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Il municipio è rumoroso e questo può recare danno o disturbo alle persone.


 

Le principali sorgenti di rumore in questo municipio sono:

  • due linee ferroviarie, una ad alta velocità e una ad alta frequenza. L’attuale normativa prevede che le ferrovie debbano seguire percorsi lontani dai centri abitati ed essere attrezzate con adeguati sistemi di abbattimento dei rumori, come per esempio le barriere fonoassorbenti in prossimità delle zone residenziali, ma qui, accanto alle zone residenziali non c’è nessun tipo di barriera;
  • le molteplici linee di autobus;
  • la linea A della metropolitana, che passa ad una certa profondità, ma in alcuni tratti se ne percepisce il passaggio a causa di vibrazioni e rumori.;
  • i mezzi di trasporto propri. Anche se la zona è ben servita dai mezzi pubblici, il loro utilizzo genera costantemente traffico, il quale è identificato come la principale causa di rumore e di inquinamento atmosferico nei paesi industrializzati;
  • i cantieri sparsi per il municipio, tra cui quelli della linea C. Proprio a causa della natura temporanea e provvisoria del cantiere, la normativa è più “morbida” e il livello di tolleranza ammesso è generalmente superiore a quello consentito di norma per altri tipi di attività, ma nel caso della linea C si è di fronte ad un cantiere quasi permanente;
  • il basso isolamento acustico delle abitazioni. Anche l’attività strettamente domestica è causa di una considerevole quantità di rumore: l’uso improprio degli elettrodomestici (televisore e stereo ad alto volume, lavatrici e lavastoviglie lasciate accese di notte, trapano e tosaerba azionati in orari non consentiti) incide in modo rilevante sulla quantità di rumore prodotto da un insediamento abitativo. Inoltre caldaie, bruciatori e ventole, caratterizzate da emissioni sonore prolungate, monocorde e appena percettibili emettono spesso quei suoni a bassa frequenza che generano una sensazione di fastidio continuativa e cronica che può avere effetti negativi non solo a livello fisiologico, ma anche emotivo.


 Per mitigare il suono possono essere effettuati diversi provvedimenti derivanti da:

  • norme di legge dirette a contenere o abbassare le emissioni sonore all’origine (si pensi in questo caso ai provvedimenti presi per la riduzione del rumore prodotto da auto, treni e aerei);
  • progressi nella progettazione che consentono di realizzare strutture per difendersi da eventi sonori disturbanti intervenendo:
    • direttamente alla sorgente, incapsulandola con una struttura fonoisolante o vegetale che impedisca la propagazione parzialmente o interamente;
    • direttamente sul ricettore, aumentando le prestazioni fonoisolanti o applicando una parete vegetale; anche se la riduzione dei livelli di rumorosità è attendibile unicamente all’interno dell’ambiente, impedisce che i rumori domestici si propaghino lungo le strutture e si trasmettano alle residenze vicine.
    • usando schermi acustici, che sono barriere fonoassorbenti o barriere vegetali. In questo caso l’attenuazione del rumore ottenuta è minore rispetto ad agire direttamente sulla
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           sorgente. Allo stesso principio rispondono anche gli asfalti detti appunto fonoassorbenti che sono impiegati nei centri urbani per ridurre le                     emissioni acustiche prodotte dal traffico.
Le barriere artificiali sono formate da pannelli, che possono essere compositi o a lastra sostenuti da una struttura portante, caratterizzate dal poco spazio occupato in larghezza e dalla relativa leggerezza. Mentre le barriere naturali realizzate con argini in terra e filari alberati anche se la larghezza occupata è notevole perché bisogna creare una barriera molto fitta e profonda per essere efficace l’abbattimento acustico, hanno un inserimento più gradevole nel paesaggio.


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Definizione di inquinamento acustico Modifica

L’inquinamento acustico è l’insieme degli effetti negativi prodotti dai rumori presenti nell’ambiente.

Il contesto dell’inquinamento acustico è suddiviso in 4 settori ambientali: ambiente esterno, ambiente di vita, ambiente abitativo e ambiente di lavoro, per ogni settore è possibile individuare 3 elementi ambientali identificabili con le sorgenti, lo spazio di propagazione delle onde sonore e delle vibrazioni meccaniche (campo sonoro) e i recettori. Per ogni settore e per ogni elemento ambientale la Legge n° 447/1995 definisce le grandezze fisiche relative all’inquinamento e al rischio da rumore, le modalità di misura, i valori limite di emissione delle sorgenti, di immissione e di esposizione per le zone e i recettori, gli atti e le azioni di pianificazione territoriale e le specifiche competenze, stabilendo i principali organi di controllo nei Comuni, nelle Province e negli enti preposti all’attività di monitoraggio acustico.

Nell’art.2 definisce l’inquinamento acustico:

“L’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi.”



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Definizione di rumore Modifica

Il rumore viene definito come una somma di oscillazioni irregolari, intermittenti o staticamente casuali, un suono non desiderato e disturbante è una qualsiasi vibrazione sonora che provoca sull’uomo effetti disturbanti o dannosi per il fisico e per la psiche interferendo negativamente sul benessere, sulla salute e sulle diverse attività umane, come il lavoro, lo studio, lo svago, il sonno e la vita di relazione in generale.


 

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Gli effetti dell'inquinamento acustico Modifica

Gli effetti riscontrati sono riportati in una scala che li suddivide in trauma acustico, danno, disturbo e annoyance.

  • Il trauma acustico comporta la perdita di udito in seguito a elevatissime pressioni acustiche prodotte da fenomeni esplosivi che provocano la rottura della membrana timpanica o il danneggiamento della catena degli ossicini.
  • Il danno è rappresentato da ogni alterazione anche parzialmente non reversibile dell’apparato uditivo: simile al trauma, anch’esso comporta una lesione all’orecchio, ma consegue da un’esposizione quotidiana a livelli di rumore superiori a 80 dB per tempi prolungati (da 30 anni). Tale lesione è quasi inavvertibile all’inizio della sua manifestazione ma, se si continua a restare esposti alla fonte di rumore, si aggrava e provoca difficoltà nella comprensione di una normale conversazione. In questo caso non si parla di sordità, ma di handicap uditivo.
  • Il disturbo e l'annoyance sono invece due patologie che influiscono sulla salute psichica prima che fisica del soggetto colpito. Il disturbo è un’alterazione reversibile delle condizioni psicofisiche delle persone che ne sono interessate, mentre l’annoyance è un effetto di fastidio che nasce dalla combinazione di fattori di natura fisica, psichica e sociale e che modifica la capacità dell'individuo di relazionarsi con l'ambiente, trasformandosi in una grave causa di stress.


Tuttavia l’inquinamento acustico non ha solo effetto sull’apparato uditivo e sulla salute psichica, ma anche sul sistema cardiovascolare, sul sistema nervoso centrale, sull’apparato respiratorio, sull’apparato digerente e su quello riproduttivo, causando problemi che non sono identificabili tramite un’indagine audiometrica, ma che rivestono un ruolo di grande importanza a livello di benessere sociale.    


 

Le principali legislazioni per l’inquinamento acusticoModifica

  • RIFORMA SANITARIA del 23 dicembre 1978 n° 833, anno in cui viene per la prima volta preso in considerazione il problema delle emissione sonore negli ambienti di lavoro, abitativi e nell’ambiente esterno.
  • D.P.C.M. del 1 marzo 1991, tutela il benessere pubblico negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno dallo stress acustico imponendo ai comuni di suddividere il proprio territorio in classi acustiche, detta zonizzazione acustica in funzione alla destinazione d’uso delle varie aree ( residenziali,industriali…) stabilendo poi, i limiti massimi di esposizione al rumore (escludendo dall’ambito di operatività gli ambienti di lavoro ed altri fenomeni di rilevante entità quali, ad esempio, quelli conseguenti alle emissioni sonore determinate dall’esercizio delle attività aeroportuali)
  • SULL’INQUINAMENTO ACUSTICO, legge n° 447 del 26 ottobre del 1995 riprende in considerazione la struttura e le finalità del D.P.C.M stabilendo i principi fondamentali in materia di tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 117 della Costituzione.
  • DPCM 14 novembre 1997 relativa alla determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore.
  • DECRETO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE del 16 marzo 1998 sulle tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico. Tale disposizione fissa le nuove metodologie di rilevamento e misurazione del rumore. La sua entrata in vigore ha determinato il definitivo abbandono delle metodologie fissate dal D.P.C.M. del 1991 che erano rimaste in vigore, in via transitoria, dopo l`emanazione del D.P.C.M. 14 novembre 1997.
  • DECRETO DEL 13 APRILE 2000: Recepimento della direttiva 1999/101/CE della Commissione del 15 dicembre 1999 che adegua al progresso tecnico la direttiva 70/157/CEE del Consiglio relativa al livello sonoro ammissibile e al dispositivo di scappamento dei veicoli a motore.
  • DECRETO LEGGE n° 194 del 19 agosto 2005 relativa all’attuazione della direttiva 2002/49/CE per la determinazione e alla gestione del rumore ambientale.                             (vedi : "Legislazione Inquinamento acustico - Rumore")

 

Inquinamento acustico marinoModifica

Anche il mare è soggetto ad inquinamento acustico: i mammiferi marini, abituati a comunicare tra loro attraverso segnali impulsivi chiamati clicks, emessi a frequenze variabili da 500 Hz a 30 kHz, sono gravemente disturbati dal frastuono prodotto dalle diverse attività antropiche che interessano il loro habitat. La comunicazione acustica per questi animali è di vitale importanza, perché permette la trasmissione di informazioni relative a questioni legate alla nutrizione, all’accoppiamento e alla segnalazione di potenziali pericoli, ma sonar, prospezioni sismiche, migliaia di imbarcazioni in navigazione e il traffico diportistico distorcono la percezione dei suoni e causano spiaggiamenti o lesioni dell’apparato uditivo, quando non addirittura la sordità.

Il potenziale di comunicazione per molti segnali delle balene è di centinaia di chilometri, perché l’acqua non attenua le emissioni acustiche e permette la loro propagazione a una velocità al secondo (quasi cinque volte maggiore che in aria), ma il rumore antropico di fondo riduce di molto questo raggio di azione. Per tale ragione è necessario raccogliere nuove e maggiori informazioni sul comportamento dei mammiferi marini, per realizzare una coesistenza tra le esigenze apparentemente conflittuali espresse dall’uomo e dagli animali. In questa direzione si muove la bioacustica, una scienza che nasce dal connubio tra fisica e biologia e che ha come oggetto di studio il modo in cui gli animali attraverso la comunicazione sonora regolano i loro comportamenti e la propria distribuzione, e le dosi “tollerabili” di rumore.  (vedi:"La minaccia dell'inquinamento acustico sui nostri mari" )


 

Critical MassModifica

Critical Mass è un evento internazionale che si tiene in piu di 200 città del mondo: avviene ogni ultimo venerdì del mese quando i ciclisti, spontaneamente, vanno in massa a percorrere le strade delle loro città normalmente occupate dalle automobili. Critical Mass si concentra sul diritto dei ciclisti e dei pedoni di utilizzare le strade in modo altro che non semplici luoghi dove far circolare ed ammassare le automobili. Punta anche l’attenzione sul deteriorarsi della qualità della vita a partire dai livelli di inquinamento dell’aria e dell’inquinamento acustico, che i mezzi a motore creano nelle città.. (vedi: "Live bicycle" e film correlato "Live Bicycle, Bicycle as a way of living(Interplanetary critical mass Rome 2006)")


 

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Pareti vegetali e tetti verdi Modifica

Le pareti vegetali sono decorative e rasserenanti, consentono di sfruttare lo spazio verticale. Gli ambienti risultano più freschi in estate, perché viene limitato il surriscaldamento dell'intonaco. Le forme sempreverdi, ad esempio l'edera a foglia larga, contribuiscono alla coibentazione invernale riducendo gli effetti del gelo. Infine, il rilascio di ossigeno dall'apparato fogliare sviluppato su ampie aree è consistente, così come l'azione depurativa nei confronti delle polveri in sospensione. 

Questi benefici sono ormai scientificamente verificati e vengono applicati nel campo della bioarchitettura. Sono nate, perciò, specifiche tecnologie che permettono di favorire l'ancoraggio delle radici dei rampicanti alle pareti di una casa o di un palazzo, al fine di favorirne il rapido e vigoroso sviluppo: particolari sistemi di fili d'acciaio a traliccio, progettati appositamente per i tralci rampicanti della vite canadese, dell'edera, del glicine e di altre poderose piante in grado di salire fino ad altezze considerevoli.  
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Un tetto ricoperto di' vegtaz''''''ione è come per le pareti vegetali una soluzione ideale per il mantenimento del tepore in inverno e il rinfrescamento nel periodo estivo. La copertura a verde migliora il microclima abitativo, si riducono i costi energetici e si regola l’accumulo di acqua piovana restituendone una parte all’atmosfera. Si evitano così il sovraccarico delle reti di scarico e i conseguenti allagamenti. Il verde pensile offre un contributo significativo anche alla riduzione dell’inquinamento urbano: il fogliame, che eleva l’umidità dell’aria e riduce la velocità del vento, riesce a intrappolare le polveri sottili, che vengono sottratte all’atmosfera. Si riducono anche l’inquinamento acustico e quello elettromagnetico.

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