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I PARCHI


Esistono molte aree verdi nel mondo che vengono considerate PARCHI molti dei quali sono privi di una manutenzione attenta e continua e in alcuni casi vengono lasciati in stato di sostanziale abbandono. Sono soggetti a atti di vandalismo. Ispirano senso di insicurezza.


Un parco è uno strumento di gestione e pianificazione del territorio che dà più valore al patrimonio naturale, ai beni storici, artistici e culturali in esso contenuti.

I Parchi sono divisi in zone: in alcuni di esse l’uomo è ammesso con determinati limiti, in altre sono consentite o incoraggiate le attività turistiche, agricole e artigianali.

Purtroppo la distruzione che è avvenuta negli anni passati ha compromesso gli immensi paesaggi incontaminati, è sempre più raro imbattersi in una spiaggia intatta, in un ruscello in cui bere o distese verdi in cui giocare.

I parchi e le altre aree protette sono lo strumento più efficace per conservare e difendere la natura. Sono una grande conquista di civiltà e di lungimiranza per un paese che voglia preservare, insieme alle sue tradizioni storiche e culturali, anche gli elementi più caratteristici dell’ambiente naturale in cui queste si sono sviluppate.

I grandi monumenti della storia come il Colosseo, Venezia, Pompei o il David di Donatello fanno parte della nostra storia al pari delle cime delle Alpi, alle coste della Sardegna, ai boschi dell’Appennino.

Pochi termini come quello di parco sono stati fonte di confusione all’interno del dibattito sulla tutela degli ambienti naturali. Così scopriamo che significa per taluni quello che per altri può voler dire esattamente il contrario. Una cosa è certa: se l’uomo avesse più rispetto per l’ambiente non ci sarebbe bisogno di delimitare dei territori e sottoporli ad una gestione differenziata rispetto ai territori nei quali normalmente viviamo. Questi territori, per i motivi più vari, hanno conservato delle caratteristiche naturali, ma anche archeologiche, storiche, antropologiche di notevole valore. Quindi la funzione di un parco, sostanzialmente, va a soddisfare delle esigenze che l’uomo non riesce più a trovare in città o nei territori in cui vive. I parchi e riserve naturali sono una realtà poco conosciuta poichè in molte zone del mondo sono quasi assenti.

Il parco deve rappresentare un valido strumento di partecipazione democratica dove viene attuato un nuovo modello di gestione e di pianificazione del territorio, del patrimonio ambientale e naturale, del paesaggio, di salvaguardia e di recupero dei beni storici, artistici e architettonici. E’ nella realizzazione dell’interesse dell’intera collettività poter salvaguardare integro un territorio, mantenere gli equilibri naturali, garantire la diversità biologica, conservare il patrimonio storico e culturale, comprese le strutture tradizionali e gli insediamenti umani. Quindi un parco significa, prima di tutto, conservare e proteggere l’ambiente naturale, il paesaggio, i segni della presenza e dell’azione dell’uomo.


Queste aree dovrebbero essere soggette a maggiori controlli e in alcuni casi riqualificate mettendo impianti di illuminazione adeguati. L'intento è quello di valorizzare e salvaguardare queste aree che rappresentano dei polmoni verdi all'interno delle città. Avendo visitato il IX municipio ho notato che ci sono ingenti spazi verdi alcuni molto vicini. Sarebbe un ottima soluzione collegarli mediante piste ciclbili o passerelle che permettano di percorrere tutta l'area senza il pericolo di attraversare la strada.


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Definizioni Modifica

Come tutti sanno le aree naturali protette, o oasi naturali, sono quelle zone di particolare interesse naturalistico, o storico-culturale, che rispondono a determinati criteri stabiliti dalla legge.

Esistono vari tipi di parchi:

- Parchi nazionali, sono costituiti da aree terrestri, marine, fluviali, o lacustri che contengano uno o più ecosistemi intatti, o solo parzialmente alterati da interventi antropici; e/o una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche d'interesse nazionale od internazionale, per valori naturalistici, scientifici, culturali, estetici, educativi o ricreativi, tali da giustificare l'intervento dello Stato per la loro conservazione.

- Parchi regionali, sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacustri ed eventualmente da tratti di mare prospicienti la costa, di valore ambientale e naturalistico, che costituiscano, nell'ambito di una o più regioni adiacenti, un sistema omogeneo, individuato dagli assetti naturalistici dei luoghi, dai valori paesaggistici e artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali.

- Riserve naturali, sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacustri o marine che contengano una o più specie naturalisticamente rilevanti della fauna e della flora, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per la diversità biologica o per la conservazione delle risorse genetiche.

- Aree marine protette, sono le zone marine e costiere che per le loro pecularietà morfologiche, oceanografiche e biologiche sono meritevoli di tutela.


Un pò di storia Modifica

La conservazione dell’ambiente naturale è un’idea di lunga data: lo testimoniano gli antichi culti religiosi di piante e animali. Anche i romani fecero delle leggi in difesa di alberi e boschi; molti consoli avevano adibito dei loro possedimenti a riserve di caccia e per la salvaguardia di specie animali già in estinzione. Il Medioevo anche fu un periodo nel quale venivano tutelati boschi, pascoli e selvaggina. Nel 1534 il Parlamento Inglese emanò un atto per prevenire la distruzione degli uccelli selvatici, mentre nel 1576 nei Paesi Bassi fu istituita una “zona naturale” a tutela del bosco dell’Aja. Nel Rinascimento abbiamo il diffondersi del “giardino all’italiana”, inserito tra il fabbricato ed il paesaggio circostante. Il procedere dell’idea di giardino e paesaggio portò nel settecento alla concezione romantica del parco inglese nel quale il paesaggio naturale assumeva un’importanza più rilevante. Questa concezione estetica che si diffuse nei paesi anglosassoni fu una delle basi del concetto di Parco Nazionale.

Ma la data storica rimane quella del 1 Marzo 1883: il Presidente degli Stati Uniti, Ulisse S. Grant, istituisce il primo parco nazionale del mondo -Yellowstone Park- in un’area naturale di 800 mila ettari a cavallo fra il Montana e il Wyoming. Si prende atto così per la prima volta nella storia dell’umanità che lo sviluppo non può essere senza limiti e che anzi occorre l’intervento dello Stato per riuscire a conservare e tutelare risorse e ambienti naturali, considerati evidentemente già allora a rischio.

Nel nostro paese dobbiamo attendere il 1922 per vedere la nascita dei primi parchi nazionali, il Gran Paradiso e l’Abruzzo. Quest’idea avrebbe aperto nuovi orizzonti al genere umano e avrebbe posto le premesse per un nuovo modo di considerare la natura.Tutti paesi del mondo hanno un sistema di aree protette, con un estensione commisurata al loro territorio ad ai valori ambientali. Così dagli Stati Uniti, al Canada all’ Australia alla Nuova Zelanda ai grandi parchi africani del Kenia, Tanzania e Botswana, al Brasile che occupa la grande foresta amazzonica, all’Oriente con l’India, Indonesia e Malesia, tutti i paesi del mondo hanno una politica di aree protette.

L’esigenza che muove gli stati a conservare vasti territori sono varie, tuttavia è necessario notare che mentre negli Stati dell’Unione Europea le motivazioni sono fondamentalmente basate sull’impoverimento assoluto del contesto ambientale, negli altri continenti non di rado le motivazioni sono di ordine etico e di rispetto verso i valori della natura. Nel constatare l’impoverimento degli ecosistemi naturali nel mondo comincia a farsi strada una coscienza mondiale che vuole che vaste zone della terra siano lasciate selvagge. Un bisogno che deriva dalla constatazione che la distruzione dell’ambiente ha raggiunto livelli limite. Basti pensare ai cosiddetti profughi ambientali, ovvero gruppi di persone o di intere popolazioni che debbono spostarsi dal loro territorio perché non hanno più territorio da coltivare, più nulla da mangiare. Infatti mentre in Europa la conservazione ha scopi più legati ad aspetti di conservazione delle specie animali e vegetali in pericolo e per motivi scientifici e turistici. In vaste zone del mondo, in particolare dove la desertificazione e la deforestazione hanno costretto l’uomo ad abbandonare quei territori la conservazione assume un’importanza vitale.


Le areee protette europee Modifica

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La prima zona protetta europea fu la foresta di Fontainebleau (Francia). E proprio la Francia rappresenta uno dei modelli di gestione più affidabili. La Gran Bretagna rimane uno dei paesi più sensibili e culturalmente preparato sulle tematiche ambientali. Nonostante siano assenti grandi estensioni selvagge, gli inglesi hanno un concetto del paesaggio naturale molto evoluto, ed in questo hanno fatto scuola. I paesi Scandinavi hanno una rete di aree protette veramente invidiabile, dovuto anche al fatto che gran parte dei loro territori sono disabitati. Comunque sono tra le popolazioni più attente alla conservazione ambientale. La Germania, ha un sistema di 1200 riserve naturali e 70 parchi naturali, uno dei più conosciuti è quello della Foresta Bavarese. L’Olanda, il Belgio e il Lussemburgo, pur avendo condizioni di densità di popolazioni e di superficie sfavorevoli, hanno istituito alcuni parchi; in particolare l’Olanda che tutela il 4% del suo territorio. La Danimarca protegge i due milioni di ettari del Parco Nazionale della Groenlandia. I paesi dell’Est, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Romania dispongono di numerose, anche se poco conosciute, aree protette. Basti citare i monti Tatra in Cecoslovacchia, il delta del Danubio in Romania. La Russia e gli altri paesi dell’ex Unione Sovietica hanno vaste aree selvagge protette: la tundra Siberiana, gli Urali, il lago Baikal sono alcune delle più importanti. I paesi mediterranei pur avendo una coscienza ambientale meno evoluta conservano tra i più bei parchi nazionali europei. La Spagna, il Portogallo, la Grecia, La Turchia e l’Albania infatti hanno nel loro ambiente, specie animali e vegetali di grande valore e rappresentano il collegamento con il continente africano e asiatico.



Legislazioni Modifica

Origini Modifica

Quella sulle aree protette non è sicuramente l'unica legge che è rimasta in lista d'attesa per un tempo incredibilmente lungo. Le prime proposte di legge sui parchi, come è noto, risalgono al 1964. Due anni prima era stato il CNR a porre il problema. Fino al '70, però, l'anno in cui vengono istituite le regioni, il dibattito e l'interesse per la conservazione malgrado le proposte di legge, non va molto al di là di ambienti culturali piuttosto ristretti.

Sono gli ambientalisti o, più precisamente, i conservazionisti ad agitare la questione, mentre le forze politiche e sociali mostrano ancora scarsa sensibilità ed interesse.

All'inizio degli anni Ottanta, nel corso della settima legislatura , dalla collaborazione tra Ministero dell'agricoltura e foreste, Italia Nostra, WWF Italia e CAI, prende corpo la prima iniziativa legislativa in materia da parte del Governo. Ne è fautore il Ministro senatore Giovanni Marcora che intende così adempiere al disposto di cui all'art. 83 del DPR n. 616/1977 che aveva fissato nel 31 dicembre 1979 il termine per l'approvazione della disciplina generale di parchi e riserve naturali. Il disegno di legge n.711 del 7 febbraio 1980 prevedeva, tra l'altro, l'adeguamento dei parchi nazionali esistenti, la costituzione dei parchi nazionali in enti autonomi (come già per il Parco d'Abruzzo e per quello del Gran Paradiso), la ripartizione del territorio del parco in zone con diversificazione di destinazione e tutela, l'indicazione delle attività vietate perché incompatibili, l'istituzione di otto parchi nazionali nonché di riserve e parchi marini e di un servizio autonomo per le riserve naturali e, infine, del Consiglio nazionale per la protezione del patrimonio naturale con compiti di coordinamento, di indirizzo e di controllo degli enti gestori delle aree naturali protette, affidato alle rappresentanze di tutti i soggetti interessati (Stato, regioni, comunità montane, comunità scientifica e associazioni ambientalistiche).

Nello stesso anno (28-30 ottobre 1980) l'Università di Camerino ospitava lo storico convegno promosso dal WWF Italia e dal Comitato parchi e riserve analoghe operante nell'ambito del Parco nazionale d'Abruzzo. Il dibattito si concluse con la sfida allo Stato e alle regioni di realizzare entro la fine del secolo un sistema di aree naturali protette su una superficie pari ad almeno il 10% del nostro Paese.

Anche parlamentari di derivazione prettamente politico-partitica tradizionale mostrano interesse, attenzione e curiosità verso la problematica ambientale che improvvisamente ha fatto irruzione nelle istituzioni. La normativa sulle aree naturali protette è quella che da tempi più remoti è, per così dire, in lista di attesa: più volte sul punto di essere votata nelle precedenti legislature, era stata ostacolata e differita dai perenni conflitti di competenze tra Stato e regioni, per gli interessi particolaristici di agguerriti e potenti gruppi di pressione in grado di influenzare diverse componenti del Parlamento, ma anche a causa delle persistenti sacche di arretratezza culturale sui temi della conservazione della natura e, infine, per la ragione contingente della reiterata interruzione di alcune legislature. Tra i vari progetti di legge presentati nei due rami del Parlamento, quello sul quale converge alla Camera l'adesione di 38 deputati di quasi tutti i gruppi parlamentari reca il numero 1964 (26 novembre 1987). Il Ministro dell'ambiente, sen. Giorgio Ruffolo, rinuncia a presentare un autonomo disegno di legge del Governo affermando la validità del p.d.l.n. 1964/1987 e riservandosi eventuali modifiche e integrazioni. L'iter legislativo inizia alla Camera su un testo unificato che di fatto si fonda sulla p.d.l.n. 1964/1987. Gli aspetti di più acuto conflitto nel dibattito parlamentare riguardano le modalità di reclutamento dei direttori (art. 9), il nulla osta del Consiglio direttivo dell'ente per intervenire, impianti e opere all'interno del parco (art. 13), la sorveglianza (art. 21), l'elenco dei nuovi parchi nazionali.

La lista originaria dei parchi nazionali di nuova istituzione, che durante l'iter parlamentare si era arricchita in seguito ad emendamenti aggiuntivi, è stata ridotta con l'esclusione di alcuni ambienti di interesse nazionale e internazionale come quelli del Brenta-Adamello, dell'Etna e dei Monti dell'Uccellina (attualmente parchi naturali regionali), delle Alpi Marittime (in parte già tutelate come aree naturali protette), delle Alpi Tarvisiane e del Monte Bianco.


Legge 394/91: Legge Quadro sulle aree protette Modifica

[1]

La classificazione delle aree naturali protette è stata definita dalla legge 394/91, che ha istituito l'Elenco ufficiale delle aree protette.

La legge 6 dicembre 1991 n. 394 è stata approvata in via definitiva alla Camera dei deputati il 20 novembre 1991, ed è entrata in vigore il successivo 28 dicembre.

La legge Quadro sulle Aree Protette tutela la natura attraverso l'individuazione di porzioni di territorio che presentano una riconosciuta rilevanza naturalistica e un basso grado di alterazione dell'ambiente naturale. La possibilità di utilizzazione e trasformazione di queste aree vengono fortemente limitate e finalizzate alla tutela ed alla conservazione dell'ambiente, nel tentativo di ridurre o eliminare qualsiasi interferenza con il corso naturale degli eventi.

Le categorie di aree protette Modifica

La legge definisce le seguenti aree protette:

- Parchi nazionali

- Parchi naturali regionali

- Riserve naturali (statali e regionali)

- Aree marine protette

Per ogni parco nazionale deve essere istituito un ente parco, a cui è affidata la pianificazione e la gestione dei territori del parco.

Per le riserve naturali statali l'organismo di gestione è definito dal Ministero dell' Ambiente.

Per le aree marine la gestione è affidata alle Capitanerie di porto.


Gli strumenti di pianificazione Modifica

Gli strumenti di pianificazione nei parchi sono:

- il regolamento del parco

- il piano del parco

Il regolamento (art. 11) disciplina l'esercizio delle attività consentite entro il territorio del parco.

Il piano del parco (art. 12) prevede forme differenziate di uso, godimento e tutela per le diverse parti in cui può essere suddiviso il territorio del parco, e cioè:

a) Riserve integrali

b) Riserve generali orientate

c) Aree di protezione

d) Aree di promozioni economica e sociale

Il piano del parco sostituisce ad ogni livello i piani pesaggistici, i piani territoriali o urbanistici e ogni strumento di pianificazione.

Per quanto riguarda le aree naturali protette di livello regionale, la legge definisce solamente i principi fondamentali, lasciando alle regioni la possibilità di definire, attraverso le relative leggi istituzionali dei parchi naturali regionali:

- il soggetto per la gestione del parco;

- gli elementi per il piano del parco;

- i principi del regolamento del parco.


Il caso di Roma Natura a Roma Modifica

A Roma oggi le aree protette costituiscono un punto certo e sicuro delle politiche internazionali di tutela ambientale e sviluppo sostenibile, per la tutela della biodiversità ma anche per la prevenzione dei danni all'ambiente, per la lotta contro l'inquinamento e contro lo spreco delle risorse ambientali, per la salvaguardia dei beni ambientali e culturali, per la promozione di una educazione ambientale che assicuri un mutamento nello stile di vita e di consumo. In questa ottica le aree naturali urbane, costituiscono un immenso patrimonio a disposizione della città, nuovi modelli gestionali non solo per la conservazione ma soprattutto per la valorizzazione del patrimonio naturale, la promozione di attività ricreative ed economiche ecocompatibili. Nel comune di Roma il sistema dell'Aree Naturali protette situate al suo interno sono gestite da RomaNatura. Il sistema comprende 9 Riserve Naturali "costituite da aree terrestri, fluviali,lacuali che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche".

Roma conta ben quattordici parchi naturali, tutti gestiti da RomaNatura.

RomaNatura è l' Ente Regionale per la Gestione del Sistema delle Aree Naturali Protette nel Comune di Roma. Nato in attuazione della Legge Regionale n.29 del 6 ottobre 1997, RomaNatura è un Ente di diritto pubblico dotato di autonomia amministrativa, finanziaria e patrimoniale. Attualmente RomaNatura gestisce oltre 15.000 ettari di natura protetta. Molte riserve naturali conservano quella vocazione agricola che rende, a tutt'oggi, il Comune di Roma il primo comune agricolo d'Italia.

La ricchezza del territorio gestito dall'Ente è immensa: preesistenze archeologiche, monumenti, ville e casali rappresentano solo una parte del suo valore, il cui vero tesoro è rappresentato da nicchie ecologiche che contano la presenza di oltre 1000 specie vegetali, 5000 specie di insetti e altre 150 specie fra mammiferi, uccelli, anfibi e rettili.

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Riserve naturali a Roma Modifica

Roma conta nove riserve naturali :

• Riserva Naturale della Marcigliana (ettari 4696)[2]

• Riserva Naturale della Valle dell'Aniene (ettari 620)[3]

• Riserva Naturale di Decima-Malafede (ettari 6145)[4]

• Riserva Naturale del Laurentino (ettari 152)[5]

• Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi (ettari 774)[6]

• Riserva Naturale della Valle dei Casali (ettari 469)[7]

• Riserva Naturale dell'Acquafredda (ettari 249)[8]

• Riserva Naturale di Monte Mario (ettari 204)[9]

• Riserva Naturale dell'Insugherata (ettari 697)[10]



Esempi di Parchi della periferia di Roma Modifica

Alcuni esempi di parchi della periferia di Roma (tratti da Architettura del Paesaggio numero 15)

Parco Collina della Pace (Municipio VIII ) progetto di Luigi Franciosini.

Parco Prato Fiorito (Municipio VII) Progetto di S.Cocchia.

Parco Elsa Morante (Laurentino Municipio XII) Progetto di Luciano Cupelloni.

Parco Guido Rossa (Settecamini Municipio V) Progetto di Luigi Franciosini.


Mappa della distribuzione dei parchi in Italia Modifica

Come si può vedere esistono ingenti aree protette distribuite su tutto il suolo italiano.

[11]


Indice dei parchi Nazionali Modifica

In Italia esistono vari parchi sparsi su tutto il suolo dove si riscontrano notevoli differenze.

[12]



Esempio di parco nazionale: Il Parco Dolomiti Bellunesi Modifica

Le montagne di Buzzati: sorprese ed emozioni tra montagne e valli incantate.

II Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi nasce per tutelare un territorio di straordinaria valenza paesaggistica e naturalistica. Le Vette di Feltre e il Monte Serva erano già molto celebri per la loro flora fin dal XVIII secolo. La presenza di specie rare e di una eccezionale varietà di ambienti è dovuta anzitutto alla localizzazione geografica. Si situa infatti sul margine delle Alpi sudorientali, in zone molto impervie, parte delle quali sono rimaste libere dai ghiacci nel corso dei periodi molto freddi (glaciazioni) che si sono succeduti nel Quaternario e l'ultimo dei quali si è esaurito circa 10.000-12.000 anni fa.

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Indice parchi regionaliModifica

Sul suolo italiano esistono molti parchi regionali che si distribuiscono e rendono mutevole tale territorio.

[13]

Alcuni parchi regionali Modifica

Due Parchi Regionali prima dell'istituzione di Roma Natura:

• Parco Regionale Urbano di Aguzzano (istituito nel 1989 - ettari 60)[14]

• Parco Regionale Urbano del Pineto (istituito nel 1987 - ettari 243)[15]


Parchi letterari Modifica

I parchi oltre ad essere importanti dal punto di vista territoriale essi rappresentano un punto importante anche per la letteratura.

[16]

[17]


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