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Gli standard progettuali per le piste ciclabili

Il D.M. n. 557/1999 stabilisce che la larghezza minima della corsia ciclabile, comprese le strisce di margine, sia pari ad 1,50 m; tale larghezza può essere ridotta ad 1,25 m nel caso di due corsie contigue, dello stesso o di opposto senso di marcia, per una larghezza complessiva minima pari a 2,50 m. Per le piste ciclabili in sede propria e per quelle su corsie riservate, la larghezza della corsia ciclabile può essere ridotta fino ad 1 m, a patto che tale situazione sia opportunamente segnalata e che questo valore sia protratto per un tratto limitato dell’itinerario ciclabile. Inoltre, la larghezza dello spartitraffico che separa la pista ciclabile in sede propria dalla carreggiata destinata ai veicoli a motore, non deve essere inferiore a 0,50 m.



la pianificazione delle piste ciclabili è operaziuone complessa nel documento allegato alcune indicazioni per il "decisore"File:Guida alla pianificazione.pdf. Il documento contiene molti link a studi ed esperienze di pianificazione di percorsi ciclabili e pedonali.


Esiste un’analisi del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio di Università degli Studi di Napoli Federico II sulla mobilità dolce che la definisce come una particolare forma di mobilità sostenibile che consente di migliorare le condizioni di vivibilità incidendo su l’inquinamento atmosferico ed acustico, la congestione generata dal traffico, la necessita di migliorare i livelli di sicurezza stradale. Si fanno pure alcuni esempi di esperienze europee: britannica, svizzera, belga, francese e alla fine il caso italiano che si distingue per il ritardo con il quale risponde alla promozione della mobilita sostenibile. La principale raggione sarebbe una accentuata dipendenza dall’auto (il tasso di motorizzazione è tra i più alti di Europa: 62 veicoli ogni 100 abitanti). Il recupero delle linee ferroviarie dimesse ai fini della realizzazione di una rete per la mobilità dolce rappresenta un fattore comune a tutte le iniziative europee. La situazione italiana per il momento si limita ad alcuni isolati interventi di recupero soprattutto al nord (Modena-Vigliola; Cortina-Dobbiaco, Rocchette-Asiago) apparte la Sicilia dove il collegamento ferroviario Caltagirone-San Michele di Ganzaria oggi è una pista ciclabile.File:Mobilta dolce.pdf


Un altro documento interessante e il “National reviews, Implementing sustainable urban travel policies” fatto da ECMT (European Conference Of Ministers Of Transport). L’analisi comincia con le caratteristiche geografiche e socio-economiche dello spazio italiano per entrare poi nella problematica dei trasporti. L’infrastruttura italiana ha un basso livello in rapporto alla media europea. La mancanza di infrastrutture efficiente e l’alto tasso di motorizzazione sembrano di essere le problematiche più critiche e urgente del trasporto pubblico italiano anche perchè insieme portano alla crescita dell’inquinamento. Le politiche per la sostenibilità sono cominciate negli anni ’80, per esempio il comune di Roma ha provato a mettere in pratica un programma per promuovere i veicoli elettrici (i consumatori hanno pero continuato a scegliere quelli tradizionali) e i referendum nelle grande città per chiudere i centri storici al traffico. Concludendo, la panoramica italiana e abbastanza complessa per le grandi differenze tra le tre macro-regioni: nord, centro e sud e per le strutture delle città, con grandi e compatti centri storici. Nonostante questo i cambiamenti ci sono, anche se più tardi rispetto agli altri statti europei.File:UrbNatRev.pdf


Mappa dei percorsi ciclabili di Roma
Mappapisteciclabilimc1.jpg

APPROFONDIMENTO:ARTICOLI SUL "PROGETTO ROMA CICLABILE"

Nel giornale freepress dell'edizione Roma Appio c'è un articolo sul "progetto Roma Ciclabile",relativamente alla progettazione di una rete di piste ciclabili(e ciclopedonali)per i vari Municipi,noto anche come Biciplan.

"Le linee guida - spiega Amedeo Trolesi dell'ufficio Bici - sono quelle di fare dei percorsi ciclabili basati sull'intermodalità con metro,treno e bus,unendo i luoghi di forte aggregazione,dove è pensabile che il cittadino nell'ambito dei 5-6 km possa usare la bici anzichè la macchina.Creare percorsi ciclo-turistici va bene,ma noi siamo per creare una mobilità alternativa."

"Quando arriveranno tutti i progetti dei Municipi,l'ufficio Bici sottoporrà il piano della Rete ciclabile all'esame del Consiglio comunale,in modo tale che questo,se approvato,diventerà un documento vincolante per tutti gli assessorati. é un modo per far si che quando si rifaranno le strade si dovranno fare anche le piste ciclabili",spiega Santoni(Maurizio Santoni fa parte del Coordinamento Roma Ciclabile).

In particolare poi c'è un articolo sulla Cicloviabilità nel IX con un sottotitolo disarmante "Piste in alto mare",nell'articolo: Nel Dicembre del 2006 è stato chiesto a tutti i Municipi di pianificare un piano di ciclabilità locale. "Molte sono state le proposte presentate - spiega Contadini - di cui alcune già deliberate. Il IX,invece,non ha presentato ancora alcun piano per una rete ciclabile municipale". Secondo Maurizio Santoni,rappresentante dell'associazione Romaciclabile,"la scarsa sensibilità al tema del delegato alla cicloviabilità del IX Municipio,Fabio Bellisario,è la causa di una situazione nel nono tanto stagnante".

Per il IX Municipio le proposte sono state di diverso tipo,quelle più ludico/turistiche,quelle più orientate alla mobilità comunale e quelle strettamente locali al municipio.Tutte comunque orientate ad includere la già presente ciclabile di Via Nocera Umbra e l'ormai prossimo prolungamento su Via Furio Camillo. L'importanza di questa opportunità non è solo per i "ciclisti della domenica" ma per tutte quelle persone che anche durante la settimana usano la bici per recarsi al lavoro o a scuola,e che hanno il diritto di poterlo fare in modo sicuro.

Per concludere ho voluto cogliere una frase interessante emersa dal sito Bikediablo: "Le piste ciclopedonali e le ciclabili sono anche un ottimo posto dove le persone disabili oltre a potersi muovere più agevolmente(visto che sono lisce e meno sconnesse dei marciapiedi)nei propri spostamenti quotidiani possono anche fare sport con le proprie carrozzelle".

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