie Centrali (28,2 km), Giudicarie Inferiori (19 km), Valle del Sarca (19 km), Vallagarina e Alto Garda, da Mori a Torbole (15,5 km) e Valle del Primiero (10,7 km). Un interessante tracciato è la Ciclopista del Sole, che prende il via dal passo del Brennero e raggiunge Napoli, seguendo la dorsale appenninica. Essa passa attraverso le valli alpine giungendo a Bolzano e s'innesta nella pista ciclabile della Valle dell'Adige (www.fiab-onlus.it/cps.htm). E poi, come già detto, ci sono i bicigrill, stazioni di servizio che assicurano ai ciclisti un adeguato ristoro, servizi igienici, spazi ombreggiati per ritemprarsi e per consumare un pasto veloce, riempire le borracce e dissetarsi con una bibita energetica. Vi è anche la possibilità d'acquistare prodotti freschi locali, d'usufruire di servizi, con un minimo d'attrezzatura, per riparazioni d'emergenza. Inoltre si possono comprare pezzi di ricambio, indumenti sportivi nonché cartine e materiale informativo sui tracciati. Attualmente vi sono 2 bicigrill in Trentino. Uno a Novaledo (tra Levico e Borgo Valsugana) ed uno a Nomi (tra Trento e Rovereto). Da provare anche la pista ciclabile della Val Rendena. Si sviluppa per circa 18 chilometri con partenza dal paese di Villa Rendena ed arrivo a Carisolo, dopo Pinzolo, paese posto al bivio tra l'alta Val Rendena e la Val Genova. Il percorso corre lungo il fondovalle, costeggiando il corso del Fiume Sarca - affluente principale del Lago di Garda - e si snoda attraverso i prati ed i 10 paesi della Val Rendena.


Dolomiti

La pista ciclabile delle Dolomiti è un lungo percorso ciclo-pedonale che si snoda fra la provincia di Belluno e quella di Bolzano. Essa ripropone il percorso della ferrovia Calalzo di Cadore-Dobbiaco, dismessa nel tratto Cortina d'Ampezzo-Dobbiaco nel 1961 e nel tratto Calalzo-Cortina nel 1963La pista ciclabile consta (al maggio 2006) di più tronconi: un primo nei comuni di Calalzo di Cadore, Pieve di Cadore e Valle di Cadore è asfaltato, illuminato e terminato; un secondo riprende a Peaio di Vodo di Cadore, passa per Borca di Cadore e termina a San Vito di Cadore, anch'esso terminato. Il tratto San Vito di Cadore-Cortina d'Ampezzo è in fase di costruzione, ma sul tracciato di una antica Strada Regia.

L'ultimo e più lungo tratto riparte a Cortina d'Ampezzo e per arrivare a Dobbiaco, ma scorre lungo un bel sentiero in ghiaino, quindi non ancora asfaltato e neanche illuminato ma piacevole da discendere. Il tracciato segue i bordi dei due parchi naturali (il Parco naturale Dolomiti di Sesto e il Parco naturale Fanes - Sennes e Braies). Quindi il percorso permette viste dirette ai pendii naturali della Val di Landro, e passando accanto al Lago di Landro prima e successivamente al Lago di Dobbiaco.
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Uu esempio di piste ciclabili all'estero alle quali possiamo fare riferimento sono:

Groningen (Olanda), la capitale mondiale delle biciclette

E' possibile visitarla usando i trasporti pubblici. Ben sviluppati e funzionali sono la rete di autobus della città, che si snoda a partire dalle stazioni degli autobus in tutta la zona e dalla stazione ferroviaria. Ma il mezzo per eccellenza è la bici, mezzo per cui Groningen è molto organizzata, esistono infatti le piste ciclabili e la circolazione è molto disciplinata anche tra gli amanti dei due pedali. La cosa più sgradevole è andare in bici sotto la pioggia ma ci si fa l’abitudine, a Groningen non si rimane mai a casa perché piove anzi è un’occasione per imparare a portare la bici con l’ombrello!

Anche un bel video di Report di RAI 3 nel servizio delle Good News (Pedala) realizzato da Giuliano Marrucci, dimostra quanto possa essere utile questo mezzo ecologico. Nel suo racconto lo stesso autore ci rivela di quanto, in occasione di una bella festa a cui avevano partecipato tantissimi olandesi, fosse rimasto esterefatto, quando uscendo, aveva notato che non c’era ne traffico, ne’ parcheggi per le macchine. Merito delle bici, basta pensare che era disponibile un parcheggio di 480 posti, ma in tutto il parco in cui era localizzato il posto di ritrovo erano disponibili posteggi per oltre 2000 unità.

Una città dove quando arrivi in albergo la prima cosa che fanno è darti gratis una bici tutta per te, una città in cui sono stati spesi circa 40 milioni di euro per incentivare l’uso del mezzo a pedale, una città in cui le bici (diecimila) sono più delle auto (7, 8 mila al giorno), una città in cui si applicano coerentemente delle politiche per la mobilità sostenibile con una struttura urbanistica predisposta per il traffico delle due ruote: c'è un semaforo apposta per i ciclisti, parcheggi dovunque, una pista ciclabile su entrambi i lati della careggiata, come in tutte le strade principali. Il risultato di tutto questo è che Groningen con il 60% dei trasporti effettuati con la bici è considerata la capitale mondiale delle biciclette !


Danimarca

La rete di itinerari percorribili con la bicicletta in Danimarca è assolutamente unica. Ci sono più di 10.000 km di piste ciclabili, sicure, collegate fra loro e ben tabellate, grazie alle quali si possono raggiungere anche gli angoli più remoti del paese. La spina dorsale di questa rete è composta da 3.500 km di piste che compongono i dieci itinerari nazionali, che attraversano il paese da nord a sud e da est a ovest. A essi si aggiungono gli itinerari regionali e locali, tutti organizzati in modo da essere agevolmente percorribili dai ciclisti. Andare in bicicletta è un'esperienza per i sensi: senza ostacoli e filtri si può vedere, sentire, odorare la Natura. Le possibilità sono tante: si può esplorare il paese in lungo o in largo seguendo uno degli itinerari nazionali, concentrarsi sugli itinerari di una singola zona ma anche affittare una bicicletta per un solo giorno e pedalare lungo un itinerario locale. In ogni caso sarà un'esperienza incantevole. Parti con la bicicletta e pedalando ti immergerai nella ridente campagna danese lungo piccole strade tortuose scarsamente trafficate, attraverserai i boschi lungo sentieri silenziosi, percorrerai le piste riservate ai ciclisti e scoprirai gli itinerari, assolutamente originali, che ricalcano vecchi tracciati ferroviari.

Specialmente Odense e Copenaghen, sono note per l'esteso sistema di trasporti destinati agli amanti della bicicletta. Circa il 20% dei trasporti avviene tramite due ruote. Odense ha ricevuto il titolo di "città dell'anno per le biciclette" per la vastità della sua rete di piste ciclabili (circa 350 km completamente attrezzate).Copenhagen è stata a lungo la prima della classe per quanto riguarda il trasporto su bicicletta. Ora, altre città vogliono sapere quel è il segreto del suo successo. Per il 36% circa della popolazione, la bicicletta è il mezzo di trasporto preferito per andare al lavoro o a scuola.
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E adesso molti altri paesi guardano alla Danimarca per cercare di migliorare i loro sistemi ciclistici e diminuire la loro dipendenza dalle automobili.


Regno Unito (Gran Bretagna)
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Il National Cycle Network (corrispettivo in inglese di Rete ciclistica nazionale, abbr. NCN) è una rete di piste ciclabili o strade adatte al trasporto in bicicletta o al cicloturismo che coprono gran parte del Regno Unito ed alcune isole della Scozia. I percorsi sono stati scelti per rendere minimo il contatto con il normale traffico stradale, usando ad esempio vecchi percorsi pedonali, ferrovie in disuso, strade minori, argini di corsi d'acqua o strade con poco traffico nei centri abitati. Il National Cycle Network è stato creato dall'organizzazione benefica Sustrans (abbreviazione di Sustainable Transport, trasporto sostenibile), e sovvenzionata dai proventi della Lotteria Nazionale per circa 60 milioni di Euro: l'obiettivo era di creare entro il 2000 una rete di oltre 8000 chilometri e, raggiunto questo obiettivo, di raddoppiare entro il 2005; missione che è stata portata a compimento. La rete ha una segnaletica particolare, il simbolo di una bicicletta bianca su sfondo blu accanto al numero del percorso in bianco in un quadrato rosso.














Mobilità dolce: l'analisi di Anna Rosa La Rocca


Un contributo molto interessante sulla mobilità dolce è quello fornito da Anna Rosa la Rocca dell’Università di Napoli. La mobilità dolce fa riferimento agli spostamenti pedonali, in bicicletta, su pattini a rotelle, con skateboard, con monopattini e rappresenta la principale forma di mobilità sostenibile ad “impatto zero” sull’ambiente. File:Mobilità dolce La Rocca.pdf

Incentivare la mobilità dolce è un dovere degli organi di governo delle città in quanto scaturisce dalla urgenza di ridurre le emissioni nocive generate dal traffico veicolare urbano. Nonostante l’attenzione verso forme di mobilità sostenibili si sia sviluppata già da qualche decennio, è solo di recente che comincia ad affermarsi l’idea di un’offerta di strutture e servizi per la mobilità pedonale e ciclabile in termini di “rete”, anche perché si pensa che l’incremento degli spostamenti pedonali possa generare un aumento anche di altre modalità di spostamento sostenibile, come il maggior utilizzo del trasporto pubblico collettivo.

Molto significativa in materia di mobilità dolce è l’esperienza britannica: alla fine degli anni ’70 l’associazione privata Sustrans ha assunto il ruolo di promotore della mobilità dolce attraverso la riconversione di sentieri, collegamenti ferroviari e stradali in disuso in vie dolci che sul modello delle Greenways americane propongono la fruizione del territorio attraverso percorsi dedicati al traffico lento.

Una menzione a parte va fatta alla città di Parigi che tra le città europee è la più impegnata in una continua attività di riqualificazione degli spazi comuni al fine di renderli maggiormente accessibili a tutte le categorie di utenza permanente e temporanea.img1 img2 img3

Un caso particolarmente felice di mobilità dolce è quello della città di Istambul in cui lo sviluppo e la riqualificazione della città sono stati guidati dalla trasformazione del sistema trasportistico, che ha rappresentato il vero motore della riqualificazione urbana. La pedonalizzazione delle strade, il ridegno dello spazio urbano fanno parte di una strategia politica che punta sulla realizzazione di strade democratiche cioè accessibili e fruibili a tutti.File:Mobilità dolce 2.pdf



Le reti pedonali dedicate: l'analisi di Enrica Papa


Enrica Papa, dell'Università di Napoli, analizza l'opportunità di reti pedonali dedicate. File:138-445-1-PB.pdf

La crescente attenzione alla tutela ambientale e alla sicurezza delle reti stradali ha contribuito a rilanciare il tema della mobilità pedonale, non solo come opportunità per la riqualificazione urbana e la vivibilità dei centri storici, ma come occasione per considerare il camminare come uno dei modi per spostarsi nelle aree ad elevata densità, da integrare nel sistema multimodale del trasporto esistente. In pratica si tratta di attribuire al modo pedonale un ruolo essenziale nel sistema multimodale di trasporto (Litman 1998). http://www.vtpi.org/ In termini operativi questo si traduce nel dare priorità ai pedoni nella pianificazione urbana e dei trasporti e creare una rete pedonale densa e continua connessa al sistema di trasporto pubblico (Prompt 2005). http://prompt.vtt.fi/ La proposta è quella di favorire gli interscambi tra la rete dedicata ai pedoni ed il sistema di trasporto pubblico (attraverso il facile e confortevole accesso pedonale alle fermate e alle stazioni) e parallelamente, viene sottolineata l’importanza di minimizzare il numero e la pericolosità delle intersezioni tra la rete dedicata alle autovetture, dando la priorità generalizzata ai pedoni. Quando si parla di reti pedonali nelle città europee di soliti ci si riferisce a zone a traffico limitato (ZTL) o alla chiusura al traffico in aree urbane centrali a prevalente vocazione turistica, ma esiste una ulteriore tipologia che è quella delle reti pedonali “dedicate” (Subway and Skyway System), le quali costituiscono una interessante applicazione di separazione completa dei flussi pedonali e veicolari. Le reti dedicate sono, infatti, costituite da percorsi sopraelevati (skyway) e sotterranei (subway) lungo i quali i pedoni possono spostarsi con elevati standard di sicurezza. Si tratta di infrastrutture in cui non si eliminano le cause della non facile convivenza tra pedoni e flusso veicolare, ma si eliminano gli effetti negativi semplicemente separando i flussi e limitando le conseguenze negative di una totale separazione, attraverso un buon collegamento con la rete del trasporto pubblico. Da questo quadro emerge un interrogativo sulla validità di questa scelta progettuale: le reti pedonali dedicate restituiscono al modo pedonale un ruolo primario nel sistema multimodale di trasporto, oppure rappresentano la risposta dei privati alla mancanza di politiche pubbliche per la mobilità pedonale?.

Un valido esempio è la costruzione del centro commerciale sotterraneo di Les Halles a Parigi (img1 img2 img3) e la rete pedonale sotterranea di Londra nel nuovo quartiere di Canary Whorf.


Pattern correlati : greenways,viali alberati,sistema dei percorsi,accessibilità al parco, punti di sosta nell'urbano,illuminazione, Inquinamento acustico e la sua trasformazione,Sicurezza della viabilità pedonale

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