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È solito vedere come nelle città e soprattutto lungo i viali alberati sia molto diffuso il genere Pinus.

Pino (Pinus Linneo, 1753) è il nome comune di un genere di alberi e arbusti sempreverdi della famiglia delle Pinaceae. Al genere appartengono 120 specie circa.Questa specie presenta diversi punti critici,quindi non è molto indicata in arbito urbano;le criticità più evidenti sono: 1)Le radici:L’apparato radicale della specie pinus ha la caratteristica di crescere in senso orizzontale e quindi se si trovano lungo una strada rompono l’asfalto,se invece si trovano in prossimità di immobili possono causare problemi di stabilità dell’immobile stesso. 2)Processionarie:La processionaria (thaumetopea pityocampa), è un insetto lepidottero della famiglia dei taumatopeidi, che può colpire molti alberi, ma è pericoloso soprattutto per pini e querce.Questo insetto è nocivo per le specie a sangue caldo, uomo compreso; i danni provocati dalla penetrazione dei peli nella cute umana, possono essere modesti o assumere notevole gravità. Nella pelle, dove si infiggono le setole o i loro frammenti, insorge un molestissimo eritema papuloso(vedi foto),fortemente pruriginoso, che può scomparire dopo qualche giorno; mentre conseguenze più gravi, si hanno quando i peli, o frammenti di essi, giungono a contatto con l'occhio, la mucosa nasale, la bocca o peggio ancora, quando penetrano nelle vie respiratorie e digestive. 3)Caduta aghi pigne e rami:aspetto non trascurabile.


Nei nuovi progetti di riqualificazione di aree verdi all'interno della città non si devono scegliere tali alberature,per tutti i problemi sopra enunciati;per quando riguarda le specie già esistenti,queste non possono essere abbattute,perchè sono un "monumento naturale",quindi si provvederà ad abbattere l'immobile.Infatti difficilmente l'ufficio tecnico urbano(responsabile sia del verde urbano pubblico,che privato)permette di abbattere l'albero,non solo si assume la piena responsabilità,per ogni possibile incidente futuro.Per valutare la stabilità dell'albero si fanno diversi esami come il VTA virtual tree assessment,ovvero esame di stabilità mediante strumenti come il resistograph.Quando i pini non costituiscono problemi alla stabilità di immobili e ciò si deduce dall'esame VTA,devono comunque essere sottoposti a cure periodiche come potature,pulizia dell'apparato radicale esterno,e infine trattamenti,che evitino la diffusione della processionaria.


Viali alberati Viali alberati 2 verde ubano


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Le informazioni funzionali alla soluzione di tale problematica,sono state ricavate dal colloquio fatto con il professore Avena e successivamente con il professore Pompei.


Morfologia PinusModifica

Gli aghi (ovvero le foglie del pino) sono riuniti in gruppi di 2, 3 o 5 (raramente 1, 4 o più aghi, a seconda della specie) che nelle piante adulte non sono inserite direttamente nel ramo (contrariamente agli abeti) ma su corti rametti detti brachiblasti. Sono delle specie sempreverdi. Durante lo sviluppo di una pianta di Pino si possono osservare 3 tipi di foglie: - Giovanili: compaiono al primo anno, sono appiattite e disposte singolarmente a spirale sul ramo e hanno una vita di 2-3 anni. - Eufille: sono foglie squamiformi portate in modo spiralato lungo i macroblasti. - Microfilli: sono le foglie aghiformi definitive portate a fascetti su brachiblasti. Le specie del genere Pinus sono monoiche: i microsporofilli sono riuniti in coni maschili che portano da 2 a 20 sacche polliniche, i coni femminili portano macrosporofilli con squame copritrici sterili e squame ovulifere (fertili) ognuna con 2 ovuli. Dopo la fecondazione i coni femminili lignificano trasformandosi in pigne, portanti i semi.


Ecologia PinusModifica

I pini sono eliofili, solo alcuni (es: Pinus cembra, Pinus strobus) possono sopportare un minimo di ombreggiamento.In Italia sono presenti il pino silvestre, il cirmolo e il pino mugo nelle zone alpine; il pino domestico, pino d'Aleppo, pino marittimo nella zona mediterranea. Raro, ma presente, anche il pino di Lammari nella periferia lucchese.Assieme agli abeti caratterizzano i boschi di alta montagna italiani.Si possono identificare i diversi pini in base ad alcune caratteristiche facilmente individuabili:* mazzette di 2 aghi o pigne rotondeggianti, 10-15cm, con semi non alati (pinoli), aghi di 10-15 cm: Pino domestico (in Italia specie spontanea in zone marittime)o pigne coniche, 5-10 cm, aghi di 6-10 cm: Pino d'Aleppo e aghi di 10-20 cm: Pino calabro (in Italia sono entrambe specie spontane in zone marittime e di bassa quota)o pigne allungate, 12-20 cm, con semi alati, aghi 14-18 cm: Pino marittimo (in Italia specie spontanea in zone marittime)o pigne ovali di 4-6 cm, aghi 3-7 cm: Pino silvestre (in Italia specie spontanea in zone alpine)o pigne coniche 5-8 cm, aghi 12-15 cm: Pino nero e Pino nero calabro o pigne 5 cm con semi alati, aghi 4-6 cm: Pino uncinato o pino dalle dimensioni di un cespuglio, che cresce nelle alte quote: Pino mugo* mazzette di 3 aghi o aghi lunghi 10-14 cm: Pino di Monterey o aghi lunghi 20-30 cm: Pino delle Canarie * mazzette di 5 aghi o pigna di ca. 5-7 cm, con pinoli duri e commestibili: Pino cembro, presente come pianta spontanea nelle Alpi, in alta montagna o pigna di ca. 10-15 cm, aghi lunghi fino 8-10 cm: Pino strobo, in Italia presente come pianta ornamentale o pigna di ca. 20-30 cm, aghi lunghi fino 12-20 cm: Pino dell'Himalaya, in Italia presente come pianta ornamentale.Inoltre, gli unici pini dalle dimensioni di un cespuglio, che cresce nelle alte quote: Pino mugo e Pinus pumilio.

TassonomiaModifica

Il genere Pinus comprende circa 120 specie, suddivise in 3 sottogeneri:

  • sottogenere Pinus L. (73 specie)
  • sottogenere Ducampopinus (A. Cheval.) de Ferré ex Critchf. & Little (20 specie)
  • sottogenere Strobus Lemmon (23 specie)

Ogni sottogenere viene ulteriormente suddiviso in varie sezioni e sottosezioni.


RadiciModifica

la radice è l'organo della pianta specializzato nell'assorbimento di acqua e sali minerali dal terreno, fondamentali per la vita delle piante. Ha anche funzioni importanti come quella di ancoraggio e di produzione di ormoni (citochinine e gibberelline) che segnano il forte legame tra lo sviluppo della radice e lo sviluppo del germoglio.Nella figura in bianco e nero è rappresentata la cuffia radicale e sono individuate le seguenti parti : 1 meristema, 2 cuffia, 3 rizoderma, 4 dermatogeno, 5 periblema, 6 pleroma.

ProcessionarieModifica

Thaumatopoea pityocampa DENIS & SCHIFFERMÜLLER,è un insetto dell'ordine dei lepidotteri, appartenente alla famiglia dei Notodontidi.Da giovane si presenta come una larva da 1 cm fino a 3 cm e mezzo dotata di numerosi peli irritanti per l'uomo che usano come tecnica di difesa.I gruppi di larve di processionaria si spostano quasi sempre in fila indiana e si compattano quando raggiungono il loro nido bianco di seta. Il nido viene usato per rideporre le uova o viene scartato (le nuove larve saranno costrette a ricostruirlo).Le cosiddette "farfalle triangolari" non sono altro che processionarie adulte e sono totalmente innocue, sebbene siano notturne, e non entrano molto facilmente nelle case abitate. Le dimensioni possono essere variabili, ma la misura principale delle processionarie è di 3-4 cm e la colorazione delle ali è variabile dal bianco sporco al giallo avorio chiaro con delle striature quasi invisibili di colore più scuro. L'apertura alare è di 5 cm circa. Come molte falene, alcune di esse possono emettere, se minacciate, un liquido giallastro irritante per poi volare via. La prudenza vuole che i bruchi processionanti,non vengano mai toccati, né i loro nidi aperti; anzi, si suggerisce, una volta avvistati, allontanarsi immediatamente dalle piante infestate, oppure chiamare gli organi di competenza (vigili urbani, tecnici specializzati). Dal 1998 la lotta a questo insetto è obbligatoria (Decreto Ministeriale 17.04.1998). Metodi di lotta:Questo pericoloso lepidottero può essere combattuto utilizzando diversi metodi: innanzi tutto, in caso di disinfestazione si consiglia l'utilizzo di appositi pesticidi, coi quali sarà necessario irrorare le larve stesse e non i nidi: il bozzolo del nido infatti neutralizza l'efficacia del pesticida. Per l'eliminazione delle larve morte, occorre comunque utilizzare la massima cautela; anche se il metodo migliore consiste certamente nel bruciarle, i residui carbonizzati risultano ugualmente urticanti, perciò è da evitare il rimanere sottovento o nelle vicinanze del falò, soprattutto con parti del corpo scoperte (compresi viso e occhi). Altri metodi di lotta si possono classificare come segue: Lotta meccanica:consiste nella distruzione delle larve, tagliando le cime. Lotta guidata:Obbligatoria (D.M. 30/10/2007) e consiste nell'uso di feromoni per catture massali. Lotta biologica e biotecnologica:la prima prevede l'uso di prodotti a base di Bacillus thuringiensis, ssp. kurstaki; la seconda prevede, invece, l'uso di trappole sessuali. Interventi chimici:Uso di larvicidi, come il diflubenzuron. Utilizzo delle armi da fuoco:Per quanto riguarda la consuetudine di sparare ai nidi, è d'obbligo sottolineare non solo l'inutilità di tale procedura, ma anche la sua pericolosità sociale: tale applicazione è pertanto assolutamente sconsigliata.

Visual Tree AssessmentModifica

Il VTA (Visual Tree Assessment = valutazione visiva dell’albero su basi biomeccaniche)è una metodologia di indagine, riconosciuta in molti paesi, che viene eseguita per la valutazione delle condizioni strutturali dell’albero. Il VTA, le cui esperienze di campo che ne stanno alla base sono state compiute presso il Centro di Ricerche Nucleari di Karlsruhe (D), basa il sistema di controllo visuale tradizionale su fondati principi biomeccanici e definisce i criteri di valutazione del pericolo di crollo o rottura. Esso si basa sulla identificazione degli eventuali sintomi esterni che l’albero evidenzia in presenza di anomalie a carico del legno interno; anche laddove non esistano cavità o evidenze macroscopiche del decadimento in corso (ad esempio, funghi che si sviluppano sui tessuti legnosi, è possibile, attraverso il riconoscimento di tali sintomi, cogliere il segnale della presenza di difetti meccanici e fisici all’interno dell’albero. Se vengono individuati dei sintomi di difetto, questi devono essere confermati da metodi di analisi approfonditi e devono poi essere dimensionati. Così, alberi sani vengono esaminati in modo non distruttivo, e solo se i sospetti vengono confermati si procede ad un’indagine più approfondita dell’albero.Il metodo VTA si svolge in tre fasi:Controllo visivo dei difetti e della vitalità. Se non si riscontrano segnali preoccupanti, l’esame è terminato. L’indagine visiva viene effettuata considerando l’albero nella sua interezza e prendendo in considerazione la sua morfologia, il suo aspetto fisiologico e le sue caratteristiche biomeccaniche.Identificazione del difetto. Se vengono riscontrati sintomi di difetti, essi vengono esaminati per mezzo di un’indagine più approfondita (percussione con martello tradizionale, percussione con martello ad impulsi, Resistograph) per stimare la localizzazione del punto debole e la sua espansione assiale.Il metodo VTA prevede quindi un’analisi più approfondita solo per i soggetti che manifestano uno o più difetti tra quelli sopra elencati.Dimensionamento dello spessore della parete residua. Se il difetto rilevato è preoccupante deve essere dimensionato per valutare lo spessore residuo della sezione trasversale della parete. Come fattore di sicurezza per alberi con piena vegetazione viene assunto il valore t / R maggiore od uguale a 0,3 (dove t è lo spessore di parete residua sana e R è il raggio del tronco nel punto della misurazione). Se dimensionando il difetto si ha la prova di un'alta probabilità di rottura e l'albero è scarsamente vitale, allora è da sostituire. Se deve essere assolutamente risparmiato, perché è un esemplare raro, carico di storia, allora è possibile ridurre i rischi di danneggiamento con opportuni interventi di tipo manutentivo.

Galleria FotoModifica

Nido processionaria.jpg
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Pini nel parco caffarella.jpg
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Corteccia pino.jpg
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Pini vicini ad un immobile.jpg
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