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corso d'acqua minore

I corsi d'acqua sono elementi determinanti all'interno dei parchi. Il rapporto che si instaura fra l'acqua e il verde è fondamentale per creare armonia all'interno del parco e per migliorarne la fruibilità è fondamentale la tutela delle acque. Oggi, però, la qualità di molti corsi d'acqua è messa in grave pericolo da una serie di fattori, tra cui l'inquinamento.


Nelle grandi trasformazioni urbanistiche di questo secolo l'acqua è quasi sempre stata considerata come un fattore di disturbo, un ostacolo. Le vie d'acqua hanno avuto negli ultimi anni una progressiva perdita di ruolo tra la città e l'asta fluviale: insediamenti industriali, zone residenziali hanno completamente trasformato i paesaggi lungo le sponde. Gli spazi che si dispongono lungo i tracciati divengono ricettacolo degli scarti urbani e le vie d'acqua elementi da nascondere. Diventa necessario ritrovare il rapporto tra acqua e paesaggio, considerando questa risorsa come segno ordinatore del paesaggio e di principio d'identità dei luoghi e dei non luoghi. ( Francoise Choay scriveva: "occorrerà la distruzione del paesaggio, il massacro dell'eredità urbana, l'inquinamento del territorio a causa della realizzazione acritica e indiscriminata di edifici che pretendono di simboleggiare la modernità e il progresso , perchè finalmente in Europa si arrivi a spaventarsi e ci si preoccupi della qualità dei luoghi in cui viviamo". La tutela dei corsi d'acqua e la comprensione delle cause di alterazione degli ecosistemi acquatici sta assumendo in questi ultimi anni un ruolo di estrema importanza. Oggi si sta passando da una visione antropocentrica di chi considera le acque correnti secondo gli usi e le destinazioni stabilite dall'uomo, alla tendenza ecocentrica che mette al centro dell'attenzione la tutela della vita acquatica.




Una corretta tutela delle risorse idriche dovrebbe tenere conto della riduzione e del controllo dell'inquinamento, della gestione dei prelievi, della prevenzione dei dissesti e della gestione del territorio, vincolando le attività umane all'interno dei bacini idrografici.




Collegamenti: Orti urbani, corridoio ecologico, rete ecologica




Esempio di Torino Modifica

Esempio concreto è Torino, a metà degli anni Novanta ha inteso avviare un progetto-programma per la realizzazione di un sistema di parchi fluviali che crei connessioni ecologiche e fruitive tra i fiume che la attraversano (il progetto è chiamato "Torino Città d'acqua"). Alle acque viene affidato il compito di strutturare in un sistema continuo ed organizzato i parchi cittadini dell' area urbana centrale, i parchi collinari e fluviali periferici e i parchi regionali della fascia periurbana che a loro volta costituiranno gli ambiti di collegamento con il contesto agricolo e forestale delle valli pedemontane. Attraverso interventi di risanamento ambientale delle fasce verdi spondali, di incremento dei bacini di esondazione, di consolidamento degli argini e di acquisizione delle aree di interesse è stato dato avvio ad una importante operazione di riqualificazione complessiva del paesaggio urbano torinese, modificando il rapporto della città con i propri fiumi, ricucendo il rapporto fra cittadini e il sistema delle acque fluviali.Il progetto ha previsto per ogni corso d'acqua nuovi percorsi ciclabili, l'inserimento di nuovi elementi di arredo urbano affinchè vengano evidenziate e tutelate le emergenze architettoniche, i caratteri percettivi e descrittivi della loro storia.


Esempio di Milano Modifica

I corsi d'acqua sono ritornati ad essere elementi di grande attrazione, siano essi naturali o derivanti da trasformazioni territoriali, dovute a
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Naviglio della Martesana

bonifiche o a risistemazioni di aree dismesse(cave, porti) o che siano bacini creati artificialmente, come nel caso dei Navigli di Milano.

Sembra difficile da immaginare oggi, ma Milano ha un passato fatto di porticcioli, ponti, mulini, lavatoi, che si affacciavano su un reticolo di rogge, canali e fontanili.Era il mondo dei Navigli, un sistema di canali navigabili tra i più antichi d'Europa, che solcava la città e la collegava al Ticino, all'Adda, al Po e quindi al Lago di Como, al Lago Maggiore e al Mare Adriatico.I mercati cittadini erano riforniti ogni giorno da barconi che arrivavano direttamente dalle campagne; poi i prodotti delle botteghe, degl opifici, delle concerie venivano messi sulle barche che li portavano fuori città, risalendo i canali controcorrente. Alla fine dell'800 entro il perimetro del Piano Regolatore c'erano 124 canali, con circa 150 chilometri di vie d'acqua. Il sistema dei Navigli si è andato sviluppandosi a partire già dal XII secolo, per la necessità dei collegamenti ai grandi fiumi e al mare e per l'abbondanza di acqua nel sottosuolo: falde aquifere prossime alla superficie e sorgenti spontanee. Persino Leonardo progettò tratti di Naviglio, per imbrigliare il ricco patrimonio idrico.L'anello d'acqua spinse la città a edificarsi per fasce concentriche, con palazzi che avevano, come ingressi principali, approdi sull'acqua.

Poi, a poco a poco, venne il declino: l'abitudine di scaricare liquami e rifiuti urbani stava diventando un problema igienico e, a partire dall'800, e si preferì coprirli e interrarli.
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Naviglio della piccola Roggia

Oggi il comune di Milano ha lanciato l'idea di costruire un sesto canale per l'Expo 2015, che dalla darsena dovrebbe raggiungere, con un percorso di 20 chilometri, il polo fieristico a nord-ovest della città. Il comune di Cernusco sul Naviglio ha chiesto all'Unesco di dichiarare patrimonio dell'umanità la rete dei canali navigabili fuori Milano. In un periodo in cui il rispetto del paesaggio, la tutela del verde e dei corsi d'acqua e la necessità di diminuire ogni forma di inquinamento sono temi fondamentali, i Navigli tornano ad essere un esempio di mobilità dolce e sostenibile.


Progetti di riqualificazione dei corsi d'acqua Modifica



1. In occasione del Giubileo del 2000,a Roma, il Parco della Cafarella è stata oggetto di lavori di risistemazione. L'Ente Parco Regionale dell'Appia Antica, di cui fa parte la valle, ha promosso una serie di iniziative per la riqualificazione ambientale ed idraulica del fiume Almone e delle due marrane. L'obiettivo è quello di ripristinare l'ambiente agricolo preesistente, salvaguardare e potenziare la vegetazione di fondo valle e degli ambienti ripariali. Questo progetto ha previsto la creazione di una zona umida: il laghetto del pioppeto, il restauro conservativo e la riattivazione del fontanile del Casale della Vaccareccia, la realizzazione di un orto didattico e di un frutteto a valenza didattico-scientifica. Per ciò che
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corso dell'Almone

riguarda il laghetto del pioppeto, esso è una delle realizzazioni più recenti dell'Ente Parco. Si tratta di un'area umida, che permette di migliorare la qualità dell'ecositema della valle della Caffarella, garantendo agli uccelli di passo, una vera area di sosta. Inoltre ha un ruolo fondamentale nella conservazione delle biodiversità di questo sito. Questa zona è stata creata deviando le acque della marrana di destra, soggetta a frequenti esondazioni, che danneggiavano i terreni agricoli circostanti. Le acque, una volta attraversato lo stagno, vanno a riversarsi più a valle, nel vecchio corso della marrana. La qualità delle acque in questo punto è elevata, come è dimostrato dalla presenza di rovelle e spinarelli, pesci che vivono in ambienti intatti. E' di questi giorni la raccolta di firme per una petizione, volta alla richiesta di ridestinare fondi stanziati per la costruzione di una recinzione nel tratto del Parco della Caffarella che dà su Via Latina. La proposta alternativa riguarderebbe il risanamento delle acque del fiume Almone, dal momento che nelle sue acque si riversano gli scarichi di abitazioni private, delle fungaie e lungo le sue rive si trovano numerose discariche abusive.



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planimetria generale

2. A Londra , la penisola di Greenwich è un'area localizata lungo il Tamigi, su di un superficie anticamente occupata da una palude, poi bonificata, che nel XIX secolo è stata trasformata in luogo industriale. Nel 1880 vi si insedia infatti un'industria di carbon coke, che rimane attiva fino al 1970. Sono state necessarie radicali operazioni di bonifica prima di avviare la nuova progettazione del Millenium Dome, grande struttura espositiva per le celebrazioni del nuovo millennio(anno del progetto:1985, anno di realizzazione:1997, autori:Richard Rogers, A. Braham, LTD, Epsom,J. Gibbins). Il suolo e le acque, altamente contaminate dall'attività industriale, sono stati bonificati con operazioni di risanamento, consistenti in un intervento di scarnificazione del terreno e asportazione di uno strato di circa due metri e con il successivo reintegro.Il progetto delle acque ha previsto la protezione della falda da una potenziale azione di inquinamento. Le acque piovane, provenienti dalle coperture, sono state convogliate in bacini di fitodepurazione, per renderle riutilizzabili per i servizi igienici della struttura stessa. Gli obiettivi del piano dell'acqua sono stati integrati da due aree: una riserva naturale protetta e un parco umido protetto, con accesso al pubblico. Il concetto di flessibilità del concetto delle acque è introdotto proprio nel progetto delle vasche di fitodepurazione




3.
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veduta dello spazio centrale

Nel progetto di Renzo Piano e l'Atelier Dreiseitl per la Postdamer Platz a Berlino, del 1998, un complesso sistema di gestione delle acque meteoriche è alla base della progettazione della piazza stessa.

L'acqua diventa un elemento naturale vivo e pulsante nello spazio urbano e momento per avvicinare i fruitori ai temi della valorizzazione e conservazione di questa preziosa risorsa. Le acque, all'interno di questo progetto hanno la funzione di regolatore climatico e la funzione ecologica di bacino di ritenzione per l'acqua piovana, che passa attraverso differenziati processi di purificazione. Le acque piovane, stoccate in cisterne, sono poi riutilizzate per l'irrigazione e per le toilets; la rimanente parte alimenta il sistema urbano d'acqua.


Riferimenti Modifica

A cura di Franco Novi "La riqualificazione sostenibile", Alinea Editrice, 1999 Mariella Zoppi & co. "Progettare con il verde. Verde in città", Alinea Editrice, 2007 Salvatore Dierna, Fabrizio Orlandi "Buone pratiche per il quartiere ecologico",Alinea Editrice, 2005 Geo "Milano, l'Amsterdam perduta", n. 43 luglio 2009


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