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L'inquinamento acustico
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E' un altro dei cosiddetti sotto-prodotti dellla frenesia moderna la quale, agendo oramai come una droga su tutti noi, ci condiziona a tal punto che oramai ci siamo completamente dimenticati che non più tardi di mezzo secolo fa la maggior parte della gente viveva in campagna ed il silenzio regnava incostrastato per la maggior parte se non per tutte le ore notturne. Aerei che sfrecciano nel cielo, le sirene delle ambulanze, i clacson e i martelli pneumatici, lo scoppio dei petardi, il passaggio di motociclette, treni, metropolitane, mezzi pesanti e auto in velocità.



Che cos'è l'inquinamento acustico? Modifica

L'inquinamento acustico è causato da un'eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata intensità, questo può avvenire in città e in ambienti naturali.La legge n. 447/1995 art. 2(...legge che stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico,ai sensi e per gli effetti dell'articolo 117 della Costituzione)fornisce la definizione di inquinamento acustico: “l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi”.Si definisce rumore qualunque vibrazione sonora che provochi sull'uomo effetti disturbanti o dannosi per il fisico o per la psiche, interferendo negativamente sul benessere, sulla salute e sulle diverse attività umane e ll'orecchio interno ed essere quindi causa di una parziale o totale perdita dell'udito. La prolungata esposizione a rumori molesti può, inoltre, provocare astenia, cefalee, disturbi al sistema nervoso, stress, disturbi gastrici, depressione, alterazioni del ritmo cardiaco e della pressione arteriosa. Il problema dei suoni elevati è un fatto risaputo fin dall'antichità, quando alcune civiltà allontanavano le professioni particolarmente rumorose dalla città.


L'orecchio umano
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L’orecchio è l’organo che ci permette d’udire i suoni, e con il quale ci mettiamo in contatto con il mondo che ci circonda. Nell’orecchio si distinguono tre parti: l’orecchio esterno, l’orecchio medio, l’orecchio interno. L’orecchio esterno è composto dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo. Il padiglione è sostenuto da uno scheletro cartilagineo e presenta dei solchi e dei rilievi, che servono a farci individuare la provenienza dei suoni. In oltre il padiglione, funziona anche come una specie d'imbuto per i suoni. Al padiglione segue il condotto uditivo e, chiuso in fondo da una membrana sottilissima, il timpano.

-Curiosità : Differenza fra orecchio umano e orecchio animale

Negli invertebrati raramente si possono individuare organi a sicura funzione uditiva. Solo in alcuni insetti sono stati individuati particolari organi timpanici o peli sensibili alle onde di vibrazione dell’aria. Nei vertebrati gli organi uditivi sono sempre stati associati e sono localizzati nell’orecchio interno, parte fondamentale presente (sia pure come strutture più o meno ridotte) in tutte le classi e distinguibile in una porzione sacolare che raccoglie i sonori e una porzione otricolare che raccoglie anche gli stimoli statici di equilibrio e movimento (più precisamente con i canali semicircolari). Man mano che dai mammiferi, attraverso gli uccelli, i rettili e gli anfibi si passa ai pesci e quindi ai ciclostomi, le strutture dell’orecchio vanno sempre più semplificandosi.


Reazioni al rumore
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Entro certi livelli di frequenza, la percezione dei suoni come rumori molesti dipende spesso da valutazioni soggettive. Esistono, comunque, suoni che una larga maggioranza di persone avverte come sgradevoli e quindi vengono associati a fastidio, disturbo o disagio. Sono state condotte ricerche per definire con precisione il rapporto esistente tra l'esposizione a determinati rumori di intensità nota e provenienti da sorgenti note (dose di rumore), e la sensazione di irritazione o disagio avvertita da un gruppo di individui esposti a tali rumori. Perlopiù sono state ottenute valutazioni fondate su considerazioni di tipo quantitativo, ovvero si è cercato di rilevare da quanti individui, in percentuale, un dato rumore venga avvertito come elemento di disturbo. Al di là delle reazioni soggettive, per quanto riguarda suoni particolarmente alti e intensi il giudizio è stato praticamente unanime: il rumore è stato percepito come molesto. In altri casi il giudizio negativo è stato influenzato da fattori quali la durata dell'esposizione al rumore o il momento, nell'arco delle 24 ore, in cui il rumore è stato prodotto. Disturbi del sonno: Un'elevata percentuale di individui soffre d'insonnia o di altri disturbi del sonno provocati da varie cause e legati a fattori quali l'età, lo stile di vita, lo stato di salute o altro. Anche i rumori molesti possono costituire, in questo caso, un elemento di disturbo. La qualità del sonno può essere condizionata dal livello del rumore di fondo ambientale, dal grado di assuefazione ai rumori, dalla posizione della camera da letto rispetto alla sorgente del rumore, dall'ora della notte in cui il rumore viene prodotto e dalla natura del rumore stesso.


Le fonti del rumoreModifica

L'inquinamento acustico è prodotto principalmente dai mezzi di trasporto, dagli impianti industriali e commerciali, dai cantieri e dalle infrastrutture legate ad alcune attività ricreative (discoteche, stadi ecc.). Il grado di inquinamento acustico dipende anche dal livello di insonorizzazione degli edifici e quindi dalle tecniche di costruzione e di isolamento acustico utilizzate.


-Traffico stradale:
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Il traffico automobilistico è la sorgente di rumore più diffusa nei paesi industrializzati. Secondo i risultati di uno studio condotto per conto dell'Unione Europea, nel 1994 circa 200 milioni di cittadini comunitari (circa il 60% del totale) sono stati esposti a rumori prodotti da traffico stradale di livello superiore a 55 dB Per difendere i cittadini dai rumori del traffico stradale sono stati fissati e imposti limiti di emissione dei rumori per tutti i nuovi autoveicoli messi in commercio. Di anno in anno questi limiti di tollerabilità vengono abbassati, tanto che i rumori emessi dalle auto costruite intorno alla metà degli anni Novanta risultano essere di 8-10 dB più bassi rispetto a quelli emessi dalle auto prodotte negli anni Settanta.


-Ferrovie:
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Tra tutti i tradizionali mezzi di trasporto, il treno è spesso considerato come il più ecologico in assoluto. Da qualche tempo, tuttavia, molti paesi hanno preso atto che ciò non è sempre vero e che anche il traffico ferroviario può avere un alto impatto ambientale. Anche se l'ultima generazione di treni e motrici è stata progettata in modo tale da non risultare più rumorosa dei convogli tradizionali, per rispettare gli standard ambientali imposti per legge, le linee ferroviarie devono tuttora seguire percorsi lontani dai centri abitati ed essere attrezzate con adeguati sistemi di abbattimento dei rumori.


-Traffico aereo:
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L'inquinamento acustico prodotto dai velivoli a motore è cresciuto considerevolmente dopo la seconda guerra mondiale e intorno alla metà degli anni Sessanta ha raggiunto un livello tale da indurre le autorità e i produttori del settore ad ammettere la necessità di sviluppare sistemi di abbattimento dei rumori. Le numerose proteste da parte degli ambientalisti e di vari gruppi di pressione hanno spinto le autorità competenti a emettere normative per il controllo e la limitazione del rumore prodotto dai velivoli. Dai tempi dei primi aviogetti il livello del rumore prodotto dai motori è stato ridotto di circa 20 dB.


-Industria:
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Gran parte dei macchinari utilizzati nei vari settori dell'industria produce rumore. In molti casi i rumori rimangono confinati all'interno di fabbriche e officine, in altri casi, invece, raggiungono le aree abitative circostanti. In passato il problema riguardava solo le zone vicine ai grandi impianti metallurgici o manifatturieri; oggi, tuttavia, le imprese di piccole dimensioni sorgono spesso in mezzo ai centri abitati e disturbano direttamente un gran numero di residenti. Particolarmente rumorose risultano essere, ad esempio, le ventole degli impianti di riscaldamento e condizionamento dell'aria che, installate in posizioni poco idonee, possono generare un notevole inquinamento acustico.


-Cantieri:
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All'interno dei cantieri viene prodotta ogni sorta di rumori molesti, da quelli continui e ininterrotti dei compressori, delle centrifughe o delle ventole, a quelli intermittenti dei martelli pneumatici o delle seghe elettriche. Considerata la natura provvisoria dei cantieri, il livello di tolleranza ammesso per i rumori prodotti in tali circostanze è in genere superiore a quello normalmente consentito per altri tipi di attività e di rumori.


-Vita domestica e attività ricreative: Anche la vita domestica produce rumori molesti. L'inquinamento acustico può essere, infatti, causato da elettrodomestici quali l'impianto stereo e il televisore, così come da alcune attività di bricolage (si consideri, in particolare, l'uso di trapani e tosaerba). Più che di natura tecnica, tuttavia, il problema è comportamentale e la soluzione, dovrebbe essere lasciata all'educazione dei singoli cittadini. Inoltre, negli ultimi decenni, soprattutto nei paesi industrializzati, sono state ideate e realizzate infrastrutture per attività ricreative assai rumorose: poligoni di tiro, discoteche, aree per concerti, piste per motocross o corse automobilistiche, spazi destinati a gare nautiche costituiscono una fonte certa di inquinamento acustico.


-Fonti a bassa frequenza: Una piccola percentuale della popolazione è particolarmente sensibile a certi rumori di bassa frequenza, che in realtà vengono percepiti e non propriamente uditi. A volte la sorgente di questi suoni è completamente ignota e non può essere in nessun modo individuata, mentre in altri casi è posta a distanze notevoli dal "punto di impatto". Una volta identificata la sorgente, è spesso possibile ridurre il rumore molesto abbastanza agevolmente. Tra le fonti più note di questo tipo di suoni si annoverano le caldaie, i bruciatori e le ventole, che possono dare origine a fenomeni di risonanza a bassa frequenza all'interno degli edifici.


Gli effetti nocivi del rumoreModifica

La perdita dell’udito è ancora relativamente discreta e si riferisce soprattutto ai suoni acuti. Essa non impedisce la comprensione della voce umana e pertanto in genere, la malattia non viene riconosciuta dal soggetto, che alle volte, si rifiuta di accettare la realtà e si dimostra soddisfatto di sentire meno i suoni stridenti che riempiono il locale. Il rumore può avere effetti nocivi di diverso tipo. Sul piano uditivo, questi effetti compaiono sotto forma di un semplice fastidio o sotto forma di sordità, parziale o totale. Tramite il nervo uditivo, il rumore agisce ugualmente sull’insieme del sistema nervoso, provocando disturbi che vanno dalla semplice fatica nervosa alla depressione. Agendo sul sistema neurovegetativo il rumore può creare problemi circolatori e all’apparato digerente. Quando un rumore provoca un fastidio uditivo produce: un effetto schermante; la conversazione diventa difficile perché diminuisce l’intelligibilità del messaggio; una perturbazione della localizzazione spaziale; non si riescono più a determinare con precisione i diversi punti da cui provengono i suoni. Sensazioni sgradevoli o talvolta intollerabili: un rumore che fa fisicamente male come lo stridere di un gesso. Una diminuzione dell’acuità uditiva, che può essere mascherate per un certo tempo dall’abitudine. Alcuni operai dicono di trovarsi bene anche in mezzo a un rumore che i visitatori non sopportano. In realtà anche se si sente psicologicamente bene il rumore danneggia il loro corpo, in particolare l’apparato circolatorio. Il rumore diventa nocivo per l’orecchio in qualità di organo dell’udito, al di sopra degli 85-90 db; può già provocare allora lesioni dell’orecchio interno, ma in genere, i disturbi uditivi sono dovuti a rumori di intensità superiore ai 100 db. Dei rumori cittadini sono stati misurati tramite dei sonorimetri ed ecco i risultati: auto da turismo 60-70 db a velocità debole camion pesante 78-90 db motocicletta senza silenziatore 120 db. A questi rumori che ci giungono ad ondate si aggiungono quelli di sottofondo e la somma in una camera con i vetri chiusi raggiunge i 40 db. A questo punto esso non minaccia solo il sistema uditivo ma anche quello nervoso.


Cosa si può fare per evitare l'inquinamento acustico?Modifica

Per ovviare all’inquinamento acustico sono innanzitutto necessari interventi legislativi volti a fissare i parametri da rispettare relativamente alla costruzione delle nuove strutture e a migliorare quelle esistenti. Un esempio è costituito dalla costruzione del manto stradale con materiale poroso fonoassorbente o, ancora meglio, la costruzione di arterie stradali in grado di dirottare dai centri abitati il traffico pesate. Anche la costruzione di piste ciclabili è ritenuto un intervento altamente efficace, come il rivestimento, sempre con materiale fonoassorbente, dei luoghi chiusi che ospitano attività con produzione di suono. L’inquinamento acustico in prossimità delle ferrovie è causato dall’attrito tra le ruote del treno e le rotaie, nonché dai sistemi di trazione e frenamento. alle alte velocità diventa più evidente il rumore dovuto all’attrito del mezzo in corsa con l’aria.

Attualmente molti interventi vengono attuati per ovviare ai problemi su esposti come il miglioramento dei sistemi frenanti o della saldatura delle rotaie. Per quanto riguarda il rumore aerodinamico, si stanno cercando nuove soluzioni, soprattutto in previsione di un aumento nella produzione dei treni ad alta velocità. Anche l’inquinamento acustico dovuto al traffico aereo viene affrontato con una strategia preventiva che prevede la sostituzione degli aerei più obsoleti e rumorosi, la limitazione dei voli notturni e la stesura di mappe del rumore soprattutto in prossimità delle stazioni aeroportuali durante le fasi di atterraggio e decollo degli apparecchi.Se per alcune fonti, come l’esplosione vulcanica, non possiamo farci granché, per altre siamo noi direttamente che possiamo agire. Ad esempio, per quanto riguarda il traffico, una delle principali fonti di rumore dei nostri tempi, c’è la possibilità di costruire delle barriere lungo le strade, le quali a prima vista possono risultare sgradevoli, ma che, è stato dimostrato, sono in grado di abbassare il livello di decibel percepito da chi vive vicino alle strade, e trattiene anche parte dell’inquinamento atmosferico.

Altre soluzioni possono essere quelle di limitare il traffico cittadino, con le targhe alternate o impedendo l’accesso a determinate aree ai non residenti, educare gli studenti delle scuole guida a guidare in maniera meno “rumorosa”, evitando ad esempio lo stridio dei pneumatici o di portare al massimo dei giri il motore in accelerazione. Può essere utile installare un rilevatore di suoni nei luoghi pubblici o negli uffici. Qui gli impiegati, dovendo starci per ore, non possono essere esposti ad alti livelli di rumore, il quale dev’essere ben al di sotto degli 80 decibel. Altre soluzioni possono essere quelle restrittive, come le multe per chi fa troppi rumori; tenere le industrie lontane dalle città; oppure utilizzare alcuni dei mezzi che la tecnologia moderna ci offre, come i silenziatori per i rumori domestici.

Il campo dell’inquinamento acustico è in continua evoluzione perché è da sempre il meno studiato, e per questo ha maggiori potenzialità di crescita. Oggi abbiamo già disponibili alcune soluzioni, ma domani potranno essere molte di più.


La soluzione migliore:Barriere anti-rumoreModifica

-Barriere vegetali anti-rumore,realizzate con materiali riciclabili e piante sempreverdi ed assicurano un isolamento acustico ottimale che migliora la qualità della vita di uomini, animali e piante.

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