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La mancanza di attenzione verso una progettazione che conferisca peculiarità all'arredo urbano,rende la maggior parte dei quartieri,da un lato monotoni e privi di tentativi di uscita dai classici schemi dell'arredo, e dall'altro,(il più delle volte) poco funzionali, poichè per esempio non accompagnano adeguatamnte alla fruizione dello spazio o all'indicazione corretta dei percorsi e delle zone.


Analizzando l'aspetto in questione del IX Municipio ho notato la presenza dei soliti elementi d'arredo urbano (ormai elementi standardizzati)che in alcuni punti si distaccano dai precedenti, senza però presentare particolarità così da offrire al luogo un'identità diversa e ammirabile,ma portando unicamente ad una disomogeneità che diventa sempre più ovvia.Inoltre sono principalmente elementi d'arredo del passato e non più utilizzati o utilizzati in maniera inadeguata e scorretta.Questo potrebbe dipendere probabilmente anche dalla "forma" con cui si presentano,creando di conseguenza una dissonanza nel contesto urbano e paesaggistico.In particolare il riferimento va a quegli elementi che dovrebbero essere alla base dell'arredo urbano come cestini,lampioni e panchine.Essi sono abbandonati al degrado sia estetico che funzionale.Purtroppo spesso si presentano anche situazioni in cui si tenta di cambiare le cose,vengono avviati i lavori ma passano gli anni e i cantieri rimangono sospesi,portando di conseguenza il sito in questione all'ennesima dimostrazione di degrado;oppure vi sono situazioni,come nel caso di Largo Pannonia,in cui i lavori sono stati avviati e completati,portando cosi alla realizzazione di una piazza urbana con panchine,giochi per bambini,alberi e una pavimentazione diversa dal solito,ammirata;successivamente vengono avviati altri tipi di lavori in cui si deve intervenire per forza di cose allo smantellamento dell'arredo,portando dopo qualche tempo,causa nuovi lavori tecnici, alla rovina di questo.


L'arredo urbano dovrebbe essere pensato non solo seguendo i classici schemi urbanistici ma osando e aprendosi alle sperimentazioni di design che in molti paesi europei e in parte anche nel nord Italia sono già presenti.Si arriverebbe così a riconoscere piazze o viali,grazie agli elementi di arredo del luogo,distinguendole così dal grigiore dell'intorno.Allo stesso tempo però bisognerebbe capire che l'arredo urbano non può essere concepito solo da un punto di vista estetico,ma questa stessa esteticità deve saper accompagnare adeguatamente lo spazio e quindi inserire l'arredo a seconda della qualificazione del luogo.


illuminazione,piazze,sistema delle fontane e delle fontanelle,viali alberati,playgrounds,punti di sosta nell'urbano,pavimentazioni.


Definizione di Arredo Urbano Modifica

L'arredo urbano può essere considerato come uno spazio continuo dotato di significati dipendenti dalle "quinte" che lo racchiudono e dagli "utenti" che lo usano,il quale termina là dove finisce la città.E' in definitiva lo "spazio interno della città"con il quale ci misuriamo ogni giorno.L'uso della parola "spazio urbano" accanto alla locuzione "arredo urbano"è sinonimo di interdipendenza tra i due termini:lo spazio che insiste tra le diverse configurazioni dell'arredo urbano posto in relazine con le quinte esistenti;l'arredo urbano inteso nell'eccezione più ampia del termine che va dal disegno del singolo oggetto,alla definizione dello spazio che lo circonda e quindi dal particolare all'insieme.Lo spazio e l'arredo urbano permettono la completa definizione dell'ambiente urbano purchè sia preventivamente nota la funzione che deve caratterizzarlo.Notiamo cosi che all'interno dell'arredo urbano sono molteplici i fattori che intervengono nella scena urbana:unità di servizio urbano,protezioni e recinzioni,la segnaletica e la pubblicità,architettura intesa più grafica,trattamento dei calpestii,percorsi pedonali,dispositivi antibarriera,architettura della luce,strutture transitorie,spazi verdi con l'organizzazione e composizione di essi,spazi per il gioco ecc,ecc..

Bibliografia: ROSSETTI Maria Grazia,Spazio e Arredo Urbano- Roma, Ed.Kappa 1982


Elementi di arredo moderni e classici Modifica

Nonostante la mia insistenza nel sottolineare il fatto che in generale in Italia,nella maggior parte dei luoghi,manchi l'idea di progettare piazze,viali alberati e parchi con elementi nuovi ideati da chi di competenza(paesaggisti,designer,artisti,urbanisti ecc..),sono anche dell'idea che a differenza di quanto è avvenuto in città come Londra o Parigi,manchino elementi d'arredo classici,dunque non così tecnologici e sperimentali. Comunque sia in passato che oggi data gli elementi classici conferiscono particolarità al luogo e data la loro "classicità"si amalgamano bene all'intorno (se parliamo per esempio di piazze o viali storici con una certa identità classica o antica). D'altra parte in sè possiedono anche un'idea di sperimentazione dell'arredo e sono dunque elementi "sempreverdi".


Arredo urbano tra il passato e il futuro Modifica

Molto spesso in alcuni paesi europei gli elementi d’arredo urbano sono il simbolo della propria cultura artistica o sociale;e parliamo ad esempio delle famose cabine rosse londinesi,o delle fermate delle metropolitane francesi con decorazioni art nouveau.

Cabine rosse londra.jpg
Le Cabine rosse nascono negli anni venti del 900,disegnate dall’architetto Giles Gilbert Scott e denominate K1.Nei decenni successivi le cabine andarono incontro a svariate modifiche, ma se cambiò il numero accanto alla lettera (k2 – k3- k4- k5 e le più moderne k6), la struttura e il colore rimasero intatte. Famose anche con il nome di “RED Box" si configurano come un parallelepipedo a vetri, rosso semaforo,distribuite in varie parti della città in cui oggi purtroppo non ne rimangono molte.

Per quanto riguarda invece le fermate del metrò in Francia;la prima linea della metro di Parigi é stata costruita poco prima dell'Esposizione universale del 1900 e fu inaugurata qualche mese dopo l'inizio dell'esposizione,più precisamente il 19 luglio del 1900 e collegava Port Maillot a Chateau de Vincennes. A nemmeno 10 anni dall’ inaugurazione, nel 1909, la rete si estendeva già per 70 km e i lavori proseguivano al ritmo di 1000m cubi di terreno al giorno.

Ma le stazioni, soprattutto quelle dei primi anni, oltre ad essere qualcosa di estremamente utile, erano anche ( e in parte lo sono ancora) belle da vedere.
Metro francia.jpg

In particolare, il progetto delle stazioni venne affidato a un genio dell’ art Nouveau come Hector Guimard che realizzò 141 accessi in stile liberty, con pensiline, ingressi aerei, e massiccio utilizzo di vetro e ghisa lavorata. Restano ancora 83 stazioni di queste realizzate fino al 1912 e in particolare le bellissime stazioni di Abbesses e di Port Dauphine. Quindi la Metrò di Parigi, è diventata luogo per i cultori dell’ arte metropolitana nel vero senso della parola. Ancor oggi si passa dalle copie delle statue presenti a Louvre della stazione Louvre-Rivolì, ai Murales di Abbesses dipinti dai pittori di Montmatre, dalla Dichiarazione dei diritti dell’ uomo sulle piastrelle di Concorde alla Rivoluzione Francese alla fermata metro della Bastille; così quasi ogni fermata ha la sua tematica

Arredo urbano moderno Modifica

1)Vivere la città in modo differente, più intimo e contemporaneo grazie a Brillo, un’originale seduta per arredo urbano dal design scultoreo disegnata dallo studio Adriano Design. Brillo è un modo nuovo, diverso e attuale, di concepire il design delle sedute urbane e dei luoghi di aggregazione sociale che queste possono creare, aggiungendo anche gli ingredienti della comunicazione delle città e dei loro valori caratteristici, della sostenibilità e della convenienza economica dei soggetti interessati dall’operazione. Sedute che arricchiscono gli ambienti urbani di un nuovo segno grafico, con una seduta dal carattere forte, ergonomica e versatile. Da seduta tradizionale a seduta-appoggio per soddisfare i nuovi bisogni della società contemporanea. Un unico elemento, sapientemente sagomato, che si articola nello spazio regalando un oggetto versatile ed elegante. Su brillo ci si può sedere tradizionalmente, ma si può anche usare come seduta-appoggio. Il particolare design dello schienale infatti ha una duplice funzione, è sì uno schienale ma è anche un comodo piano, studiato ergonomicamente, per poggiare un pc, un libro, un quaderno,mangiare qualcosa o, semplicemente, rilassarsi. Adriano Design è il nome con il quale Davide e Gabriele Adriano, due fratelli italiani, piemontesi di nascita e architetti di formazione, firmano i loro progetti di industrial design e product design. Lampioni a forma di fiore, completamente autoalimentati e sostenibili: sono i Light Blossom della Philips.

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2)La Philips da sempre ci offre progetti innovativi, sostenibili e hi-tech. Questa volta tocca all’illuminazione urbana con Light Blossom, dei lampioni sostenibili bio-inspired.

Sono colorati, ispirati alla natura ma, soprattutto, hanno una speciale valenza eco sostenibile: utilizzano solo energie rinnovabili coniugando perfettamente energia solare ed eolica. Vediamo come! Blossom è un lampioncino per arredo urbano dal design gradevole che durante il giorno aprei i suoi petali per immagazzinare tutta l’energia solare. Grazie ad un motorino, attivato sempre da energia pulita, i petali vengono sempre orientati verso il sole per non perdere mai i raggi solari. Durante la notte tutti i LED vengono poi illuminati con l’energia solare accumulata durante il mattino ma, diversamente da altri lampioni alimentati con fonti rinnovabili sempre, i lampioni Blossom affievoliscono l’intensità della luce emessa se i sensori non “captano” alcun movimento. Un ottimo modo per risparmiare energia con stile.

Ma non è tutto ovviamente, la Philips non poteva lasciarci così. Infatti nelle brutte giornate senza sole i lampioncini accumulano energia trasformandosi in lampioni eolici grazie ai petali che, all’occorrenza, fungono anche da pale. In un paio d’anni dovrebbero anche entrare in produzione.
Adriano-design-brillo.jpg

Progetto:Mini frutteto sulle rotatorie stradali Modifica

- Architetto:Ettore Favini - Località:quartiere periferico Falchera(Torino)
Più che un architetto è un artista al servizio del verde pubblico;Ettore Favino utilizza come spazio espositivo per le sue creazioni le rotatorie stradali,le aiuole verdi e cittadine degradate.La rotatoria in questione è stata resa bella ed ecologica grazie all'inserimento di piante da frutto appartenenti a varietà antiche e illuminate con pannelli fotovoltaici(evitando così i lavori e le spese di collegamento alla rete elettrica).Per l'irrigazione vi è un invisibile bacino di raccolta dell'acqua piovana.La crezione ha preso corpo a Torino nel quartiere periferico di Falchera in un' area vuota adiacente alla fermata della metropolitana dove è nato un frutteto di antiche varietà di peri,meli e susini.
Rotatoria verde di ettore favini.jpg



Nascondere le centraline Modifica

L’artista americano Joshua Callaghan ha ideato un sistema semplice e molto piacevole per nascondere le antiestetiche centraline elettriche e torrette di controllo dei semafori e dei telefoni urbani per restituirli in qualche misura al contesto circostante : una serie di murales stampati in digitale su vinile adesivo protetto in funzione anti-graffiti da un involucro di teflon che rende le immagini inalterate per alcuni anni. Ciascuna fotografia richiamando gli effetti fotorealistici della pittura di stile TROMPE-L‘OEIL, rappresenta esattamente la scena nascosta dalla singola infrastruttura.


Pensiline verdiModifica

Una pensilina con un tetto verde nel centro di San Francisco.
Pensilina.jpg
Diane Loviglio che ha progettato la copertura, vuole mostrare l’idea del tetto verde “ a livello strada “, così che la gente possa capirla anche senza visitare un gigantesco edificio industriale.

Un fattore che sta determinando la diffusione dei tetti verdi è la trasformazione della nostra idea di città. Trovare soluzioni che portino più natura nelle città-malgrado la natura diventi sempre più urbanizzata- le renderà più vivibili.


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