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Ecomafia-litalia-fa-un-passo-indietro-L-HG8ZFe.jpg

La mancata attenzione ed educazione al rispetto dell'ambiente determina un progressivo degrado di molte aree verdi.L’Italia presenta fenomeni di ecomafia e di criminalità ambientale gravissimi e il recepimento delle direttive 2008/99 e 2009/123 avrebbe potuto essere l’occasione per porre rimedio alla situazione attuale di norme solo contravvenzionali. [1]


Sempre più aree verdi vengono lasciate incustodite. Queste spesso costituiscono punti di ritrovo per ragazzi e luoghi dove organizzare pic-nic e scampagnate in famiglia. Non tutti però hanno rispetto dell'ambiente, anzi lo inquinano con sporcizia e rifiuti. L'inquinamento è un'alterazione dell'ambiente, di origine antropica o naturale, che produce disagi o danni permanenti per la vita di una zona e che non è in equilibrio con i cicli naturali esistenti. Non esiste una sostanza di per sé inquinante, ma è l'uso di qualsiasi sostanza o un evento che possono essere inquinanti: è inquinamento tutto ciò che è nocivo per la vita o altera in maniera significativa le caratteristiche fisico-chimiche dell'acqua, del suolo o dell'aria, tale da cambiare la struttura e l'abbondanza delle associazioni dei viventi o dei flussi di energia e soprattutto ciò che non viene compensato da una reazione naturale o antropica adeguata che ne annulli gli effetti negativi totali.


La soluzione potrebbe essere quella di coinvolgere sempre più persone, in particolare i giovani, senzibilizzandoli circa questo problema attraverso iniziative da parte dei volontari o di associazioni, organizzando laboratori ed attività, con delle visite guidate.Sarebbe opportuno utilizzare a larga scala le fonti alternative e diminuire drasticamente i rifiuti,incentivare la raccolta differenziata.


Fonti energetiche alternative ; INQUINAMENTO ACUSTICO ; Inquinamento luminoso ; Inquinamento acustico e la sua trasformazione

Tipi di inquinamentoModifica

Esistono molti tipi di inquinamento, suddivisi a seconda del tipo di inquinamento (ad esempio inquinamento dell'aria, acqua, suolo, chimico, acustico, elettromagnetico, luminoso, termico, genetico o nucleare) o della causa dell'inquinamento (ad esempio inquinamento naturale, domestico, architettonico, urbano, agricolo, industriale o biologico). Benché possano esistere cause naturali che possono provocare alterazioni ambientali sfavorevoli alla vita, il termine "inquinamento" si riferisce in genere alle attività antropiche. Generalmente si parla di inquinamento quando l'alterazione ambientale compromette l'ecosistema danneggiando una o più forme di vita. Allo stesso modo si considerano atti di inquinamento quelli commessi dall'uomo,ma non quelli naturali (emissioni gassose naturali, ceneri vulcaniche, aumento della salinità). Quando si parla di sostanze inquinanti solitamente ci si riferisce a prodotti della lavorazione industriale (o dell'agricoltura industriale) è bene ricordare che anche sostanze apparentemente innocue possono compromettere seriamente un ecosistema: per esempio del latte o del sale versati in uno stagno. Inoltre gli inquinanti possono essere sostanze presenti in natura e non frutto dell'azione umana. Infine ciò che è velenoso per una specie può essere vitale per un'altra: le prime forme di vita immisero nell'atmosfera grandi quantità di ossigeno come prodotto di scarto per esse velenoso. Una forte presa di coscienza sui problemi causati dall'inquinamento industriale è avvenuta nel mondo occidentale a partire dagli anni settanta. Già negli anni precedenti tuttavia si erano manifestati i pericoli per la salute legati allo sviluppo industriale. La definizione di inquinamento dipende dal contesto, ovvero dal sistema naturale preso in considerazione e dal tipo di alterazioni introdotte; ecco alcuni esempi: • Lo sviluppo massiccio di alghe e la conseguente eutrofizzazione di laghi e zone costiere è considerata inquinamento quando è alimentata da sostanze nutrienti provenienti da scarichi industriali, agricoli o residenziali. • Sebbene l'ossido d'azoto prodotto dall'industria non sia di per sé dannoso, esso è spesso considerato inquinante, in quanto in quanto in seguito all'azione dell'energia solare viene trasformato in smog. • Le emissioni di biossido di carbonio sono talvolta considerate inquinamento sulla base del fatto che hanno portato a un cambiamento climatico globale, determinato dal fenomeno dell'effetto serra. In ambienti politici di alcuni paesi occidentali (come gli Stati Uniti), si preferisce invece riferirsi al biossido di carbonio con il termine di emissioni.


L'inquinamento a livello locale e globaleModifica

In passato si pensava che solo il primo costituisse un problema. Per esempio, la combustione del carbone produce un fumo,che in concentrazioni sufficienti può essere un pericolo per la salute.La teoria era che quando l'inquinante fosse sufficientemente diluito non potesse causare danni. Negli ultimi decenni ci si è resi conto che alcuni tipi di inquinamento costituiscono un problema globale.


Per esempio l'attività umana, soprattutto i test nucleari, hanno consistentemente alzato il livello di "radiazione di fondo" in tutto il mondo, cosa che può portare a problemi di salute umana.


Si può definire l'inquinamento atmosferico come la presenza nell'atmosfera di sostanze che causano un effetto misurabile sull'essere umano, sugli animali, sulla vegetazione o sui diversi materiali; queste sostanze di solito non sono presenti nella normale composizione dell'aria, oppure lo sono ad un livello di concentrazione inferiore. Sostanze tossiche inquinanti Lamine di piombo di una batteria abbandonata in un parco fluviale.

In tutti i casi di inquinamento possiamo individuare delle sorgenti (i produttori) e dei recettori. Gli effetti sui recettori sono differenti a seconda dei tempi di esposizione, brevi (secondi-minuti), medi (ore-giorni) o lunghi (mesi-anni). Per quanto riguarda la tossicità sull'uomo, uno dei parametri più utilizzati è la cosiddetta DL50, ovvero la dose che uccide il 50% di individui sottoposti a tale dose. Le unità di misura dei DL50 sono milligrammi di sostanza per chilogrammo di peso dell'individuo: si tratta di una misura della tossicità acuta.

Suddivisione del grado di tossicità delle sostanze:Modifica

• scarsamente tossiche (ad esempio l'alcool etilico): DL50 = 10000 mg/kg; • moderatamente tossiche (ad esempio il sale da cucina): DL50 = 4000 mg/kg; • molto tossiche (ad esempio DDT): DL50 = 100 mg/kg; • super tossiche (ad esempio tossina del botulino): DL50 = 0,00001 mg/kg.


Elementi e composti chimici più tossici:

• selenio: dose letale media 5 mg/kg; • cianuro: dose letale media 10 mg/kg; • mercurio: dose letale media 23 mg/kg; • arsenico: dose letale media 45 mg/kg; • bario: dose letale media 250 mg/kg.

Dal punto di vista della tossicità cronica, le sostanze possono essere suddivise in:

• sostanze cancerogene: in grado di provocare il cancro; sono poche le sostanze scientificamente dimostrate essere cancerogene, tra esse ricordiamo fibre di amianto, composti del cromo esavalente, cloruro di vinile, benzo(a)pirene (un tipo di diossina), catrame nel fumo di sigarette, raggi X e raggi UV;

• sostanze teratogene: in grado di provocare malformazione sui feti; tra queste: mercurio metile, composti del piombo, alcool etilico, dietilstilbestrol (DES), talidomide, raggi X;


• sostanze mutagene: in grado di innescare delle mutazioni che possono portare al cancro; tra queste: composti di piombo e mercurio, benzo(a)pirene, gas nervino, raggi X e UV.


Le principali sostanze tossiche che si possono avere nell'atmosfera sono: arsenico, amianto, benzene, cadmio, tetracloruro di carbonio, cromo, diossano, dibromuro e dicloruro di etilene, piombo inorganico nichel, nit

rosoammine, percloroetilene, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), cloruro di vinile, clorofluorocarburi (CFC). Inoltre uno dei maggiori agenti inquinanti presenti nell'aria è il particolato prodotto dalle combustioni, che viene classificato in base al diametro medio delle particelle solide (in micron).


Rischi per la salute:Modifica

- cancro

- lupus

- disturbi del sistema immunitario

- allergie - asma

Esistono anche delle malattie che hanno preso il nome da celebri casi di inquinamento: per esempio la malattia di Minamata (in seguito ad un disastro ecologico avvenuto nella città giapponese di Minamata), causata da composti del mercurio.


Vegetazione e inquinamentoModifica

Vegetazione ed inquinamento atmosfericoModifica

La vegetazione nelle città può svolgere un ruolo di controllo ambientale : quello di arginare attivamente il problema dell’ inquinamento dell’aria , fungendo da elemento filtrante per polveri e gas e costituendo passivamente un prezioso rilevatore della loro presenza . Diversi studi condotti sugli effetti fitotossici degli inquinanti atmosferici hanno messo in evidenza come le varie specie vegetali reagiscono in maniera differente nei confronti di un certo inquinante. Esse possono presentare una risposta che varia da molto suscettibile (riportando danni anche a seguito di brevi esposizioni e a basse concentrazioni) a notevolmente resistente. Le piante sensibili possono essere utilizzate come strumento di monitoraggio, per calcolare i livelli di inquinamento nell’atmosfera ; esse infatti reagiscono oltre che con l’indebolimento , anche con diversi sintomi che richiedono comunque una complessa interpretazione:variazioni di sviluppo (riduzione asimmetrica ), clorosi (colorazione ai margini o agli apici delle foglie per disturbi a carico della clorofilla), necrosi(morte delle cellule del mesofillo). Le specie resistenti possono, invece, costituire degli elementi attivi nella riduzione degli inquinanti atmosferici in ambiente urbano, in quanto possono essere in grado di eliminarli tramite assorbimento e successiva metabolizzazione. Tale rimozione avviene a livello della superficie delle foglie e nei tessuti vegetali attraverso disattivazione dei gas per assorbimento dei composti tossici , in attivazione dei composti stessi nei tessuti cellulari per precipitazione ed immagazzinamento ed infine per utilizzazione dei composti medesimi , attraverso la metabolizzazione ossidativa delle piante.

Non bisogna trascurare che le condizioni ambientali possono influire sull’assorbimento delle sostanze inquinanti da parte delle piante aumentandone il ritmo di rimozioni o in alcuni casi risaltarne l ‘ azione dannosa. Condizioni di ristagno nell’aria (nebbia) o di siccità possono acutizzare fenomeni di intolleranza per le specie sensibili. In particolare in città come Milano, la scarsa ventilazione e l’elevata umidità dell’aria aggravano i danni provocati dall’inquinamento e in particolare modo da iossidi di zolfo. In queste situazioni si è comunque riscontrata una maggiore funzionalità delle conifere , rispetto alle piante a foglia caduca, nonostante queste ultime siano in grado di rimuovere le sostanze inquinanti accumulate tramite la caduta delle foglie in autunno. Le sempreverdi sono difatti efficaci anche in inverno (quando l’inquinamento è massimo) ed inoltre evitano che le sostanze accumulate dalle foglie vadano a depositarsi nel suolo. Le specie più resistenti possono altresì contribuire in modo attivo all’ intercettazione e successiva filtrazione delle polveri presenti nell’atmosfera.

L’ azione “filtro” è proporzionale al diametro delle particelle e risulta più efficace in foglie poco mobili e con epidermide rugosa. E’ stato inoltre dimostrato che l’ efficacia della rimozione delle polveri risulta maggiore nelle conifere, piuttosto che nelle piante decidue. E’ stata, infatti, registrata una diminuzione delle polveri nell’atmosfera pari al 38%-42% ad opera delle piante sempreverdi e dal 27% al 30% da parte delle specie decidue.

Vegetazione e inquinamento acusticoModifica

Le piante contribuiscono anche a diminuire i rumori. L’ inquinamento acustico può essere attutito da una cortina di piante le cui foglie sono in grado di assorbirlo e non solo di rifletterlo come potrebbe fare un muro o una parte in legno. Fondamentalmente esistono due tipi di onde sonore , in base alle quali andranno scelte le piante più adatte:

-le onde ad alta frequenza provocano rumori acuti che per essere bloccati necessitano foglie piccole molto numerose e vicine l’una all’altra; in luoghi di frequente passaggio o nelle vicinanze di incroci pericolosi , sarà quindi opportuno proteggersi ponendo a lato della strada una parete verde composta da specie come ligustro, piracanta , berberis, cotoneastro, lonicera nitida , oleandro o bosso.

-Le onde a bassa frequenza provocano rumori più profondi, come quello di sottofondo del normale flusso veicolare : per bloccarli , ai lati delle strade trafficate ,sarà quindi preferibile collocare piante dalle foglie spesse e grandi come per esempio agrifoglio , aucuba, lauro, photinia o viburno.

Vegetazione e inquinamento del suoloModifica

Una strada alternativa per la bonifica del suolo inquinato da metalli è costituito dall’utilizzo di piante metallofite e/o agronomiche (fitoestrazione). La fitoestrazione utilizza piante iperaccumulatrici di metalli che operano come pompe ad energia solare e assorbono dal terreno notevoli quantità di metallo trasferendolo nella loro parte aerea ; questa parte della pianta viene poi successivamente incenerita e smaltita.


Le possibilità di successo della fitoestrazione dipendono da numerosi fattori:

- un’ elevata produzione di biomassa dalle piante utilizzate - le modalità di coltivazione

- la capacità di accumulare metalli tossici

- la tolleranza agli stessi metalli da parte della pianta

- la biodisponibilità dei metalli nel suolo; il piombo per esempio è poco biodegradabile (cioè ha solubilità limitata nel suolo ) per tanto è poco disponibile all’assorbimento da parte dei vegetali. La biodisponibilità del metallo può essere aumentata somministrando al terreno alcuni agenti chelanti che favoriscono la solubilità del metallo nel suolo rendendo più facile l’assorbimento da parte delle piante .

Vegetazione e inquinamento elettromagneticoModifica

Recenti studi hanno evidenziato che le coperture a verde abbattono quasi al 100% le onde elettromagnetiche(ripetitori tv, cellulari ecc.).

L’elettrosmog è l’inquinamento elettromagnetico , ovvero quello che viene prodotto dalle apparecchiature elettriche come forni a microonde, stampanti e fotocopiatrice; studi su piante utili in questo senso si stanno diffondendo sempre di più, anche per l’uso delle piante negli uffici. A tal proposito sembra essere particolarmente utile la Tillandsia cyanea, da posizionare vicino agli schermi e alle apparecchiature, in quanto in natura questa pianta cresce in prossimità dei cavi elettrici o degli ambienti con forte carica elettromagnetica.

L'agenzia intergovernativa IARCModifica

(acronimo di International Agency for Research on Cancer), è l'organismo internazionale, che tra i vari compiti svolti, detta le linee guida sulla classificazione del rischio relativo ai tumori di agenti chimici e fisici. Con sede a Lione, la IARC è parte dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), o World Health Organization (WHO) delle Nazioni Unite. La IARC conserva una serie di monografie sui rischi cancerogeni di svariati agenti.

ItaliaModifica

In Italia le Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale si occupano della protezione dell'ambiente. La legislazione è di norma conforme alle direttive europee.

Stati UnitiModifica

L'EPA è l'Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti che dovrebbe stabilire dei livelli di esposizione accettabile ai contaminanti. Una delle indicazioni date è quella sulla cancerogenicità cioè sulla possibilità che una sostanza ha di causare il cancro. I livelli sono: • non cancerogeno • probabile cancerogeno • cancerogeno riconosciuto • cancerogeno sconosciuto. Per molte sostanze si stanno discutendo le relative soglie di esposizione, e in alcuni stati più attenti si sono elaborate liste alternative di sostanze pericolose. Nonostante la legislazione, i livelli di inquinamento negli Stati Uniti rispetto all'Europa sono superiori. Negli Stati Uniti la multa massima per lo scarico di rifiuti tossici è di 25.000 dollari (19.000 €), una cifra che molte grandi industrie possono permettersi di affrontare senza per questo essere costrette a prendere provvedimenti di abbattimento degli inquinanti.


Conseguenze sulla salute umana Modifica

Cancerogeni a basse dosi nell’uomoModifica

Qui si discutono le seguenti affermazioni errate:


1)uomo è molto più resistente alla cancerogenesi rispetto ai roditori


2)A dosi molto basse l’organismo e le “cellule di difesa” inattivano completamente il cancerogeno

L’introduzione della Spettrometria di MassaModifica

L’introduzione della Spettrometria di Massa ha consentito la determinazione quantitativa degli addotti al DNA generati da esposizioni ben inferiori a quelle umane. In pazienti volontari, sono state somministrate per via orale,prima di un intervento chirurgico,basse dosi di cancerogeni marcati con 14 C. I tessuti “chirurgici” esaminati con la Spettrometria di Massa per ricercare addotti al DNA ed è emerso che anche a dosi così basse si formano addotti al DNA in diversi organi e in misura molto più alta rispetto ai roditori.

Stress ,lutto e modificazione dei parametri immunitariModifica

Hans Seyle (1976) per primo utilizzò il concetto di stress in senso moderno,definendolo “una risposta non specifica dell’organismo a ogni richiesta effettuata su di esso”.


In fisica lo stress si concretizza in una misurazione di quanto un corpo possa deformarsi a causa di una forza applicatagli.


Si è soliti distinguere uno stress moderato, variabile, fonte di attivazione positiva delle energie,al quale è stato dato il nome di eustress , e un altro,vissuto con disagio e ritenuto responsabile dello scatenarsi di patologie, definito distress.


Lo stress produce come risposta una reazione specifica che attivava il sistema endocrino,producendo una serie di ormoni secondo uno schema a catena.


- L’ipotalamo secerne l’ormone CRH (che rilascia corticotropina)


- Il CRH stimola l’ipofisi a secernere l’ormone ACTH


- L’ ACTH agisce a sua volta sulle ghiandole surrenali Le ghiandole surrenali ,sotto l’azione dell’ACTH, producono il cortisolo e l’adrenalina,con conseguente fenomenologia tipica dello stress. Mentre l’adrenalina provoca l’aumento dei battiti cardiaci e della pressione arteriosa ,nonché la dilatazione dei vasi sanguigni ,il cortisolo può determinare un abbassamento delle difese immunitarie naturali dell’organismo, astenia e diminuzione dei valori dello zucchero nel sangue. Nello stress negativo distress la reazione si prolunga eccessivamente nel tempo:in questo caso i livelli di cortisolo rimangono elevati ,in grado di provocare squilibri nelle difese dell’organismo, che indebolendosi è più predisposto a contrarre malattie quali:


- Infezioni


- Alterazioni della funzionalità cardiaca


- Tumori

Stress, sistema neuro-immuno–endocrino ed inquinamento urbanoModifica

Gli stimoli in grado di produrre una risposta allo stress sono definiti “stressor” e possono essere di natura diversa:


- stimoli fisici: rumore acuto e cronico,etc.;


- stimoli chimici: inquinamento urbano,etc.;


- stimoli psico-sociali:ambiente socio-culturale in cui si vive,con le sue continue stimolazioni.


L’ importante non è,come comunemente si pensa, evitare lo stress,ma saperlo gestire (la cosiddetta capacità di “coping” o adattamento). Il vero problema sta nel distress,nell’incapacità di adeguarsi alle novità della vita, di affrontare l’elemento stressante.


La risposta ai differenti “stressors ” si realizza attraverso l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi (con aumento dei livelli plasmatici di ACTH, GH e prolattina), del sistema catecolaminergico modullosurrenale (con aumento di adrenalina e noradrenalina),neurovegetativo e del SNC. Varie aree del SNC mediano l’attivazione della corteccia surrenale in seguito a stressor: talamo sensoriale,corteccia sensoriale e transazionale(perireneale , paraippocampale e entorinale),amigdala ed ippocampo, i quali agiscono sull’asse ipotalamo-ipofisi-surrene determinando rilascio di cortisolo. Si verifica in altre parole un movimento neuroendocrino complesso,atto alla difesa biologica e al sostegno energetico dell’organismo(reazione di attacco - fuga).


Il rumore (srtessor fisico)rappresenta l’inquinante più diffuso negli ambienti di lavoro e negli ambienti di vita. Ai livelli di inquinamento urbano ,la risposta è influenzata da caratteristiche del soggetto. L’allontanamento dello stimolo è rapidamente seguito da una disattivazione comportamentale e biologica con recupero dell’omeostasi dell’organismo. Il recupero dell’omeostasi,tuttavia ,diviene gradualmente più difficile quando lo stimolo viene applicato in maniera cronica.


L’esposizione ad inquinanti ambientali aerodispersi (stressor chimici),determina effetti molteplici,tra cui patologie respiratorie ,in particolare allergie ,cardiovascolari e neoplastiche che sono in crescita esponenziale con l’aumento dell’industrializzazione,dei fumi di riscaldamento e del traffico. L’inquinamento atmosferico rappresenta anche una concreta fonte di potenziali effetti a lungo termine,in particolare allergie e neoplasie. Gli inquinanti atmosferici principalmente in gioco sono costituiti da composti allo stato di:


- GAS:CO, SO2 ,NOX,O3 ,F , CL ,idrocarburi alifatici ed aromatici, aldeidi;


- MATERIALE PARTICOLATO: prevalentemente polveri di tipo minerale e carbonioso( queste ultime spesso con tracce di IPA in forma solida) ma anche metalli aerodispersi ( Pb ,Cr ,Ni, etc.).


Il benzene viene ossidato a benzene-epossido, dalle mono-ossigenasi microsomiali epatiche e poi trasformato in derivati idrossilati quali il fenolo, il catecolo e il chinolo (o idroquinone). E’ stata segnalata attività iperprolattinemizzante del benzene riconducibile a due meccanismi d’azione:inibizione della dopamina-beta-idrossilasi ad opera dei metaboliti del benzene; condensazione della dopamina con grupppi reattivi carbonilici di alcuni alfa-cheto-acidi degli stessi metaboliti del benzene con conseguente perdita della funzione di neurotrasmettitore che le compete.


L’esposizione cronica a toluene e benzene determina nell’animale da esperimento un aumento delle concentrazioni plasmatiche di ACTH,cortisolo. Lo stesso meccanismo d’azione del benzene che determina aumento delle concentrazioni plasmatiche di ACTH,cortisolo. Lo stesso meccanismo d’azione del benzene si verifica per esposizione cronica ai suoi omologhi superiori quali: p-xilene,toluene,etilbenzene e stirene.


Lo stirene è presente in grosse concentrazioni come inquinante aereo. Alcuni autori hanno studiato l’effetto dell’esposizione a stirene sui livelli circolanti di prolattina, trovando nel 30% di un gruppo di lavoratori esposti livelli di prolattina superiori ai limiti normali, contro il 7% di soggetti non esposti (Bergamaschi E et Al 1997).


La TCDD (tetraclorodibenzo-p-diossina)è un idrocarburo aromatico alogenato facente parte della classe delle diossine. Le fonti di emissione di queste sostanze sono rappresentate soprattutto dagli inceneritori dei rifiuti solidi urbani ma anche dalla combustione di benzina o nafta contenenti additivi organo clorurati.


Gli estrogeni ambientali (xeno-estrogeni)sono un gruppo di sostanze chimiche (tra cui per es.:fenolo Bisfenolo A, l’ Ocitilfenolo, il 4-ter-ocitilfenolo)che si trovano come contaminanti ambientali ubiquitari e che mimano l’azione degli estrogeni.


Il fenolo usato estensivamente nell’industria (produzione di coloranti,di plastiche), è stato identificato nei gas di scarico degli autoveicoli. Bisfenolo A, l’ Ocitilfenolo, il 4-ter-ocitilfenolo fanno parte di questa famiglia di contaminanti ambientali e le cellule lattotrope dell’adenoipofisi sono altamente responsive agli estrogeni. La loro tossicità è provata in diversi studi che documentano delle importanti interferenze non solo con la produzione di prolattina, ma anche dell’ LH,FSH e del testosterone. Inoltre sono cancerogeni e teratogeni per molti tessuti dell’organismo,compresa l’adenoipofisi.


L’esposizione ad ozono (inquiante secondario) e al metil-bromide determina un aumento delle concentrazioni plasmatiche di prolattina per aumento delle concentrazioni di TRH.

L’anidride solforosa ,derivante dalla combustione di gasolio, sui livelli plasmatici dell’insulina: è stata evidenziata una significativa riduzione dose-dipendente.


Il monossido di carbonio è presente in oltre il 90% delle emissioni di motori a benzina. Lo studio degli effetti di un’ intossicazione da monossido di carbonio nei topi ha evidenziato un’iperglicemia correlata ad una depressione dell’insulina.


L’esposizione a piombo ha effetti sulla funzione ipotalamo-ipofisiaria noti. Il piombo è parte di un numeroso gruppo di tossici che interferiscono nelle regolazione dopaminergica inibitoria che l’ipotalamo esercita sulla secrezione della prolattina,provocandone un incremento dei livelli circolanti. Alcuni studiosi (Sadaruddin A. et al)hanno messo in evidenza gli effetti dell’esposizione cronica orale a piombo nei topi: l’aumento di glucosio piombo-indotto, sembra essere dose-correlato e dovuto all’azione tossica del piombo sul pancreas che conduce ad una diminuzione del rilascio d’insulina. Causa provata di immunosoppressione.


Il manganese presente nell’aria presenta una deplezione di dopamina a livello della popolazione tubero-infundibolare dopaminergica (TIDA) e aumento della prolattina.


Il cadmio è un metallo pesante assorbito dalle polveri di particolato atmosferico insieme ad altri composti organici. Lo studio degli effetti sui topi esposti al Cd ha evidenziato una riduzione dei livelli sierici d’insulina dovuta ad un’azione tossica diretta del Cd sul pancreas.


Gli idrocarburi policiclici aromatici sono microinquinanti essenzialmente emessi dai motori delle auto. Essi hanno un ruolo importante nella determinazione di una riduzione delle componenti del sistema immunitario ed in particolare delle immuno-globuline. Essi sembrano esplicare la loro attività immunosoppressiva alterando la maturazione o la funzione delle cellule B, ma non è escluso un difetto di regolazione delle cellule T,come contributo alla soppressione dell’immunità umorale. Gli effetti immunotossici da PAHs potrebbero essere potenziati dall’inflazione cronica di SO2, CO prodotte durante i processi di combustione dei prodotti carboniosi. Incrementati livelli di particolato atmosferico ,aumentando C3c e neopterina( usata come parametro nella valutazione di meccanismi di difesa cellulare) e la riduzione delle IgG. Uno studio condotto (Diaz-Sanchez D. et al.,1999)su soggetti volontari non fumatori con anamnesi positiva per patologie allergiche, ha messo in evidenza le modificazioni immunologiche in seguito a stimolazione con antigeni di origine vegetale e con DEPs( diesel exhaust particles). Entrambi i tipi di stimolazione hanno portato ad un incremento delle IgE specifiche in tutti i soggetti, invece soltanto i DEPs hanno provocato un aumento significativo delle IgG4. Da cui si riconosce un rapporto tra sistema neuro-immuno-endocrino e l’insorgenza del tumore.

Cancerogeni ed inquinamento urbano Modifica

L’inquinamento urbano è responsabile del 4% dei tumori dell’uomo, e del 5-10% dei tumori dell’apparato respiratorio. Per lo più si tratta di patologie ad eziologia multifattoriale, in cui sarebbero chiamati in causa fattori genetici, ambientali e lavorativi. I cancerogeni vengono distinti in due categorie:

- Genotossici :composti che agiscono a livello dei geni inducendo nello stadio della iniziazione,un’alterazione, ereditabile, in genere irreversibile ,nel materiale genetico;tra questi, i cancerogeni diretti invece, per poter interagire con il DNA e con gli altri bio-polimeri senza preventiva azione enzimatica. I cancerogeni indiretti invece, per poter interagire con il DNA, necessitano di un attivazione metabolica a livello del sistema microsomiale per azione di enzimi;

- Non genotossici (epigenetici): composti che non agiscono direttamente sul genoma cellulare.

Sono considerati primari gli inquinanti che si trovano nell’atmosfera con la stessa cmposizione con cui sono stati emessi ed intervengono direttamente sulla salute. I principali sono: particolati ,monossido di carbonio, piombo ,idrocarburi, monossido di azoto, biossido di zolfo.


Vengono, invece, detti secondari(particolato modificato, biossido di azoto e ozono)quelli che derivano da reazioni chimiche o fisiche,attivate o meno dall’energia solare, tra due o più contaminanti primari o tra un contaminante primario con naturali componenti del’atmosfera.


Le differenze di mortalità per cancro polmonare tra aree urbane e aree rurali, il che ha suggerito l’esistenza di un generico “fattore urbano” responsabile di un maggiore rischio in ambiente urbano. Anche per neoplasie diverse da quella polmonare i tassi sono più elevati nelle aree urbane, anche se in misura minore.


La relazione tra agenti inquinanti presenti nell’aria urbana in mescolanze variabili ed effetti sulla salute sono:


- Effetti respiratori acuti


- Effetti respiratori cronici


- Non neoplastici


- Neoplastici


- Effetti non respiratori


Più di 2800 composti sono stati sono stati identificati nell’aria urbana e di questi solo 300 sono stati esaminati. Il particolato urbano,derivante in gran parte dalle emissioni di autoveicoli, in particolare dai motori diesel,è composto da particelle di piccole dimensioni le quali possono assorbire diverse sostanze chimiche e fungere da nuclei di condensazione del vapor acqueo nel quale possono disciogliersi sostanze allo stato gassoso(SO2, acidi, ed alcuni metalli).

I PCB inducono l’attivazione del proto-oncogene c-fos nelle cellule miogeniche L6Modifica

I bifenili policlorurati (PCB) sono contaminanti ubiquitari e persistenti. I policlorobifenili (PCB)sono una famiglia di composti chimici di sintesi,utilizzati per decenni in numerose applicazioni industriali per le loro eccellenti proprietà ignifughe, lubrificanti ed isolanti elettriche. La loro produzione industriale è stata interrotta nel 1977, a causa dell’accertata tossicità per l’uomo. Oltre ad interferire con i meccanismi di segnalazione ormonale (“endocrine disruptors”)e a presentare importanti effetti biologici su diversi organi e apparati, i PCB sono considerati probabili cancerogeni per l’uomo. L’alta lipofilia che li caratterizza spiega la tendenza ad accumularsi nei tessuti ad alto contenuto lipidico come il tessuto adiposo ed il sistema nervoso, e nei liquidi corporei come il seno e il latte materno. Da questi distretti i PCB sono continuamente rilasciati mantenendo la concezione ematica di questi contaminanti elevata anche dopo molti anni dall’esposizione. I PCB possono attraversare la placenta e raggiungere il feto che si dimostra particolarmente suscettibile all’effetto di questi composti chimici. Diversi studi evidenziano la capacità dei PCB di indurre l’attivazione di proto-oncogeni. Scopo della ricerca è stato quello di indagare se gli effetti biologici di inibizione del differenziamento muscolare esercitati dai PCB siano correlati all’induzione di proto-oncogeni.

Condizioni:non vengono consumate ne’ esaurite da un organismo e rese indisponibili per gli altri che influenzano la velocità dei processi funzionali. Gli inquinanti sono un fattore ecologico che può essere risorsa o condizione. Ogni organismo presenta nei confronti di ciascun fattore ecologico un ambito di tolleranza entro il quale può svolgere funzioni vitali proprie. Il fattore ecologico in eccesso può diventare fattore limitante, generando una curva di risposta tipica in cui ,in tracce sono necessarie all’accrescimento, in dosi elevate non consentono neppure la sopravvivenza.


Bibliografia riferimenti Cancerogeni a basse dosi nell’uomo di Romano Zito,Istituto Regina Elena di Roma ,commissione consultiva tossicologica nazionale, tratto da: supplemento ordinario di cui al periodico “ Sanità e sicurezza” ,Rif. Tomo n.1 1Edizione:Novembre/Dicembre anno 2001

Stress ,lutto e modificazione dei parametri immunitari dei prof.ri Vincenzo Mastronardi ,Vincenzo Adinolfi, tratto da: supplemento ordinario di cui al periodico “ Sanità e sicurezza” ,Rif. Tomo n.1 1 Edizione: Novembre / Dicembre anno 2001

Cancerogeni ed inquinamento urbano di Perrone P., Ciarrocca M., Del Grosso S., Sansone A., Università degli studi di Roma La Sapienza , tratto da: supplemento ordinario di cui al periodico “ Sanità e sicurezza” ,Rif. Tomo n.1 1 Edizione: Novembre / Dicembre anno 2001

I PCB inducono l’attivazione del proto-oncogene c-fos nelle cellule miogeniche L6 di A.Cannavò P. Ceci,F.Tomei , F.Naro, S.Adamo, Università degli studi di Roma La Sapienza , tratto da: supplemento ordinario di cui al periodico “ Sanità e sicurezza” ,Rif. Tomo n.1 1 Edizione: Novembre / Dicembre anno 2001


Sitografia riferimenti:

http://http://it.paperblog.com/ ; http://www.legambiente.it/ ; http://www.greenpeace.org/italy/it/

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